La sesta edizione

BGeek al via con Lercio, Fel e David Lloyd

Ieri al Palaflorio inaugurazione del festival dedicato a fumetti, videogame e giochi di ruolo

Cultura
Bari sabato 10 giugno 2017
di Giovanni Boccuzzi
BGeek al via con Lercio, Fel e David Lloyd
BGeek al via con Lercio, Fel e David Lloyd © Stefano Gallo

La sesta edizione del BGeek – Bari Geek Fest è partita al Palaflorio di Bari, richiamando l’attenzione degli appassionati di fumetti, videogame e giochi di ruolo.

La prima giornata ha dato spazio alla satira web con il pugliese Adelmo Monachese di Lercio e il “crociato” Goffredo da Viterbo del collettivo Feudalesimo e Libertà.

I due hanno realizzato un esilarante tg: Goffredo da Viterbo ha letto un’improbabile rassegna amanuense di giornali e riviste come Misso dello Vespro, Lo Elio XXIV Clessidre e Famiglia Feudale, mentre Monachese ha intrattenuto il pubblico con le notizie flash che hanno reso Lercio un fenomeno virale. Si scopre, ad esempio, che “la frutta finta previene malattie immaginarie” e che “in Cina la giornata lavorativa è stata ridotta a 24 ore”.

Nel pomeriggio, tutti in coda per il fumettista inglese David Lloyd che ha concesso ai suoi fan autografi e sketch dei suoi personaggi più famosi, come il celebre V per Vendetta.

Come ogni anno, il Bgeek regala uno spazio ai giovani talenti premiando i vincitori del concorso B-Ink che in quest’edizione ha visto trionfare il fumetto Hope, scritto e disegnato rispettivamente dai molfettesi Marco Piccininni e Marino Mele, già vincitori della prima edizione del 2014.

Come ci spiega lo sceneggiatore Piccininni, «Hope racconta di una persona credente che, in un momento di difficoltà, si rivolge a qualcosa di superiore, vero o finto che sia, per trovare conforto. Il nostro fumetto è una riflessione sul vivere in cui siamo portati più ad agire che a comprendere».

«Mi sono approcciato al disegno di Hope, cercando di realizzare qualcosa a cavallo tra il manga e l’occidentale – dichiara il disegnatore Mele – sia per essere più mainstream che per evitare di venire etichettato come bonelliano o giapponese. Per questo, ho adottato uno stile dark e realistico insieme».

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