Verso la consultazione popolare

Referendum, Radicali a Bari: «Noi vi offriamo un caffè per la democrazia»

Iniziativa dei militanti del Comitato “C’è chi dice No” dei Radicali per chiedere che venga rispettato e garantito il diritto dei cittadini di “conoscere per decidere"

Politica
Bari mercoledì 12 febbraio 2020
di La Redazione
Referendum, i Radicali a Bari: «Noi vi offriamo un caffè per la democrazia»
Referendum, i Radicali a Bari: «Noi vi offriamo un caffè per la democrazia» © n.c.

Il 29 marzo i cittadini saranno chiamati a votare sul referendum costituzionale per confermare il taglio dei parlamentari.

A Bari giovedì 13 febbraio alle ore 11.00 presso l’Ateneo dell’Università A. Moro (vicinanze Bar) dirigenti e militanti del Comitato “C’è chi dice No” del Partito Radicale saranno presenti per “offrire un caffè per la Democrazia” e chiedere che venga rispettato e garantito il diritto dei cittadini di “conoscere per decidere”.

Secondo i Radicali, il costo del un caffè all’anno è il risparmio per ogni cittadino con il taglio del numero dei parlamentari.

«Dopo anni di informazione a senso unico, senza dibattito, senza alcun contraddittorio – si legge in una nota del partito -, è iniziata la campagna referendaria sul taglio del numero dei parlamentari nel silenzio assoluto e assordante dei media e in particolare del servizio pubblico. A meno di un mese e mezzo alla data del voto sul referendum costituzionale la non informazione ai cittadini regna sovrana. Maurizio Turco, Segretario del Partito Radicale, Irene Testa Tesoriera del Partito Radicale e Presidente del Comitato “C’è chi dice no” per il no al referendum confermativo della riforma costituzionale di riduzione del numero dei parlamentari , chiedono da giorni, dalla data di indizione referendaria pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, che la campagna di informazione inizi al più presto. Preoccupazione è stata espressa dal Partito e dai Comitati circa gli spazi previsti, i soggetti ammessi, le fasce orarie di trasmissione, la necessità di evitare che ci siano soltanto tribune politiche referendarie di scarso appeal. I Radicali chiedono all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e alla Commissione di Vigilanza Rai di assicurare il rispetto del perentorio termine di legge per adottare i rispettivi regolamenti della campagna elettorale radiotelevisiva».

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I commenti degli utenti
  • franco prisciandaro ha scritto il 12 febbraio 2020 alle 14:43 :

    Il vero problema del referendum sul taglio dei parlamentari in questo momento è il silenzio. Non solo dei media (nonostante gli obblighi di legge a informare i cittadini) ma soprattutto dei promotori veri della legge: i 5Stelle. Hanno cercato in tutti i modi di evitare un dibattito sulla legge, hanno comunicato che il taglio era promulgato mentre trattandosi di riforma costituzionale era consequenziale che vi fosse un referendum. E ora recriminano sui costi della consultazione mentre sono stati loro, mettendo mano alla Costituzione, a renderlo necessario. Una semplice riduzione degli stipendi, come nel programma 5S del 2018, non avrebbe richiesto modifica costituzionale. Ma hanno voluto piantare la bandierina della demagogia e dell'antipolitica. Rispondi a franco prisciandaro

    Marco ha scritto il 12 febbraio 2020 alle 15:26 :

    Hanno deciso di silenziare il referendum, anche fissando a marzo la consultazione ovvero la data più vicina possibile per dare meno tempo alla informazione e alla discussione. E poi hanno ritardato il regolamento della Commissione parlamentare di vigilanza che dovrà poi andare all'Agcom per essere ratificato. Insomma tutta una melina governativa. Non ci sono neppure i Comitati del SI, proprio per impedire anche la par condicio. Uno spettacolo squalificante per i promotori di un taglio che dovrebbe far inorridire, prima ancora di discuterne. Rispondi a Marco

    Michele Macelletti ha scritto il 12 febbraio 2020 alle 18:20 :

    Dici bene Marco. Il referendum c'è ma il cittadino non lo deve sapere... E il conoscere per deliberare? Rispondi a Michele Macelletti