Blitz all'alba a Bari. Decimato il clan Strisciuglio. I nomi e le foto di tutti i 45 arrestati

Cronaca
Bari mercoledì 28 luglio 2010
di redazione
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Alle prime luci dell’alba, 300 militari del Comando Provinciale di Bari, supportati da un elicottero e da unità cinofile, hanno portato a termine un’importante operazione di polizia che ha consentito di decimare il clan “Strisciuglio”, il gruppo criminale dominante del Capoluogo poiché non solo numericamente più consistente ma anche il più agguerrito e costantemente in lotta con i sodalizi
rivali per il controllo del territorio (in particolare nei quartieri Libertà, Borgo Antico, Carbonara, San Girolamo, San Pio, San Paolo, Palese, Santo Spirito con propaggini fino a Bitonto e Giovinazzo).

Ben 46 le ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Bari – di cui 45 già eseguite – a carico di altrettanti soggetti che dovranno rispondere, a vario titolo, di associazione per delinquere di stampo mafioso, traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto di armi clandestine e da guerra ed altro.

L’indagine, convenzionalmente denominata “Libertà”, ha avuto inizio dopo l’esecuzione del blitz “Eclissi”, avvenuto il 23 gennaio 2006 con l’arresto di 182 esponenti dello stesso sodalizio, a dimostrazione della profonda conoscenza delle dinamiche criminali da parte della Direzione Distrettuale Antimafia, ed è stata condotta avvalendosi di sofisticate ed innovative tecniche di intercettazione ambientale (anche con video-riprese) e telefoniche, rivelatesi particolarmente preziose per i contenuti probatori acquisiti, dichiarazioni di collaboratori di giustizia, servizi di riscontro sul territorio operati dai Carabinieri e tradotti in arresti e sequestri di sostanze stupefacenti e ingenti quantitativi di armi.

Le investigazioni hanno messo in luce la straordinaria capacità militare di cui è dotato il clan Strisciuglio che, nonostante il forte ridimensionamento causato dall’esecuzione del blitz “Eclissi”, era riuscito a concretizzare un piano espansionistico efficace grazie alla sapiente direzione di Giacomo Valentino, seguace del noto boss Lorenzo Caldarola, capace di inserire un numero elevato di nuovi affiliati, riuscendo a ri-organizzare la centrale dello spaccio del quartiere Enziteto.

Centrale è risultato il ruolo delle donne in tema di gestione della contabilità delle attività delittuose, collegamento con la componente carceraria dell’organizzazione, lo sfruttamento dei minori in attività delittuose, il controllo del territorio attraverso una fitta rete di vedette che monitoravano gli spostamenti delle Forze dell’Ordine.

L’attività di indagine, in particolare, ha consentito di documentare: la riorganizzazione del clan Strisciuglio, che è riuscito a mantenere il controllo dei quartieri cittadini Libertà, San Paolo, Borgo Antico, Carbonara, Enziteto e San Girolamo;

l’organigramma del clan, con indicazione dei fondatori, promotori, organizzatori ed affiliati. In particolare, l’attività ha confermato ed evidenziato il ruolo di:

- Giacomo Valentino, come figura centrale dell’organizzazione, poi divenuto responsabile del quartiere San Paolo e più recentemente collaboratore di giustizia;
- Luigi Spano, come reggente dell’articolazione operativa del quartiere Libertà ed Enziteto, dopo i decessi di Marino Catacchio, Michele Laera e Onofrio Spilotros;
- Angela Raggi, organizzatrice delle squadre di spacciatori al soldo del sodalizio;
- Francesco Raggi, elemento cardine della rete di distribuzione e fornitura dello stupefacente nei vari quartieri di interesse del clan;
- Giovanni Raggi , Antonio Passaquindici, Vito Valerio e Nicola Moramarco, responsabili dei “gruppi di fuoco”;

la responsabilità generale del sodalizio per decine di estorsioni avvenute nel capoluogo e nel suo hinterland in danno di imprenditori operanti nel settore dell’edilizia, costretti a pagate tangenti per la cosiddetta “protezione”;

