RugbyBari, il sogno é già finito

Sul neutro di Lamezia, é il Padua Ragusa a passare il turno

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Bari lunedì 10 maggio 2010
di Lorenzo Vendemiale
© n.c.
Niente da fare. Per il RugbyBari il sogno è già finito. La prima trasferta domenicale di questo barrage-promozione 2009-2010 è amarissima: a Lamezia, vince il PaduaRagusa. Per il RugbyBari, solo le briciole in ottanta minuti: un drop di Lozito in apertura, una meta di Egidi intorno al quarto d’ora della ripresa, quando la partita è forse già compromessa. In mezzo, prima e dopo, tanto Ragusa.
Peccato, perchè, nonostante l’assenza di Brunetta che costringe mister Assenti ad avanzare Caporusso e lasciare sguarnito il ruolo di tallonatore che solo Attolico può arrangiarsi a ricoprire, l’avvio aveva lasciato ben sperare. Aggressivo il RugbyBari, più concentrato degli avversari visibilmente tesi per l’occasione, radicato nella metà campo avversaria, sovente anche nei ventidue. Il vantaggio arriva puntuale, dal destro ben educato di Guido Greco, tornato a vestire la maglia numero 10 dopo tre settimane di assenza.
Poi, sarà la soddisfazione per il giusto approccio, sarà l’appagamento di aver sbloccato la partita, sarà forse che il buffetto dei tre punti subiti fa destare il Ragusa, ma il Bari rincula. Progressivamente ma inesorabilmente, prima sulla trequarti, poi nella propria area. Il Ragusa, attacca, spinge, spreca, anche grossolanamente quando il centro Calamaro si invola ‘imbeccato’ da un errato passaggio di Greco ma si lascia sfuggire l’ovale dalle mani. Il Bari prova a reggere, ma soccombe. L’inizio della fine, che si concretizza nel fugace quarto d’ora a cavallo tra primo e secondo tempo, è il giallo a Spizzico: l’ammonizione matura a seguito di una touche a favore persa nei nostri ventidue; un’ingenuità imperdonabile, e decisiva. In superiorità numerica il Ragusa straborda gli argini della difesa barese, arcigna se piazzata, decisamente svagata se presa in velocità: ci prova con Calamaro, che va oltre la linea di metà, forse schiaccia, sicuramente no per l’arbitro Massa da Roma; ci riesce con Valenti proprio in chiusura di tempo, che approfitta ancora di una delle tante ripartenze concesse dalla nostra retroguardia; replica con Denaro al 2’ della ripresa, che finalizza in mezzo ai pali una splendida serpentina di Iacono. Le trasformazioni di Gurrieri sono l’apoteosi per i Siciliani: 17-3, e partita in cassaforte.
O quasi. Perchè il Bari ha un sussulto d’orgoglio, di cui almeno andare fieri. Con tanta confusione e poca cognizione di causa, si riversa nell’area avversaria. Il Ragusa, sbanda, se non sul piano tattico, se non altro su quello della disciplina: al 5’ va fuori Raspaglia per placcaggio alto, al 7’ lo segue l’apertura Gurrieri. La doppia inferiorità numerica è un’occasione troppo ghiotta per il Bari, o comunque un handicap troppo pesante per il Ragusa: la meta, ineluttabile, arriva, firmata come detto da Egidi. Ma la mancata trasformazione di Lozito pesa, il divario resta superiore al cosiddetto break, dà la sensazione tangibile di essere incolmabile. E così è. Perchè poi, in tema di 8 maggio, ‘passato il santo passata la festa’, si potrebbe dire. I dieci minuti di superiorità scorrono, si esauriscono. E insieme ai due uomini perduti, il Ragusa recupera anche il saldo controllo del gioco e del campo. Non ci saranno pericoli nè emozioni, se non un piazzato sbagliato dagli azzurri siciliani, e una touche ai dieci metri insidiosa ma malamente sprecata dai ragazzi di mister Assenti.
Finisce 8-17, la vittoria del Ragusa è meritata.
Mentre per il Bari è notte fonda o quasi.
Questo primo spareggio promozione è anche l’ultimo, l’unico della stagione che segna comunque il ritorno della squadra del presidente Totaro ai play-off. Ma, stando al risultato del Carlei, prendono spirito e corpo le illazioni, i luoghi comuni sul basso livello del rugby pugliese. Il Bari ha dominato il girone regionale, ma è uscito senza troppi sussulti contro il Ragusa, terza classificata del girone siciliano, sconfitta (e ripescata) nel primo turno dal Centocellum Civitavecchia, oggi a sua volta superato nettamente dalla Neroniana Anzio, vincitrice annunciata di questa prima fase. E pur diffidando di sillogismi meccanici e spesso fallaci in campo sportivo, pare proprio che al nostro Bari, alla rappresentante pugliese, spetti l’ultimo posto in un’ipotetica griglia di questo barrage promozione del sud Italia. L’assenza importante di Brunetta, la condizione non ottimale di elementi cardine quali Santoro e Greco, il sospetto che, per la prima volta da tempo immemore, le scelte di mister Assenti non siano state poi così azzeccate, sono alibi troppo parziali. I successi di quest’anno non si cancellano, ma c’è ancora tanto da lavorare.
Congediamoci, dall’articolo, a da questo campionato. Alla Serie B, non è che credessimo per davvero. Niente lacrime, pensiamo già alla stagione prossima. Ma per questa, avremmo voluto un finale diverso...
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I commenti degli utenti
  • nemoSF ha scritto il 11 maggio 2010 alle 09:12 :

    E' inutile ogni volta accampare scuse, assenze, errori tecnini, no. Bisogna lavorare, come avete fatto, e migliorare, solo questo, è stupido lamentarsi del "livello pugliese" perchè ci fate parte anche voi, quindi dipende da voi. Quindi ragazzi buon lavoro, continuate con la vostra passione e con tanto impegno, che ripeto ancora, avete sicuramente messo sempre.Buona fortuna! Rispondi a nemoSF

  • nemoSF ha scritto il 11 maggio 2010 alle 09:11 :

    Peccato per il Bari,ma come già detto, non era all'altezza. Tuttavia mi sento di far notare una cosa, forse servirebbe un po' più di umiltà e obbiettività, il Bari quest'anno non ha dominato il suo girone, capisco la soddisfazione, ma bisogna prediligere la cronaca all'euforia, e questo sito troppe volte ha innalzato la squadra a fasti non pienamente reali. Rispondi a nemoSF