Oggi il governatore pugliese ha incontrato a Roma il mondo del cinema

Vendola: "Il cinema guidi il rinnovamento morale del Paese"

Situazione difficile per la cinematografia italiana: completamente tagliati i fondi pubblici al settore

Politica
Bari lunedì 22 febbraio 2010
di la Redazione
© Domenico Mastropasqua
“Necessario costruire un immaginario nuovo in cui l’industria culturale italiana possa assumere, nella totale libertà espressiva, un ruolo di guida per il rinnovamento morale del Paese”. Il governatore pugliese ha così riassunto la necessità di rimettere al centro dell’agenda politica il cinema, le arti visive e la cultura più in generale, seguendo il modello Puglia.

Nell’affollato Caffè Fandango di Roma l’incontro di oggi, richiesto proprio da autori e produttori cinematografici italiani, oltre Nichi Vendola hanno partecipato Ettore Scola, Giuliano Montaldo, Daniele Vicari, Adriano Giannini, il produttore di Cattleya Riccardo Tozzi, il produttore di Fandango Domenico Procacci e alcuni rappresentanti di Rai Cinema.

Più di un centinaio di persone hanno assistito al dibattito incentrato sulla non rosea situazione attuale che ha colpito l’intero settore. Il cinema, in particolare quello indipendente, sta soffrendo per la crisi economica e per lo scarso sostegno statale alle produzioni. Sebbene, infatti, sia previsto un credito fiscale, il Governo nazionale ha tagliato di fatto ogni erogazione diretta dei fondi. Ciò determina una sostanziale chiusura del mercato in favore di pochissime realtà. Atteggiamento che, peraltro, mette in forte discussione la possibilità per le produzioni di operare in libertà e indipendenza nelle loro scelte tematiche ed espressive.

“Abbiamo realizzato un lavoro di inseminazione sociale, oltre che culturale, di fronte alla barbarie del disinvestimento in cultura e del trionfo televisivo”, ha dichiarato Nichi Vendola ai presenti, commentando quanto realizzato finora attraverso il lavoro dell’Apulia Film Commission. “Vi è l’assoluta necessità di costruire uno scenario nuovo, e la chiave di interpretazione di una possibile ribellione nei confronti della dominazione dell’immaginario televisivo si può leggere in due episodi: nella contestazione dell’orchestra di Sanremo alla vacuità di parole finto patriottiche di
Emanuele Filiberto di Savoia
e nelle grida disperate dei cittadini senza casa de L’Aquila. Due vicende che raccontano della necessità di costruire un immaginario nuovo, in cui l’industria culturale italiana deve assumere nella totale libertà espressiva un ruolo di guida per il rinnovamento morale del Paese”.

In questa direzione ha lavorato l’Apulia Film Commission, particolarmente apprezzata dai presenti. “È stato un lavoro”, ha concluso Nichi Vendola, “che ha garantito a tanti giovani e piccoli produttori più di una possibilità di esprimersi e di raccontare le molte facce della nostra realtà. Più autori vengono messi nelle condizioni di affacciarsi al mondo delle produzioni, più le Regioni e il Paese ne potranno trarre giovamento”.
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I commenti degli utenti
  • sniper1956 ha scritto il 23 febbraio 2010 alle 15:59 :

    quando vendola parla sembra che stia recitando un eterno copione in cui le tragedie ed i drammi della vita(troppo facile dirsi solidale con gli operai e poi a condurre una vita non certo monacale!)diventano farse ed operette..... Rispondi a sniper1956

  • daniel56 ha scritto il 22 febbraio 2010 alle 23:26 :

    Quando Niki dice queste cose mi fa cadere le braccia ....Il cinema è un piccolo pezzo del meccanismo di costruzione culturale peraltro in mano alle major. La battaglia si deve fare sul controllo televisivo che forma l'opinione pubblica, garantendo la libertà di Internet ed il diritto all'istruzione magari permanente.Il resto mi sembra velleitario, auto referente e va bene x una serata tra amici a Roma.Le priorità culturali sono altre... Rispondi a daniel56

  • sergiocontadino ha scritto il 22 febbraio 2010 alle 18:22 :

    Vendola può prendere qualche lezione dal suo amico Walter Veltroni che ha scambiato la realtà in un film e la sua dusfatta è stata totale,lui aveva promesso che emigrava in Africa,ma non lo ha fatto Vendola che è un buondustaio prenoti la sua destinazione e stia più attento ai problemi reali come quelli dell'AGRICOLTURA o se preferisce dell'AGRICULTURA.Gli consiglio un corso accellerato per utilizzare bene la ZAPPA attrezzo ecocompatibile. Rispondi a sergiocontadino