Il fatto

Omicidio Mizzi, la sentenza di appello: "Non fu delitto premeditato"

La motivazione della sentenza che spiega lo sconto al boss Antonio Battista, da ergastolo a 20 anni

Cronaca
Bari sabato 16 marzo 2019
di La Redazione
La vittima, Giuseppe Mizzi
La vittima, Giuseppe Mizzi © Archivio

Sono state depositate nei giorni scorsi le motivazioni della sentenza con la quale la Corte di Assise di Appello di Bari ha ridotto dall'ergastolo a 20 anni di reclusione la condanna inflitta nei confronti del boss del clan Di Cosola di Bari Antonio Battista, mandante dell'agguato.

Per i giudici, il lasso di tempo tra la decisione di Battista di commissionare l'omicidio e l'agguato stesso fu troppo breve per configurare la premeditazione. Valutazione che la Procura generale di Bari ha impugnato.

Il 38enne Giuseppe Mizzi fu freddato nel quartiere Carbonara di Bari la sera del 16 marzo 2011, giorno di cui oggi ricorre l'ottavo anniversario, celebrato questa mattina con una commemorazione alla presenza di istituzioni e familiari della vittima innocente di mafia.

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