La nota

Piccinni dimenticato, Pani (M5S): «Da Decaro solo fumo negli occhi»

La candidata pentatellata critica una amministrazione che "non si preoccupa di restituire ai suoi cittadini e ai visitatori italiani e internazionali la storia e la gloria di un barese celebre come Piccinni"

Politica
Bari giovedì 07 febbraio 2019
di La Redazione
Elisabetta Pani
Elisabetta Pani © web

L'amministrazione Decaro ha gettato nell'oblio il musicista barese Niccolò Piccinni.

Ne è convinta la candidata alla carica di sindaca di bari del Movimento 5 Stelle Elisabetta Pani, che sulla questione ha diramato una lunga e nota.

«Il dramma giocoso “La Cecchina, ossia la buona figliuola” di Niccolò Piccinni (Bari 16 gennaio 1728 – Parigi 7 maggio 1800) - scrive l'esponete pentastellata (di professione musicista) - debuttò il 6 febbraio 1760 a Roma presso il Teatro delle Dame; il successo fu prorompente generando numerose repliche fino alla fine del secolo in Italia e in Francia. La notorietà del musicista barese e il ruolo fondamentale avuto nel processo di sviluppo dell’opera musicale in un continuo confronto tra modello francese e italiano sono dati innegabili che pongono N. Piccinni tra i principali compositori di tutti i tempi. Un’amministrazione che non si preoccupa di restituire ai suoi cittadini e ai visitatori italiani e internazionali la storia e la gloria di un barese celebre come Piccinni è un’amministrazione cieca, sorda, priva di reale spessore e soprattutto di visione per la città».

«Ma una costante di questa amministrazione - continua la Pani - è l’inaugurazione a metà, l’annuncio entusiasta anticipato, il bando tanto vago sulla carta quanto confuso nel suo esito, per dirla con un’unica frase “il fumo negli occhi”».

«L’8 gennaio 2015 - rammenta la candidata del M5S - usciva l’ “Avviso Pubblico per la gestione del Museo Civico di Bari e Casa natale di Nicolò Piccinni” finalizzato a selezionare un soggetto a cui affidare la gestione della casa natale di Nicolò Piccinni e del Museo Civico. NelBando le due proposte museale e musicale avevano pari importanza e dignità. Come specificava Art. 6 “Il piano complessivo di gestione, così come emergerà dalla somma dei due progetti di gestione dedicati ai due immobili da mettere in una rete unica gestionale, dovrà prevedere l’incremento e ampliamento degli orari di apertura al pubblico di entrambe le strutture, le proposte culturali da realizzarsi al loro interno, l’allargamento del pubblico a fasce d’età e di reddito le più ampie possibili, la realizzazione di un nuovo allestimento, lo sviluppo di una comunicazione creativa anche basata su social media e web”. È chiaro quindi che la gestione dei due luoghi di cultura doveva procedere di pari passo seguendo le linee guida del bando. In data 13 marzo 2015 usciva una aggiudicazione provvisoria sul sito del comune dove veniva indicata solo l’entità vincitrice e il suo punteggio (IDRIA-ARTA con punteggio 92/100). La commissione era formata da tre dirigenti interni del comune; nessun esterno esperto inambito di programmazione musicale o museale. Era ed è tuttora impossibile visionare una graduatoria di tutte le entità partecipanti con griglia relativa ai diversi punteggi e ancora oggi sul sito del comune non è stata pubblicata alcuna graduatoria definitiva. Nei fatti casa Piccinni, dopo una manciata di eventi realizzati tra febbraio e maggio 2016, è chiusa al pubblico da quasi tre anni. Sul sito del Museo Civico Casa Piccinni non è neanche citata; se si chiama per avere notizie su aperture o eventi la risposta è che il luogo è chiuso da tempo e che non è agibile. Ma come? Non è stata inaugurata 4 anni fa e assegnata con bando comunale proprio insieme al Museo Civico? I due immobili non erano da inserire in una unica “rete gestionale”? Nessuna notizia, inoltre, sul sito del Comune a proposito della partecipazione del Comune di Bari al bando del Fai per ottenere 30.000 euro allo scopo di rendere pienamente fruibile la Casa. Nebbia fitta quindi su uno dei luoghi simbolo della nostra città e assoluta mancanza di programmazione culturale che possa rendere N. Piccinni protagonista della vita artistica barese. A Bari, se si esclude l’eccellente attività del Conservatorio a lui dedicato, si esegue meno musica di N. Piccinni che in altri luoghi d’Italia e d’Europa! La stessa Fondazione Petruzzelli non ha mai dedicato al compositore barese neanche un titolo della sua programmazione».

«Un Festival a cadenza annuale - conclude la Pani - dedicato al nostro concittadino con il coinvolgimento di operatori, studiosi internazionali, Fondazione, Teatro Piccinni, Teatri e associazioni dell’Area Metropolitana e regionali portatori della verità storica di altri compositori locali eccellenti (Paisiello, Traetta ecc) sarà il fiore all’occhiello di una amministrazione lungimirante e desiderosa di puntare sulla cultura, sui contenuti, su un turismo di qualità e stanziale. FESTIVAL PICCINNI e riqualificazione integrale di CASA PICCINNI da gestire nei modi che un luogo portatore di identità per eccellenza merita, in totale discontinuità con quanto fatto dall’attuale amministrazione che pensa a trasformare la città in ristorante diffuso».

Lascia il tuo commento
commenti