Riflessioni e proposte su un tema "caldo"

Bullismo: e se stessimo di più con i figli?

Attualità
Bari martedì 20 maggio 2008
di Vitantonio Uggenti*
© n.c.

I fatti di bullismo e di violenza che interessano la nostra città e le nostre scuole, talvolta sottovalutati, configurano un quadro preoccupante che impone la necessità di fornire alle Autorità di Pubblica Sicurezza e alle Istituzioni Scolastiche ulteriori risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a promuovere la cultura della legalità .
Tuttavia per prevenire e contrastare efficacemente i fenomeni di bullismo e di violenza fisica e psicologica tra gli adolescenti e i giovani, un ruolo centrale deve essere svolto dai nuclei familiari di riferimento, ai quali non possono sfuggire eventuali atteggiamenti disadattivi e problematici dei propri figli, talvolta erroneamente interpretati e giustificati come atteggiamenti tipici dell’età dell’adolescenza .

Essendo la scuola, il terminale su cui convergono tensioni e dinamiche del nostro sistema sociale, essa rappresenta una risorsa fondamentale per lo studio dei fenomeni di bullismo, che possono quindi essere prevenuti e contrastati attraverso azioni di sistema nel quale scuola e famiglia assumono un ruolo fondamentale.
Pertanto, al fine di prevenire e contrastare i fenomeni di bullismo, è necessario richiamare ad un maggiore senso di responsabilità i nuclei familiari e al contempo sostenere e valorizzare il ruolo degli insegnanti, quotidianamente impegnati nello svolgere un ruolo non solo didattico ma anche educativo .

La scuola, quale istituzione preposta alla realizzazione delle finalità educative, nell’attività di prevenzione e contrasto ai fenomeni di bullismo, deve rispondere non solo con giuste e proporzionali sanzioni disciplinari, ma attraverso il coinvolgimento con obbligo di partecipazione per i giovani e le rispettive famiglie, ad attività curriculari sostenute da, docenti, specialisti qualificati nel trattamento per la riduzione dei comportamenti disadattivi e problematici e rappresentanti delle Autorità di Pubblica Sicurezza .

E’ evidente che i fenomeni di bullismo non devono e non possono essere parificati ai reati commessi da adolescenti e giovani, che, per la loro specificità siano da assimilarsi ad atti delinquenziali, frequentemente commessi da soggetti che vivono in contesti familiari disadattati e/o disturbati .
In proposito, a quest’ultimo aspetto, non appare irragionevole chiedersi se nell’intento di rieducare un adolescente che si sia reso protagonista di gravi atti di bullismo o delinquenziali, sia utile e opportuno riaffildarlo al proprio nucleo familiare, se quest’ultimo non fosse in grado di affrontare il problema o si rifiutasse di seguire con il minore un adeguato percorso curriculare .

Per questo, sin dal suo annuncio, abbiamo espresso la nostra contrarietà alla organizzazione delle Ronde, atteso che nostro convincimento è che il problema merita di essere studiato e affrontato nelle famiglie, nelle scuole e nei luoghi dove gli adolescenti e i giovani si aggregano, e non spettacolarizzato, al punto tale che qualcuno possa trarre ispirazione per realizzarvi un video game .
Del resto non sarebbe la prima volta che, ispirandosi a fenomeni assai poco educativi, taluni editori realizzino e commercializzino giochi diseducativi, avverso la cui diffusione Pro Civitate si è esposta e spesa presso i Ministeri competenti, senza aver mai ricevuto alcuna notizia in proposito, ne tanto meno appreso dell’adozione di giuste iniziative finalizzate a vietarne e/o meglio regolamentarne la loro diffusione .
Come si può sperare di promuovere la cultura della legalità e chiedere una maggiore presenza sul territorio delle Autorità di Pubblica Sicurezza, consentendo al contempo ai nostri adolescenti e giovani di poter acquistare giochi che incitano al bullismo nelle scuole o che trattino di mafia ?

Perché stupirsi dell’aggressività di alcuni studenti perpetrata nelle scuole ai danni dei compagni più deboli, o del fatto che uno studente pretenda che i compagni lo ossequino baciandogli la mano ?
Proviamo a chiederci se piuttosto che lasciare i nostri figli a giocare per ore al computer e/o alla play station, senza sapere a cosa giocassero, non sarebbe stato il caso di seguirli nel loro percorso di crescita nella difficile fase dell’adolescenza .
Le famiglie non possono oltre sottrarsi alle loro responsabilità, ed è in forza di questo nostro convincimento che sosteniamo che non si può sperare di risolvere il problema organizzando le Ronde, ma studiandolo, coinvolgendo da subito in percorsi curriculari le famiglie dei giovani a rischio e non, e avendo soprattutto cura di non confondere gli atti di bullismo con gli atti delinquenziali perpetrati dalla microcriminalità, che, nella nostra città, ha dato sempre prova di essere radicata .