l’attività del clan Strisciuglio anche all’interno delle Case Circondariali di Bari, Lecce Foggia e Taranto, concretizzatasi in prevaricazioni ed atti di proselitismo verso i detenuti appartenenti ad altre compagini criminali. Sono stati documentati anche episodi di aggressione fisica operati all’interno degli istituti penitenziari da esponenti del clan Strisciuglio come manifestazioni speculari alle turbolenze che si verificavano - di volta in volta - sul territorio del capoluogo; 

la contestabilità, per il reato di associazione mafiosa, delle aggravanti dello sfruttamento dei minori nella commissione di delitti e della disponibilità di armi. Su quest’ultimo punto tra i sequestri operati dai Carabinieri si ricorda l’irruzione del 3 giugno 2008, in un condominio di via Candura al San Paolo, dove all’interno del vano ascensore venivano rinvenuti e sequestrati due fucili
mitragliatori e munizioni;

l’insorgenza e lo sviluppo di un contrasto armato interno, intervenuto nel settembre 2008 con l’omicidio di Marino Catacchio freddato in pieno quartiere Libertà per mano di Nicola Querini, che ha visto un’iniziale scissione tra il gruppo facente capo a Giacomo Valentino e quello facente riferimento al boss Lorenzo Caldarola, capo storico dell’articolazione operativa del quartiere Libertà, poi ricompostasi grazie alle mediazioni degli esponenti di spicco detenuti;

lo scacchiere operativo in cui sono stati ridefiniti i rapporti di alleanza nel quartiere San Paolo di Bari con il clan Telegrafo, attraverso un patto di collaborazione stretto tra Giacomo Valentino, Carlo Giacobbe e Lorenzo Valerio, gli ultimi due esponenti di spicco del sodalizio criminale, avente lo scopo della suddivisione dei proventi illeciti dello spaccio di sostanze stupefacenti e del racket delle estorsioni sul quartiere San Paolo;

il canale di approvvigionamento di stupefacente, in particolare cocaina ed hashish, a seconda della competitività dei prezzi di mercato, rappresentati da Cosimo Zonno, noto narcotrafficante barese e da un’organizzazione orbitante nel napoletano;

le riunioni che avvenivano tra gli adepti al sodalizio, organizzate all’interno di ristoranti del litorale barese o nell’entroterra del capoluogo, nel corso delle quali si decidevano le strategie sulle sfere d’influenza ovvero le joint-venture con esponenti di gruppi criminali alleati. A tal riguardo rileva evidenziare l’irruzione fatta il 25 settembre 2006 da Carabinieri e Polizia in un ristorante di S. Spirito, in occasione dei festeggiamenti per il 42° compleanno di Giacomo Valentino, che consentiva l’arresto di tre pregiudicati del clan “Strisciuglio” ed il sequestro di due pistole.

Gli aspetti più inquietanti emersi nel corso delle indagini sono rappresentati dallo sfruttamento dei minori nelle attività delittuose, dall’importante ruolo assunto dalle donne nella distribuzione “a cascata” delle direttive dei capi detenuti, dal controllo della distribuzione della droga agli affiliati all’interno delle carceri, che penetrava all’interno di quelle strutture mediante lanci effettuati con le
“fionde” o attraverso familiari durante il colloquio con i detenuti.

L’attività di contrasto al clan è rafforzata dall’esecuzione, nel tempo, di provvedimenti restrittivi in danno di affiliati allo stesso sodalizio criminale, colti in flagranza di reati concernenti le armi e lo spaccio sostanze stupefacenti.

Questi i numeri dell’operazione di stamattina:

- 18 capi d’imputazione relativi a singole fattispecie delittuose di cui all’art.73 DPR 309/90;
- 3 capi d’imputazione relativi a detenzione e porto di armi clandestine;
- 1 capo d’imputazione relativo ad una rapina a mano armata in danno dell’Area di servizio Agip sita in viale Europa del quartiere San Paolo.

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I commenti degli utenti
  • LUREAL ha scritto il 28 luglio 2010 alle 11:31 :

    Bene i malavitosi acclarati in galera,ma vorrei vedere in carcere anche i politici-amministratori che scroccano e rubano...e niente domiciliari per i cosiddetti vip,cioe' per quelli che potevano fare a meno di rubare!LUREAL Rispondi a LUREAL