Ridurre del 30% i rifiuti solidi urbani oggi è possibile grazie all'impianto attivo nel vecchio autoparco dell'Amiu

Biostabilizzatore: a Bari è realtà

Vendola ricorda: "Costruiremo tre piccoli termovalorizzatori da 11 megawatt ma non vogliamo generare un mercato dei rifiuti"

Attualità
Bari martedì 16 marzo 2010
di Antonella Ardito
© Antonella Ardito

Con 14 milioni di euro in fondi Por 2000/2006 la città di Bari ha il suo biostabilizzatore, un impianto con 24 celle da 1000 metri cubi in grado di ridurre del 30% il volume e il peso di 400 tonnellate al giorno di rifiuti, il 90% di monnezza indifferenziata che Bari produce ogni giorno. Ieri mattina il sindaco di Bari Michele Emiliano e il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola hanno inaugurato l'impianto, in realtà già operativo da un paio di giorni. I rifiuti dopo 15 giorni di igenizzazione e ossidazione in queste grandi camere dotate di speciali sistemi di pompaggio dell'aria passano nell'impianto di tritovagliamento per eliminare la parte ferrosa e per dividere la parte seccaa del rifiuto da quella umida. In questo modo dalle 400 tonnellate giornaliere di rifiuti si ottengono 280 tonellate da inviare in discarica. "Quando avremo l'impianto per la produzione di combustibile da rifiuti (il cdr)  - ricorda Giuseppe Savino, presidente dell'Amiu di Bari - la quota di rifiuto da conferire in discarica diminuirà ancora di più". Oggi smaltire una tonnellata di rifiuti costa all'Amiu 64 euro: se i rifiuti stabilizzati fossero destinati alla produzione di combustibili in discarica andrebbero solo 18 tonnellate delle 400 di partenza.

"La costruzione dell'impianto privato è bloccata - ha ricordato il sindaco di Bari Michele Emiliano - ma dobbiamo continuare ad esercitarci a produrre cdr di buona qualità". Emiliano ha sottolineato come è necessario per la città di Bari commutare anche la tarsu in tariffa, così da far pagare il giusto lo smaltimento dei rifiuti ai cittadini. Intanto la raccolta differenziata porta a porta ha fatto segnare il 48% in quel di Catino, dove è partita due mesi fa mentre alla Stanic partirà la settimana prossima, ma ancora troppi baresi si rifiutano di differenziare, gettando senza ritegno carta, plastica e umido in bidoni puzzolenti. "La raccolta differenziata oggi tocca il 20% su base regionale - ricorda il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola - ora dobbiamo rendere credibile l'economia del riuso e del riciclo ma deve cambiare lo stile di vita di un pianeta ormai al collasso". Vendola sottolinea come sia stato gravissimo per la Puglia avere 13 anni di gestione commissariale del ciclo dei rifiuti, durante i quali dall'attuale ministro dei rapporti con le Regioni Raffaele Fitto è stato scritto un piano che prevedeva i termovalorizzatori e la richiesta di valutazione di impatto ambientale dopo la firma dei contratti per la costruzione di questi impianti. "Era una tenaglia logico-giuridica e noi abbiamo bocciato i termovalorizzatori, impianti obsoleti che prevedevano 125 euro per il conferimento dei rifiuti. Io credo che possano essere costruiti in Puglia tre impianti privati di termovalorizzazione, dove bruciare cdr di qualità e i nostri rifiuti. Possiamo modificare i forni delle cementerie o delle centrali Enel". Vendola apre alla possibilità di veder sorgere impianti da 11 megawatt, senza dover ricorrere a rifiuti di altre zone di Italia per mandare a regime gli impianti. Il ciclo dei rifiuti deve ancora chiudersi, e c'è molto lavoro da fare.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • mikedenicolo ha scritto il 28 maggio 2010 alle 10:59 :

    Il costo attuale di biostabilizzazione, tritovagliatura, trasporto appaltato e smaltimento in discarica, è di almeno 90 € per tonnellata. In seguito, ammesso ottimisticamente che il costo di produzione del CDR sia compensato dalla minore quantità di rifiuti conferiti in discarica, occorrerà sommare il costo di trasporto e termovalorizzazione del CDR nei 3 impianti privati. Altro che 125 €/ton.! N.B.il CDR è circa il 30% delle 400t di partenza ! Rispondi a mikedenicolo

  • Tusitala ha scritto il 16 marzo 2010 alle 19:57 :

    Valeva la pena pagare e strapagare gli aspiranti tecnocrati della generazione vendoliana, surrogati dai soliti imprenditori privati buoni per tutte le stagioni, per decidere che in Puglia sono necessari i termovalorizzatori? e le varie campagne per la differenziata servono solo a spendere? Rispondi a Tusitala

  • lantonio ha scritto il 16 marzo 2010 alle 13:41 :

    E' da ridere! in pratica un compressore di rifiuti non è la soluzione... ...la germania faceva queste cose 20 anni fa non oggi... oggi l'obiettivo è rifiuti zero... con un riciclo di circa il 74% dei rifiuti... Rispondi a lantonio

  • svravaz ha scritto il 16 marzo 2010 alle 10:29 :

    ecco. prima la raccolta differenziata, poi la stabilizzazione dei rifiuti, POI, ciò che avanza bruciato e in discarica. come sostengono da sempre gli ecologisti, come fanno in germania e austria da tempo, come avrebbero dovuto fare in campania. dove le inaugurazioni degli impianti avvegono prima che questi funzionino. tra le ecoballe della ditta berlu&berto... Rispondi a svravaz