Il fatto

Corteo non autorizzato, prima applicazione "decreto Sicurezza": denunciate tre persone

Tre militanti dell'ex Caserma Liberata segnalati all'Autorità giudiziaria: nel corso della manifestazione per ricordare Petrone hanno dato vita ad un nuovo corteo non autorizzato che ha provocato disagi alla circolazione

Cronaca
Bari giovedì 29 novembre 2018
di La Redazione
Polizia di Stato
Polizia di Stato © n.c.

È il primo effetto dell'applicazione del “decreto sicurezza” che interviene, oltre che sulla questione migranti, anche sui blocchi stradali.

Tre persone sono state segnalate dalla polizia all'Autorità giudiziaria per la violazione dell'art. 1 del DL 113/18, noto appunto come 'decreto sicurezza', approvato definitivamente proprio ieri dalla Camera dei Deputati.

Ieri, nell'ambito delle manifestazioni organizzate per ricordare l’uccisione di Benedetto Petrone, si è svolto un corteo regolarmente autorizzato dei “Collettivi Antifascisti Baresi”, che ha percorso numerose vie di Bari, compresa la città vecchia e giungendo fino a Piazza Ferrarese, luogo in cui il corteo regolarmente avrebbe dovuto aver termine.

Una cinquantina di manifestanti, si legge in una nota della Polizia, molti dei quali militanti del centro sociale “Ex Caserma Liberata”, benché diffidati dai funzionari in servizio sul posto, hanno inscenato un nuovo corteo, non autorizzato che, partendo proprio da Piazza Ferrarese, ha percorso Corso Cavour ed altre vie centrali della città fino a giungere in corso via Giulio Petroni, sede del centro sociale “Ex Caserma Liberata”.

«L’iniziativa – si legge ancora nella nota -, oltre a mettere in grave pericolo l’incolumità fisica degli stessi partecipanti al corteo che hanno percorso strade centrali e trafficate senza che fosse stato possibile predisporre un adeguato servizio di viabilità, ha causato gravi disagi alla circolazione delle auto private e dei mezzi di trasporto pubblici determinati da blocchi stradali che hanno ostacolato ed ostruito alcune strad.

Per quanto accaduto sono stati segnalati alla locale Autorità Giudiziaria 3 soggetti, noti militanti del centro sociale “Ex Caserma Liberata”, individuati come i promotori dell’iniziativa, ritenuti responsabili dell’inosservanza dell’art. 18 del TULPS e cioè per non aver dato preavviso all’Autorità di Pubblica Sicurezza dell’iniziativa, e per la violazione dell’art. 1 del D.L. 66/48, così come modificato dall’art. 23 del D.L. 113/18 (“decreto Sicurezza”) per aver ostacolato la libera circolazione in alcune strade.

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