*Pro Civitate






Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • procivitate ha scritto il 28 maggio 2008 alle 14:29 :

    Agenti della Polizia Municipale accerchiati e pestati da un numero impreciso di giovanotti.Gli autori sono bulli o delinquenti comuni in fasce? Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 23 maggio 2008 alle 14:01 :

    Episodio di violenza tra studenti dell'Istituto Euclide di Bari.La vittima,ci ha rimesso 4 denti.Confidiamo in provvedimenti disciplinari seri e tali da determinare per l'aggressore almeno la bocciatura,fermo restando che auspichiamo un severo ed efficace intervento della magistratura nonchè dei servizi sociali.Sin da ora la Consulta Permanente sulla Sicurezza,in maniera assolutamente gratuita,mette a disposizione adeguata consulenza Legale con professionisti esperti del settore. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 22 maggio 2008 alle 14:47 :

    Le forze dell'ordine hanno identificato e fermato gli autori dell'atto delinquenziale accaduto nel centro di Bari il 3 maggio u.s. Questa è la risposta dello Stato,che qualcuno ha tentato di delegittimare.Congratulazioni a tutti gli Agenti delle Forze dell'Ordine. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 22 maggio 2008 alle 00:17 :

    Il Preside autore della lettera cui si è fatto cenno,dirige la scuola Bullworth,dove lo studente "giocatore"nei panni di uno studente biricchino,dovrà vedersela con i bulli,essere ripreso dalle insegnanti,combinare scherzi,giocarsi le ragazze e in definitiva imparare a vedersela nella peggiore scuola del circondario.Dovreste giocarci per capire quanto sia educativo!Io ci ho giocato per predisporre l'interrogazione ai Ministri,che come detto non hanno mai risposto! Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 23:18 :

    continua..Per quanto attiene le considerazioni di rosaliab,è impossibile non condividerle."Imparare a vivere insieme con gli altri e imparare a essere"? Un bel punto dal quale ripartire per costruire una società migliore per noi,ma soprattutto per i nostri figli!!! Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 23:13 :

    continua..Il problema lo conoscevamo!Cosa è stato fatto nel frattempo per risolvere il problema? Abbiamo continuato a sottovalutarlo e a non adottare adeguate iniziative per studiarlo e contrastarlo.La competizione,allorquando sfoci in atti di sopprafazione psicologica,verbale e fisica,non può essere ne sostenuta,tantomeno tollerata. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:56 :

    continua..Questi i dati rilevanti, ma la radice del fenomeno è assai più complessa. Ne parliamo con il ministro Giuseppe Fioroni(Pubblica Istruzione), con Vitantonio Uggenti, presidente del movimento Pro Civitate barese e con il Professor Pasquale Attingenti, Preside della Scuola Caracciolo di Napoli, un istituto considerato tra i più a rischio di comportamenti violenti in Italia. "guardie e ladri" del 17 febbraio 2007: "A SCUOLA DI BULLISMO" (trasmessa su Radio24). Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:53 :

    continua..Bassissima la percentuale di ragazzi che ne parla con i propri insegnanti. L’84% dei giovani si atteggia a bullo per essere ammirato all’interno del gruppo. A seguire – con picchi comunque elevati – i motivi sono la speranza di diventare un leader, di essere attraente nei confronti dell’altro sesso o la paura di essere emarginato dal gruppo. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:52 :

    continua..Il fenomeno – in crescita rispetto alle precedenti rilevazioni – interessa tanto i ragazzi quanto le ragazze. Anzi, le percentuali relative al coinvolgimento in atti di bullismo dei due sessi si equivalgono. Chi subisce atti di sopraffazione si difende da solo in un caso su due e solo 1 su 5 ne parla con i genitori. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:50 :

