Vendola all'attacco: noi siamo il Sud che non si piega

Dati e atti concreti: oltre la poesia i fatti dei cinque anni di governo

Politica
Bari venerdì 12 marzo 2010
di Antonella Ardito
© Domenico Mastropasqua

La poesia è nei numeri, non solo nei fatti: Nichi Vendola in trenta pagine colorate ha raccolto i numeri della sua Puglia Migliore e ha iniziato l’ultimo miglio della sua campagna elettorale. Il governatore uscente ha preso i dati degli economisti di www.lavoce.info relativi ai principali indicatori economici delle tredici regioni al voto per parametrare le differenze tra i dieci anni di governo di centrodestra in Puglia e il suo mandato: “Il Pil è passato dal 15,7% del 2004 al 17,5% del 2008, con una variazione di 11,5%, il tasso di occupazione è salito dal 45% al 46,7% mentre il tasso di disoccupazione è sceso dal 15,5% all’11,6%”.

Dati verificabili, certi e non contestabili secondo il governatore uscente, che attacca il fango, la diffamazione e la chiosa comica delle cose fatte in questi cinque anni dal governo regionale di centrosinistra: “Non c’è esercizio di critica da parte del centrodestra, loro descrivono una Puglia sub sahariana mentre noi abbiamo svegliato la Bella Addormentata nel bosco che era la nostra Puglia dopo dieci anni di stagnazione civile, economica a culturale. E’ stato un decennio nel quale la Puglia è rimasta orfana di una narrazione, senza visione: se manca questa non c’è capacità di narrare”. Vendola ha ricordato la legge contro lo sfruttamento del lavoro nero, le rivoluzioni nei trasporti con l’acquisto di materiale rotabile e il sostegno alla portualità integrata e ai voli da e per la Puglia: “Siamo attori dell’economia, non abbiamo fatto proposte comuniste ma dopo 10 anni di Breznevismo abbiamo scongelato la Puglia capovolgendo lo sguardo, considerando ad esempio la cultura non come cosa frivola ma come industria in grado di produrre lavoro e occupazione” . La sanità, nodo oscuro della giunta Vendola, è ricordata con le innovazioni nell’ambito dell’informatizzazione e nella prossima inaugurazione a Brindisi e Barletta delle Tac Pet pubbliche. Vendola poi sferra un duro attacco al suo primo nemico, Raffaele Fitto: “La sua Puglia non convinceva neppure il sistema d’impresa. Lui aveva costruito una Puglia neocorporativa, che galleggiava sulla fidelizzazione politica. I protagonisti non facevano sistema ed erano dei dagherrotipi illividiti. La politica senza racconto non convince e non può vincere: Fitto e Palese sono una sequenza di delibere non fanno un racconto. In Puglia, morto Pinuccio Tatarella, la destra non ha saputo più creare una classe dirigente e in dieci anni di governo hanno trasformato la richiesta di lavoro in precarietà”. Piccolo cenno ad Adriana Poli Bortone, ricordando come i suoi elettori sono molto più intelligenti di tanti politologi e un augurio a se stesso di vivere il secondo tempo dell’avventura presidenziale pugliese: “Sono pronto ad andare a Palazzo Chigi per richiedere le nostre risorse del Par Fas: è stata una litania stucchevole e io non auguro a nessuno di avere un interlocutore che ostruisce il trasferimento di risorse perché siamo in campagna elettorale. Combattere me punendo la Puglia è sbagliato, e una parte di destra punirà l’altra parte di destra: i baresi ad esempio hanno capito chi non permetteva l’inaugurazione del Petruzzelli per una lotta politica fondata sulla barbarie. E chi mi contesta di non aver abolito il ticket sulla sanità io ricordo che oggi il 75% dei pugliesi non lo paga più mentre l’aliquota Irpef è stata tenuta da Fitto per tre anni, su tutti i redditi. Noi l’abbiamo dovuta tenere per due, escludendo i redditi sotto i 28 mila euro. Non accetto lezioni di economia da chi ha portato la Puglia ad un millimetro dal collasso”.