Il fatto

Rutigliano, sequestro di beni per 350.000 euro disposto della Corte dei Conti

Una azienda del settore del commercio all'ingrosso di frutta e ortaggi avrebbe usato finanziamenti regionali per finalità differenti da quelle previste

Cronaca
Bari lunedì 20 maggio 2019
di La Redazione
generico Guardia di finanza
generico Guardia di finanza © n.c.

Su richiesta della Procura Regionale della Corte dei Conti di Bari, diretta dalla Dott.ssa Carmela de Gennaro, la Sezione Giurisdizionale per la Puglia ha disposto il sequestro conservativo “ante causam nei confronti di un’impresa di Rutigliano operante nel settore del commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi e del suo amministratore pro-tempore.

Il sequestro, consistente in n. 3 immobili in Rutigliano e quote societarie, per un valore complessivo di circa 350.000,00 euro, è stato eseguito dai militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Mola di Bari in collaborazione con ufficiali giudiziari dell’UNEP di Bari.

La vicenda da cui è scaturita l’indagine contabile è collegata ad uno specifico controllo effettuato dalle Fiamme Gialle nel settore della spesa pubblica, finalizzato a verificare la regolarità delle operazioni sottendenti ad un contributo comunitario richiesto e concesso alla società rutiglianese dalla Regione Puglia, nell’ambito del Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013 – “Filiera Ortofrutticola l’Eccellenza della Frutta Pugliese”, per l’ampliamento del proprio stabilimento ortofrutticolo.

L’attività ispettiva aveva consentito di accertare che l’amministratore della società pur omettendo di realizzare le opere previste dal progetto ammesso al finanziamento aveva incassato quota parte del contributo utilizzandolo per finalità differenti rispetto a quelle previste.

All’esito degli accertamenti patrimoniali delegati alla Tenenza molese, la Procura contabile, ravvisando il danno erariale per effetto della distrazione del contributo pubblico, ha richiesto ed ottenuto dalla Sezione Giurisdizionale, il relativo sequestro conservativo “ante causam” per l’equivalente valore delle somme indebitamente percepite.

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