Il caso

Scuola e Covid: genitori pentiti della Dad, ma la figlia non può tornare in aula

Mamma di una alunna della scuola Fraccacreta di Bari-Palese scrive a ministero: «E' discriminazione»

Cronaca
Bari giovedì 14 gennaio 2021
di La Redazione
Coronavirus a scuola
Coronavirus a scuola © n.c.

Da lunedì scorso tra gli alunni della seconda elementare della scuola Fraccacreta di Bari-Palese, c'è solo una bambina "costretta" a seguire le lezioni da casa, a distanza, mentre tutti gli altri suoi 22 compagni di classe sono in aula, in presenza. Il motivo - spiega l'Ansa - si intreccia con l'ordinanza regionale che il 5 gennaio, disponendo per tutti la Didattica integrata digitale (Did), ha stabilito che per le scuole elementari e medie i genitori potessero optare per la frequenza in presenza ma solo facendone esplicita richiesta e, in entrambi i casi, senza poter cambiare idea.

E così il 6 gennaio la mamma e il papà della piccola, che ha 7 anni, hanno scelto la Did.

Poi, due giorni dopo, essendosi accorti che la loro figlia era l'unica a restare a casa, e avendo avuto rassicurazioni sul corretto svolgimento delle lezioni in presenza, hanno cambiato idea. La preside, però, seguendo anche quanto stabilito dall'ordinanza, cioè che la scelta fatta non si può cambiare, non ha più ammesso la bimba in classe. E ora i suoi genitori hanno scritto anche al ministero dell'Istruzione per porre rimedio a questa "discriminazione".

"Sappiamo bene di non aver correttamente ottemperato alla richiesta di effettuare una scelta sulla didattica in presenza", scrivono i genitori nella lettera al ministero, "ci aspettavamo però da parte della scuola un atteggiamento più umano e una maggiore sensibilità per evitare un atto discriminatorio nei confronti della bambina che sta vivendo un disagio e un periodo difficile", anche perché "vede tutti i suoi compagni presenti in aula"

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 14 gennaio 2021 alle 21:31 :

    Un esempio della confusione nella quale Emiliano ha gettato genitori e insegnanti oltre che poveri alunni. Fatta una scelta non di può tornare indietro, è tutto dire sulle delibere regionali. Si spera solo che questa storia della Didattica a scelta finisca al più presto. Rispondi a Maria P.

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