Emergenza sanitaria

Fimmg, ecco il piano per gestire l’epidemia: «Ora attendiamo il confronto con la Regione»

La proposta si articola in due documenti: linee guida per la presa in carico dei pazienti COVID-19 da parte dell'assistenza territoriale per le cure domiciliari e modalità operative per l'identificazione precoce dei casi

Cronaca
Bari martedì 31 marzo 2020
di La Redazione
Un medico
Un medico © n.c.

FIMMG Puglia ha inviato oggi al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Direttore Dipartimento Salute Vito Montanaro e al Presidente OMCeO Bari Filippo Anelli una proposta di Piano Strategico per la gestione dell'emergenza COVID-19 sul territorio, chiedendo la convocazione urgente del Comitato Permanente Regionale della medicina generale.

La proposta si articola in due documenti: il primo è costituito dalle Linee guida per la presa in carico dei pazienti COVID-19 da parte dell'assistenza territoriale per le cure domiciliari, stilate da FIMMG in collaborazione con SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e la Clinica di malattie Infettive del Policlinico di Bari.

Le linee guida sono finalizzate a stabilire protocolli uniformi per una presa in carico efficace da parte dei medici di famiglia e di continuità assistenziale, per contrastare il diffondersi dell’epidemia e, nel maggior numero possibile dei casi, il ricorso al ricovero ospedaliero.

Il secondo illustra invece le modalità operative delle USCA (Unità speciali di continuità assistenziale), che rappresentano lo strumento di identificazione precoce e sorveglianza dei casi con sintomatologia riconducibile al Coronavirus, indispensabile e propedeutico per la presa in carico territoriale.

L’obiettivo delle due proposte è definire una strategia per passare ad un approccio clinico sul territorio dell’emergenza Coronavirus, vista l’attuale difficoltà del sistema nell’eseguire il tampone a tutti i soggetti sintomatici.

Anche in assenza di tamponi, effettuare diagnosi con il criterio clinico significa identificare da subito i soggetti paucisintomatici e avviare se necessario la terapia domiciliare e l’osservazione clinica attraverso l’auto-monitoraggio di alcuni parametri come la saturazione di ossigeno nel sangue, utile a diagnosticare precocemente la criticità della funzione respiratoria.

Questo approccio, se portato avanti con la possibilità per l’autorità sanitaria preposta di predisporre la quarantena per i casi segnalati dai medici di medicina generale, consentirebbe di avviare l’isolamento domiciliare dei soggetti con sintomi riconducibili al Covid-19 e dei loro contatti, in modo da limitare più efficacemente le possibilità di contagio. Le USCA dovranno supportare l’attività clinica domiciliare in condizioni di sicurezza per gli operatori.

I documenti rappresentano lo sforzo congiunto di Fimmg, della SIMG (Società Italiana di Medicina Generale) e della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico di Bari: diverse professionalità che si sono unite per offrire una strategia di gestione dell’epidemia sul territorio indispensabile e quanto mai urgente per fronteggiare l'emergenza.

“Il modello ospedalo-centrico di gestione dell’epidemia non è efficace. Se vogliamo fronteggiare l’emergenza dobbiamo adottare un modello operativo che sfrutti la rete territoriale della medicina generale per identificare tutti i casi sospetti e trattare il numero più alto possibile di pazienti a domicilio.” - dichiara Nicola Calabrese, Vice-Segretario nazionale FIMMG - “Per farlo serve un modello operativo e linee guida chiare per tutti i medici del territorio. Ci aspettiamo ora di confrontarci con la Regione sul modello che abbiamo sviluppato insieme a SIMG e alla Clinica di malattie infettive del Policlinico”.

“Le linee guida prevedono software e strumenti di telemonitoraggio, oltre che kit di supporto per l’auto-monitoraggio del paziente a domicilio, una serie di schede per la valutazione clinica a distanza da parte dei medici e criteri univoci per identificare i casi con sintomi riconducibili al Covid-19 - spiega Donato Monopoli, Segretario FIMMG Puglia - “Elencano anche una serie di indicazioni utili ai pazienti domiciliati, per esempio su come va gestita la casa e i rapporti con le persone che assistono il malato.”

“Il modello di presa in carico illustrato nel documento deve essere affiancato dall’attuazione di tutte le misure preventive volte a proteggere le persone maggiormente a rischio per complicanze della malattia e mortalità. Tra queste sicuramente gli anziani, fragili e multi-morbidi. A queste persone ed a chi li ha in cura deve essere garantita la migliore protezione possibile e la diagnosi precoce. In particolare mi riferisco – precisa Ignazio Grattagliano, Coordinatore regionale SIMG - alle strutture residenziali sociosanitarie ospitanti soggetti con patologie croniche, disabilità di varia natura o con altre problematiche di salute e che rappresentano dei temibili focolai di infezione.”

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