Il fatto

FDI sulle assunzioni all'Arpal chiede l'intervento del presidente Mattarella

​Conferenza stampa dei consiglieri regionali Congedo, De Leonardis, Manca, Perrini, Ventola e Zullo stamattina per protestare ancora una volta contro la gestione dell'Agenzia Regionale per il Lavoro da parte di Massimo Cassano

Politica
Bari martedì 14 luglio 2020
di La Redazione
FDI, sulle assunzioni all'Arpal chiede l'intervento del presidente Mattarella
FDI, sulle assunzioni all'Arpal chiede l'intervento del presidente Mattarella © n.c.

Conferenza stampa dei consiglieri regionali di Fratelli d'Italia Erio Congedo, Giannicola De Leonardis, Luigi Manca, Renato Perrini, Francesco Ventola e Ignazio Zullo stamattina per protestare ancora una volta contro la gestione dell’Agenzia Regionale della Politiche Attive per il Lavoro di Massimo Cassano. Che si appellano al Presidente della Repubblica Mattarella, al quale hanno indirizzato una lettera.

Ben vengano – hanno detto i consiglieri di centrodestra - i concorsi pubblici ma potevano essere banditi già anni fa. Questa mattina abbiamo scelto la sede della presidenza della Regione Puglia per denunciare lo scandalo delle assunzioni da parte dell'Agenzia regionale per il Lavoro, che nasce per la lotta al precariato ma, in realtà, organizza di fatto il bacino elettorale del candidato presidente uscente Michele Emiliano con assunzioni di pochi mesi, guarda caso in concomitanza con le prossime elezioni regionali. Parliamo non solo di assunzioni con concorso pubblico. È il caso, infatti, di cinque unità che hanno già lavorato per l'Agenzia con assunzione diretta, tra cui figura un nome che potrebbe essere quello del referente foggiano del partito di Massimo Cassano, Rino De Martino (magari un caso di omonimia, ma si sa che a pensar male...)”.

Abbiamo scritto una lettera al presidente della Repubblica, appellandoci alla sua figura di garante della democrazia, della pari dignità tra cittadini e del decoro morale ed istituzionale, per chiedere che intervenga. La indirizzeremo anche ai parlamentari, di centrodestra e di centrosinistra, sperando – affermano i sei esponenti politici - che anche questi si indignino e prendano le distanze da una pratica clientelare che mette in cantina il merito e le capacità di tanti pugliesi che desiderano entrare nel mondo del lavoro mediante concorso pubblico”.

Troviamo assurdo che a capo di questa agenzia vi sia il rappresentante di un partito politico che esprime anche un assessore regionale; un commissario straordinario (con un compenso di oltre 200mila € a carico dei pugliesi) la cui nomina riteniamo sia del tutto illegittima. Altresì assurdo è che con una determina, nel giugno scorso, si sia avviata la procedura per l'assunzione di 236 persone, per 6 mesi, che andranno a coprire posti nella stessa Agenzia. Nell'ultima seduta di consiglio regionale abbiamo chiesto che venissero bloccate le assunzioni fino a rinnovo della legislatura, ma il presidente Michele Emiliano ha ordinato che venisse meno il numero legale, salvando ancora una volta lo straordinario commissario, componente del suo cerchio magico, uno degli "intoccabili". Ci sorge spontanea una domanda: nell'esercizio delle sue funzioni di PM, Emiliano sarebbe intervenuto per evitare queste cattive pratiche?

Questo il testo della lettera inviata la presidente Mattarella.

Spettabile Presidente,

ci permettiamo di rivolgerci direttamente a Lei attraverso questa lettera aperta, in quanto, al di là delle prerogative alla Sua figura istituzionale assegnate dalla Costituzione repubblicana, rappresenta per noi il baluardo del nostro Stato di Diritto e l'imprescindibile ed autorevolissimo riferimento in difesa della correttezza e del rispetto della democrazia e della legalità.

Democrazia e legalità che in Puglia rischiano di essere travolte dalla situazione venutasi a determinare, e che ci ha indotto ad appellarci alla Sua saggezza ed autorevolezza.
Alla fine di settembre sono infatti in programma le elezioni per il rinnovo dell'amministrazione regionale, dopo la proroga di qualche mese del mandato dettata dall'emergenza Covid-19. Vorremmo poter svolgere, nell'interesse della collettività, una campagna elettorale basata sui contenuti, sulle proposte, sui confronti, sui programmi, sulle proposte alternative a quelle dell'esecutivo in carica, ma siamo stati travolti da una strategia che rappresenta un grave vulnus per la democrazia. Dopo anni di sostanziale paralisi, infatti, a più di due anni dalla nascita dell'Agenzia Regionale per il Lavoro, attualmente guidata da una figura commissariale non prevista dalla legge istitutiva approvata in Consiglio regionale, sono stati improvvisamente banditi concorsi per il reclutamento di oltre 1129 figure professionali. Non esiste una legge che lo vieti espressamente, tuttavia è impossibile non notare la coincidenza temporale tra i bandi, particolarmente attesi in una regione caratterizzata da un altissimo tasso di disoccupazione, e l'entrata nel vivo della campagna elettorale.

Ma come se questo non fosse già sufficiente, nelle more delle procedure concorsuali - che perlomeno una procedura selettiva la prevedono - si è anche provveduto ad incaricare un'agenzia di lavoro interinale per impiegare centinaia di unità a tempo determinato, soltanto attraverso lo svolgimento di un semplice colloquio: una procedura scandalosa e inammissibile, con la scadenza dei contratti fissata proprio in prossimità dello svolgimento delle elezioni.

Nella sede istituzionale preposta, durante l'ultima seduta dell'assemblea, abbiamo anche vanamente proposto il rinvio a dopo le elezioni delle procedure annunciate ed avviate: tutto inutile.

Signor Presidente, ci rivolgiamo a Lei perché per noi la Politica non può prescindere da Etica e Decoro. Perché il consenso basato o anche solo semplicemente condizionato sulla fragilità e difficoltà di persone e nuclei familiari, che approfitta di una precarietà non affrontata prima per una scelta strategica, per poi proporsi come le uniche possibili ancore di salvezza, rappresenta una degenerazione e una deriva che non ha precedenti, a questo livello. Perché la dignità dei cittadini e delle loro scelte non deve essere piegata dalla considerazione distorta di chi li vorrebbe ridotti a meri 'clientes', accreditandosi in maniera subdola come interlocutore credibile e in grado di elargire un beneficio, tra l'altro attraverso ingenti risorse pubbliche.

Signor Presidente, nel nostro ruolo di consiglieri regionali che credono nel rispetto delle Istituzioni e della Democrazia, abbiamo ritenuto doveroso informarla di quanto sta accadendo in Puglia. Con la massima, e prossima, assise regionale che rischia di avere come propri rappresentanti eletti non i candidati più meritevoli e preparati, ma quelli più furbi, più disposti a compromessi al ribasso con la propria coscienza, a barare con il corpo elettorale, a trarre benefici personali da un uso spregiudicato del potere e delle risorse della collettività, lucrando su condizioni esistenziali drammatiche e sul disprezzo delle regole. Signor Presidente, la nostra democrazia e la nostra Regione non possono e non devono permettersi questa
deriva ed è per questo che con umiltà ci rivolgiamo a Lei auspicando un Suo autorevole intervento.

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