Il fatto

Pescatori di frodo colti in flagrante dalla Guardia Costiera: sequestrati 25 chili di datteri

Ancora una operazione finalizzata alla repressione degli illeciti in materia di pesca, nonché alla tutela dell’ambiente marino

Cronaca
Bari venerdì 04 ottobre 2019
di La Redazione
Guardia Costiera: sequestrati circa 25 chili di datteri
Guardia Costiera: sequestrati circa 25 chili di datteri © n.c.

Nell’ambito di un’operazione finalizzata alla repressione degli illeciti in materia di pesca, nonché alla tutela dell’ambiente marino, si è conclusa nella mattinata di ieri un’operazione condotta dal personale del 6° Centro di Controllo Area Pesca della Guardia Costiera di Bari, e che ha consentito di infliggere un’altro grave colpo ad una pesca di frodo particolarmente distruttiva per l’ecosistema marino: quella del dattero di mare.

A seguito di una serie di appostamenti, infatti, sono stati colti in flagranza di reato un gruppo di pescatori di frodo che avevano appena terminato di operare illecitamente in una zona del litorale poco più a nord del Comune di Polignano a Mare.

Si è quindi proceduto al sequestro dell’ingente quantitativo di pescato consistente in circa 25 kg di datteri di mare, denunciando i responsabili all’Autorità Giudiziaria.

La pesca del dattero di mare (lithophaga lithophaga) è molto invasiva, dal momento che per l’estrazione di piccole quantità di questo mollusco è necessario distruggere ampi tratti di fondale roccioso con l’utilizzo di martelli e pinze, compromettendo irreparabilmente l’habitat marino di quelle zone costiere.

La pesca del dattero di mare è vietata in Italia dal 1998 e dal 2006 in tutta l’Unione Europea.

Vista la dannosità di questa pesca illegale, e al fine di garantire la tutela di un bene prezioso come il mare con le sue biodiversità, la Guardia Costiera di Bari intensificherà nei prossimi giorni l’attività di vigilanza e controllo.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 07 ottobre 2019 alle 09:36 :

    Ma quando i controlli anche nelle pescherie baresi che nascondono i datteri di mare e li vendono sottobanco? Rispondi a Franco

  • Marco ha scritto il 04 ottobre 2019 alle 14:38 :

    I datteri vengono venduti dal "sommozzatore" a 40 euro al kg al pescivendolo, che poi li rivende ai suoi clienti fidati a 60-70 euro al chilo. Quindi al pescatore in questo caso sarebbero andati 1.000 euro e al pescivendolo 1.500-1-800 euro. Rispondi a Marco

  • Franco ha scritto il 04 ottobre 2019 alle 08:43 :

    È incredibile che si faccia tanta retorica sul No Plastic e ci sia ancora gente che per mangiare il frutto proibito, pagandolo carissimo dal suo pescivendolo di "fiducia" se ne infischi del danno al mare. Del resto non è difficile vedere nei ristoranti di Durazzo comitive di italiani che fanno grandi scorpacciate di datteri, approfittando della mancanza di divieti. Il dattero è come la droga, finché vi saranno dipendenti ci saranno sempre spacciatori, ovvero scavatori del mare. Rispondi a Franco