La struttura di ricerca nazionale si costituirà in Puglia prima di agosto

Rinnovabili, Puglia leader con il Distretto tecnologico dell'Energia

Stanziati 40 milioni di euro per la realizzazione della rete pubblico-privata e di trasferimento tecnologico in materia di energia

Attualità
Bari martedì 17 giugno 2008
di Danilo Calabrese
© n.c.
Qualche mese fa qualcuno aveva definito la Puglia California d’Italia per la scommessa sui distributori di idrometano o sullo sviluppo dell’eolico. Forse il paragone era alquanto azzardato, fino a qualche mese fa appunto. Oggi, sicuramente meno. La nascita del Distretto tecnologico nazionale dell’energia qui in Puglia, infatti, proietterebbe la nostra regione in pole position per quanto concerne ricerca e sviluppo delle fonti rinnovabili produttrici di energia. Perché il punto di forza sta proprio in questo. “Il Distretto consentirà di realizzare in Puglia una rete di ricerca pubblico-privata e di trasferimento tecnologico in materia di energia”, ha esordito Sandro Frisullo, “sviluppando anche la produzione di componentistica per le rinnovabili”.

Il vice presidente regionale e assessore allo sviluppo economico, assieme al Rettore dell’Università del Salento, Domenico Laforgia, e al dirigente dell’assessorato, Davide Pellegrino, ha presentato in mattinata alla stampa l’iniziativa. La quarta del genere in Puglia, dopo il Dhitech di Lecce per l’hi-tech appunto, il Distretto della Meccatronica di Bari e il Dare di Foggia per l’agroalimentare.
A promuoverlo sono dieci soggetti, tra università e centri di ricerca pubblici. Tra loro anche l’Università del Salento, che ha coordinato i lavori preparatori del nuovo distretto. In futuro saranno coinvolte anche le imprese private.

Ancora da definire la sede operativa. “Quel che è certo”, ha spiegato il prof. Laforgia, “è che si tratterà di una struttura molto leggera, in cui ci sarà un grande coordinatore dei collegamenti industriali”. Comunque, molto probabile il suo collocamento a Lecce.
Per la realizzazione e la messa in moto di tutto l’impianto, che sarà pronto prima di agosto, sono stati stanziati 40 milioni di euro, 20 dalla Regione Puglia e 20 dal Ministero dell’Università e ricerca.

Saranno sette i settori di ricerca: sistemi di riduzione e riutilizzo della Co2, Smart technologies per le smart grids, sistemi innovativi per la generazione di energia elettrica da fonte solare, sistemi innovativi per la produzione di energia da fonte eolica, sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica e calore da biomasse, il vettore idrogeno, sistemi innovativi per la produzione di energia elettrica da fonte geotermica profonda.

“Desideriamo”, ha concluso Frisullo, “che la Puglia abbia la leadership per gli impianti, adottando una strategia industriale che porti qui l’energia”. E in questo processo non è affatto esclusa la partecipazione delle nostre piccole e medie imprese. Anzi.
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I commenti degli utenti
  • SANTINI57 ha scritto il 17 giugno 2008 alle 18:59 :

    io direi a Frisullo,di pensare pure per una centrale solare,prima che ci mettano quelle nucleari... Rispondi a SANTINI57