Il fatto

Falsi green pass venduti su Telegram, operazione della Polizia: perquisizioni anche a Bari

Il blitz tra Roma, Milano e Bari: agli acquirenti veniva proposto l'acquisto di certificati Covid-19 falsi, ad un prezzo tra i 150 e i 500 euro

Cronaca
Bari lunedì 09 agosto 2021
di La Redazione
Polizia Postale
Polizia Postale © n.c.

Dai 150 ai 500 euro, da pagare in criptovaluta o buoni acquisto di piattaforme per lo shopping on-line, per ottenere un green pass falso. La truffa, smascherata dall'operazione 'Fake pass' condotta dalla Polizia postale, viaggiava su Telegram. 

Le indagini effettuate dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, di concerto con i Compartimenti di Milano e Bari, con il coordinamento delle Procure della Repubblica presso i Tribunali di Roma, Milano e dei minorenni di Bari, hanno permesso di identificare, perquisire e indagare 4 soggetti, tra i quali 2 minori, gestori di diversi canali Telegram specializzati nell’offerta illegale di Certificati Green Pass Covid-19 falsi, per i reati di truffa e falso.

In totale, sono trentadue i canali Telegram sequestrati dagli agenti della Polizia Postale nel corso dell’indagine in esecuzione del decreto di sequestro preventivo emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Roma su richiesta della Procura Capitolina, consentendo, così, l’interruzione dell’attività delittuosa. L’attività investigativa, tutt’ora in corso, è rivolta all’identificazione degli amministratori di ulteriori canali individuati oltreché degli acquirenti.

Migliaia erano gli utenti iscritti ai canali su note piattaforme di comunicazione dove veniva proposta, con garanzia assoluta di anonimato, la vendita dei green pass falsi. I potenziali acquirenti venivano 'agganciati' con alcuni messaggi: "Ciao, ti spiego brevemente come funziona. Attraverso i dati che ci fornisci (nome e cognome, residenza, codice fiscale e data di nascita) una dottoressa nostra collaboratrice compila un certificato vaccinale e (quindi sì, risulti realmente vaccinato per lo Stato) e da lì in green pass".

"Si rammenta - ricordano dalla Polizia postale - che qualsiasi certificato Green Pass originale non può essere falsificato o manomesso poiché ogni certificazione viene prodotta digitalmente con una chiave privata del Ministero della Salute che ne assicura l’autenticità. Ad ogni controllo con la preposta App ufficiale VerificaC19, viene interrogata la banca dati ministeriale contenente l’elenco ufficiale della popolazione vaccinata e, di conseguenza, un QR-CODE generato con una certificazione non autentica, non supererebbe la procedura di verifica".

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Marco ha scritto il 10 agosto 2021 alle 11:03 :

    Stranamente nessuno ci dice quanti (e se) ne hanno venduti. Rispondi a Marco

  • Graziano ha scritto il 09 agosto 2021 alle 15:51 :

    Ma si può comprare un green pass fasullo che poi risulta tale al controllo? Pagando 500 euro in anticipo a sconosciuti? Non ci credo che possano esistere persone così tonte. Rispondi a Graziano

    Marco ha scritto il 10 agosto 2021 alle 15:38 :

    Quante persone in Italia sono in grado di pagare in Bitcoin e diciamo la verità cosa te ne fai dei Bitcoin? Una storia male spiegata che continua ad apparire molto strana. Rispondi a Marco

  • Marco ha scritto il 09 agosto 2021 alle 11:10 :

    Se i fatti sono veri il problema sono i truffati non tanto i truffatori. Il Covid ha aggravato certe patologie. Rispondi a Marco

  • Marco ha scritto il 09 agosto 2021 alle 10:22 :

    Ma ne hanno venduti davvero? Quanti? Sembra un film di Totò. Rispondi a Marco

  • Franco ha scritto il 09 agosto 2021 alle 10:02 :

    Mi pare tutta una bufala: la banda dei ragazzini baresi che spilla denaro ai gonzi. Ma chi è quell'ingenuo che paga 500 euri per un certificato falso? Rispondi a Franco