L'udienza

​Scontro treni, il processo sta per entrare nel vivo

Il prossimo 5 febbraio davanti al Tribunale di Trani comparirà il primo degli investigatori che si sono occupati delle indagini sul terribile incidente che causò 23 morti e 51 feriti

Cronaca
Bari mercoledì 15 gennaio 2020
di La Redazione
L’aula bunker del carcere di Trani
L’aula bunker del carcere di Trani © Astip

Il processo per lo scontro tra treni avvenuto, il 12 luglio 2016, sulla tratta Andria-Corato di Ferrotramviaria, entrerà nel vivo dal prossimo 5 febbraio, quando davanti al Tribunale di Trani comparirà il primo degli investigatori che si sono occupati delle indagini sul terribile incidente che causò 23 morti e 51 feriti.

Lo ha deciso oggi il collegio giudicante presieduto da Antonio De Luce, che al termine dell'udienza ha disposto la citazione degli ultimi 5 dipendenti della Ferrotramviaria previsti nell'elenco della Procura e di un ispettore del Noif (il nucleo operativo incidenti ferroviari istituito dall'Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie nel 2011). Nelle udienze successive a quella del 5 febbraio (ne sono state fissate tre per ogni primo mercoledì del mese, fino a giugno) saranno sentiti gli altri investigatori di Noif, squadra mobile e guardia di finanza di Bari che si sono occupati delle indagini. Poi toccherà ai diversi consulenti della Procura di Trani, tutti tecnici esperti di sistemi ferroviari che si sono occupati delle perizie dopo l'incidente; e ancora ad alcuni dirigenti del Ministero dei Trasporti, tra i quali potrebbe essere sentita anche Elena Molinaro, la dirigente imputata nel parallelo processo con rito abbreviato assolta ieri "per non aver commesso il fatto".

Nell'elenco dei 110 testi dell'accusa compaiono anche i nomi del governatore pugliese Michele Emiliano e dell'assessore regionale ai Trasporti, Giovanni Giannini, ma la Procura deciderà se citarli effettivamente solo all'esito delle altre testimonianze previste. Infine, dalla prossima udienza il processo verrà trasferito nell'aula di Corte d'Assise del Tribunale in piazza Duomo, lasciando l'aula bunker del carcere dove manca del tutto l'impianto di riscaldamento e dove sono previsti a breve lavori di adeguamento.

Nel processo, in corso dall'11 aprile, sono imputate la società Ferrotramviaria in qualità di persona giuridica e 17 persone fisiche: si tratta di dipendenti, dirigenti e vertici di Ferrotramviaria (che gestisce la linea ferroviaria teatro dell'incidente), di un dirigente del Ministero dei Trasporti e due direttori dell'Ustif di Puglia, Basilicata e Calabria (che si occupa delle linee ferroviarie in concessione). I 17 imputati rispondono, a vario titolo, dei reati di disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni gravi colpose, omissione dolosa di cautele, violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro e falso; la società Ferrotramviaria è imputata, invece, per la responsabilità amministrativa nei reati contestati ai suoi dipendenti. Sono costituite come parti civili (solo nei confronti delle persone fisiche) la Regione Puglia, i Comuni di Corato, Andria e Ruvo di Puglia, le associazioni Acu, Ubf, Codacons, Confconsumatori, Anmil e Gepa, oltre ai parenti delle vittime e ai passeggeri sopravvissuti (ad eccezione di quanti hanno ritirato la costituzione dopo aver già ottenuto i risarcimenti danni dall'assicurazione). Ferrotramviaria, Ministero dei Trasporti e Regione Puglia sono stati citati in qualità di responsabili civili.

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