    BULLISMO: Il 71% dei giovani ha assistito a prepotenze subite a un amico da parte di altri ragazzi. Di questi, il 14% ha dichiarato che capita spesso, senza sostanziali differenze tra Nord e Sud. E’ quanto ha certificato – nel novembre 2006 – la Società italiana di pediatria nel rapporto annuale sulle abitudini e gli stili di vita degli adolescenti. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:44 :

    continua..Questo modello di scuola vi ricorda qualcosa?Può apparire strano,ma se ci affacciassimo innanzi all'ingresso di molte scuole,questa è la realtà che scopriremmo!In un celebre film,un nonno rivolgendosi al nipote che lo ringraziava per i giocattoli che aaveva ricevuto, esclamò:i giocattoli sono importanti perchè ti preparano all'importante gioco della vita!La nostra società e noi a cosa stiamo preparando i nostri figli? Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:38 :

    continua..In questo collegio è necessario essere pronti a tutto,usare quindi gli oggetti che ti circondano per riuscire nel tuo intento:fionde,skateboard,fialette puzzolenti,petardi,biglie e polveri pruriginose.Gli studenti sono divisi per gruppi:secchioni,palestrati, fighetti e grezzi. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:30 :

    continua..Io non condivido i principi alla moda dei cosiddetti educatori moderni.La competizione fa bene e fornisce alla gioventù d'oggi ciò di cui ha bisogno:spirito e determinazione.la scuola tradizionale non mi ha lasciato ferite visibili,a parte alcune puramente fisiche e l'incapacità di dormire senza una luce accesa.Non posso permettere al torrente dell'opinione popolare di indebolire la mia fede nella tradizione.Perchè senza retaggio non siamo che orfani nelle fogne di questo nobile paese. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:30 :

    continua...Il mondo è un posto orribile e dobbiamo preparare i nostri ragazzi con ogni mezzo necessario,in modo che siano pronti a scalare la voragine ribollente della società.E' un ideale vecchio stile,lo so,ma nonostante tutto essenziale.Ah,se solo la società facesse propri i principi di lealtà,fiducia e spietata ambizione che imprimo in ognuno dei nostri allievi.Certamente c'è chi ci critica,chi dice che è sbagliato ricompensare i forti e punire i deboli. Rispondi a procivitate

  • procivitate ha scritto il 20 maggio 2008 alle 22:28 :

    Lettera dal Preside Carissimi genitori,il Colleggio Bullworth è un'istituzione rispettata e con una tradizione di rigida disciplina.Siamo conosciuti in tutto il mondo per la qualità dei nostri studenti e per la loro forte fibra morale. Rispondi a procivitate

  • rosaliab ha scritto il 20 maggio 2008 alle 18:18 :

    continua-- ... progetti utili a creare presso chi ha responsabilità a livello culturale, religioso, accademico, scolastico, politico, elementi utili per una formazione scolastica che metta le basi per l’educazione alla convivenza civica e la costruzione dell’identità personale, ..i due pilastri essenziali per l’educazione del XXI secolo -Rapporto Delors(“imparare a vivere insieme con gli altri e imparare a essere)- Rispondi a rosaliab

  • rosaliab ha scritto il 20 maggio 2008 alle 18:15 :

    continua-- La famiglia dal canto suo non ha colto questa emergenza diseducativa perchè i genitori di oggi sono i figli di una società che li ha affidati con totale fiducia (ben riposta), alle istituzioni scolastico-religiose del tempo!. E’ in questo scollamento che bisogna ricominciare a pensare a progetti educativi pubblici che riconducano il sistema formativo ai concetti dell'educazione religios Rispondi a rosaliab

  • rosaliab ha scritto il 20 maggio 2008 alle 18:14 :

    continua-- In questi ultimi decenni la scuola italiana nel difficile compito di disciplinare l'approccio formativo della religione cattolica in vista di aperture verso nuove entità religiose, ha permesso che sparisse quasi del tutto la formazione alla cultura religiosa,mentre avrebbe dovuto concentrarsi su come trasformare l'educazione cattolica in educazione al senso religioso. Rispondi a rosaliab

  • rosaliab ha scritto il 20 maggio 2008 alle 18:12 :

    e se ripartissimo dall'insegnamento del senso religioso? (non per forza cristiano! Quando la nostra persona impegna radicalmente se stessa con la realtà e con la vita, perché ne vuole scoprire il significato ultimo [il "fondo della realtà"], allora mette in atto il proprio senso religioso.di cui l'essere umano è dotato, che va coltivato e sviluppato proprio dall'infanzia all'adolescenza Rispondi a rosaliab

  • lloped ha scritto il 20 maggio 2008 alle 11:31 :

    articolo del Prof. Alberoni - corriere della sera 4-12-06: "Per troppo tempo nelle nostre scuole ha prevalso una mentalità che considera la competizione un male. Si è pensato che la violenza scompaia livellando tutti. Ma non è così. La violenza va sublimata creando squadre in competizione. I nostri ragazzi dovrebbero andare a scuola tutto il giorno e, oltre a star seduti nei banchi, fare lavoro, sport, arte, musica, teatro. Ma all’interno di gruppi che si affrontano, che competono....." Rispondi a lloped