Arte e storia

A Matera la mostra “Vexilla Regis, Perdono e Salvezza"

​Continuano gli eventi a Matera città Capitale Europea della Cultura 2019

Cultura
Bari giovedì 25 luglio 2019
di Diego Marzulli
Mostra “Vexilla Regis, Perdono e Salvezza
Mostra “Vexilla Regis, Perdono e Salvezza" © n.c.

Continuano gli imperdibili eventi a Matera città Capitale Europea della Cultura 2019.

Dal 24 luglio la mostra "Vexilla Regis, Perdono e Salvezza" avrà sede presso la Chiesa del Purgatorio Nuovo.

Un omaggio degli artisti aquilani alla splendida struttura ecclesiastica dove si svolgono sia i riti cattolici che quelli ortodossi. La Chiesa del Purgatorio Nuovo fu eretta nel “Piano” (parte nuova di Matera, antistante i Sassi) dall’Ing. G. Fantone tra il 1725 e il 1747 con l’aiuto dei cittadini e della Confraternita delle anime del Purgatorio. Dunque, per gli artisti e artigiani aquilani Laura Caliendo e Gabriele Di Mizio l’onore di mostrare le Croci del Perdono create negli anni dal 2000 al 2018. I capolavori artigianali richiamano eventi storici che si rinnovano annualmente a L’Aquila nei giorni del 28 e 29 agosto quando avviene il rito solenne della Perdonanza (termine coniato da Gabriele d'Annunzio). L'indulgenza plenaria perpetua fu concessa a tutti i fedeli di Cristo da Celestino V nella sera stessa della sua incoronazione a pontefice.

Prima di salire al soglio pontificio Pietro Angeleri (nome di nascita del Papa Celestino V) aveva trascorso molti anni di vita eremitica. Il 5 luglio 1294 fu designato dal conclave riunito a Perugia come successore di papa Niccolò IV, la cui morte aveva lasciato vacante la sede per più di due anni. Dall'eremo in cui si era ritirato, Sant'Onofrio al Morrone, il futuro Papa, a dorso di un asino, mosse alla volta dell'Aquila. Il 29 agosto 1294 fu proclamato Sommo Pontefice nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, costruita per sua stessa volontà e consacrata nel 1288. Alla cerimonia solenne, oltre ai due re, ai cardinali e ai nobili, partecipò un'immensa folla composta, secondo alcune fonti storiche, da oltre duecentomila persone, che ricevettero dal nuovo pontefice un dono di portata straordinaria: coloro che, confessati e sinceramente pentiti, dai vespri del 28 agosto fino ai vespri del giorno 29, avessero visitato devotamente la basilica di Collemaggio, avrebbero ricevuto contemporaneamente la remissione dei peccati e l'assoluzione dalla pena. Da precisare che fino ad allora l'indulgenza plenaria era stata concessa solo a favore dei crociati in partenza per la Terra Santa e ai pellegrini che si recavano alla Porziuncola di Assisi: appannaggio per lo più dei ricchi, che in cambio di sostanziose elemosine avrebbero ottenuto almeno la remissione parziale dei peccati. A L'Aquila il Perdono sarebbe invece stato concesso anche a poveri e diseredati e rinnovato annualmente.

Con il passare dei secoli l'evento perse molta della sua centralità ma tra gli anni settanta e ottanta vi fu una rivitalizzazione della figura di Celestino V e del carattere universale della sua Bolla del Perdono.

Nel 1983, l'allora sindaco Tullio De Rubeis decise di rilanciare la cerimonia: parallelamente alle manifestazioni religiose fu ripristinato il corteo storico (il Corteo della Bolla) per portare il documento dal Palazzo Margherita fino alla basilica di Santa Maria di Collemaggio immediatamente prima dell'apertura della Porta Santa.

L'artista Remo Brindisi fu incaricato di progettare la nuova teca a forma di aquila con cui viene portata la bolla. Grazie alla collaborazione di storici e artisti aquilani furono inoltre messe in atto numerose altre manifestazioni di carattere civico e sociale che occupano l'intera settimana precedente il rito religioso, accentuando il duplice carattere secolare e spirituale della festa.

Ci troviamo di fronte a un rito che dopo le "dimissioni" di Benedetto XVI (uno stupefacente parallelismo con Celestino) e la spinta riformatrice di Papa Francesco ritorna di straordinaria attualità.

Quest’anno, la manifestazione simbolo della città de L’Aquila punta a essere inserita dall'Unesco nell'Elenco dei patrimoni orali e immateriali dell'umanità ecco quindi l’occasione di “gemellare” con Matera Capitale della Cultura 2019.

Lascia il tuo commento
commenti