Il fatto

Polizia Metropolitana scopre intestatario fittizio di 700 veicoli

​Le indagini sono partite ad agosto scorso a seguito di controlli di routine da parte della Polizia Metropolitana di Bari attraverso il sistema elettronico installato sulle auto di servizio

Cronaca
Bari venerdì 08 novembre 2019
di La Redazione
Polizia metropolitana
Polizia metropolitana © n.c.

Le indagini sono partite ad agosto scorso a seguito di controlli di routine da parte della Polizia metropolitana di Bari attraverso il sistema elettronico installato sulle auto di servizio.

Dopo aver rilevato in due occasioni che due diverse autovetture, intestate alla stessa persona, viaggiavano prive di copertura assicurativa e senza revisione periodica, gli agenti della Polizia metropolitana, guidati dal Comandante Maria Centrone, hanno avviato una serie di accertamenti al termine dei quali è emerso che il soggetto in questione, residente nel napoletano, risultava in possesso di ben 700 veicoli.

L’uomo di 36 anni risultava essere fittiziamente un commerciante di autoveicoli in quanto, all’indirizzo indicato come sede della concessionaria, non vi era traccia di alcuna attività commerciale, né tanto meno delle auto a lui intestate.

Al termine delle indagini, il finto commerciante di auto, è stato denunciato all’Autorità Giudiziaria per i reati connessi all’intestazione fittizia di veicoli ed è stato, inoltre, richiesto il blocco anagrafico del soggetto al fine di impedire ulteriori attività illecite di compravendita di veicoli.

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I commenti degli utenti
  • Michele Santostasi ha scritto il 09 novembre 2019 alle 13:48 :

    Doveva essere la Motorizzazione Civile ad accorgersi della truffa analizzando i dati dal codice fiscale. Possibile che mai nessuno abbia pensato di programmare un date base dal quale inserendo il numero di codice fiscale si poteva risalire a tutti i mezzi ad esso intestati. Ci vuole solo un poco di buona volontà, un dirigente che avesse veramente voglia di svolgere tale mansione ed una lotta contro l'evasione fiscale. Rispondi a Michele Santostasi