Nelle Giornate Europee del patrimonio Bari invita a conoscere la famiglia Caracciolo Carafa

All’Archivio di Stato porte aperte alla cultura con una mostra documentaria di grande interesse

Cultura
Bari domenica 25 settembre 2011
di Cristina Pierangeli
© Cristina Pierangeli

Ieri mattina alle ore 10.00 presso l’Archivio di Stato di Bari si è svolta l’inaugurazione della mostra documentaria “La famiglia Caracciolo Carafa di Santeramo: gli uomini, la storia, il potere”.

La famiglia Caracciolo Carafa è una delle più antiche, illustri e potenti casate napoletane la cui esistenza fu documentata già nel X secolo. Com’era usuale negli anni del Medioevo prima e del Rinascimento poi, i matrimoni (soprattutto tra le casate nobiliari) venivano combinati con l’obiettivo di preservare i propri averi, di fortificare il potere e ampliare i domini. Ecco, quindi, come nel 1574, il feudo di Santeramo pervenne nelle mani dei Caracciolo. La famiglia poi, con il passare dei secoli, acquisì sempre più importanza ricevendo diversi riconoscimenti tra cui la nomina a principi giunta nel 1717.

A presentare l’intero lavoro Eugenia Vantaggiato (direttore dell’Archivio di Stato di Bari) che dopo una breve introduzione ha lasciato la parola all’ospite d’onore, il Principe Giovanni Francesco Caracciolo Carafa di Santeramo che ha rivelato la sua emozione nonché l’orgoglioso perché finalmente, dopo anni di trascuratezza, i documenti della sua famiglia sono stati ‘rispolverati’, resi agevoli e raccolti in un’esposizione di straordinaria qualità. A intervenire nella presentazione della mostra anche Isabella Lapi (direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia), Domenica Porcaro Massafra (docente di Archivistica presso l’Università degli Studi di Bari), Clelia Gattagrisi (docente di codicologia e paleografia latina presso l’Università degli Studi di Bari), Gaetano Pellecchia (docente e storico) e Carmela Desantis (funzionario

dell’Archivio di Stato). Proprio la dott.ssa Desantis, vera anima dell’esposizione, è stata la curatrice dell’intero percorso, colei che non solo ha creduto nelle potenzialità dei carteggi, ma che con pazienza e dedizione ha coordinato il lavoro di reperimento di tali documenti ricevuti in condizioni tutt’alto che agevoli.

La mostra si orienta in diverse bacheche che contengono i preziosi documenti, veri e propri tesori della cultura non soltanto dal punto di vista estetico, ma soprattutto sul fronte contenutistico. Ogni bacheca affronta un tema specifico come la famiglia, gli uomini, il feudo, le residenze, le gestione dei beni, i conflitti e la questione demaniale, tutti ampiamente descritti in didascalie molto ben strutturate.

Un’esposizione di qualità che rimarrà aperta sino all’ 8 ottobre e a cui vale la pena dedicare del tempo.

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