Tac sulla mozzarella: una su tre non ha latte fresco

Presentata la nuova tecnologia messa a punto dalla facoltà di Agraria

Attualità
Bari mercoledì 10 febbraio 2010
di Antonio Scotti
© n.c.

E’ una tecnologia studiata in Puglia e presto costituirà uno strumento a disposizione delle strutture sanitarie nazionali per verificare la bontà delle mozzarelle. Il dispositivo è stato presentato ieri alla Fieragricola di Verona e rappresenta l’esito di un lavoro tra l’Associazione italiana allevatori, la Coldiretti e la facoltà di Agraria dell’Università di Bari. Si tratta, in sostanza, di una vera e propria Tac applicata sul latticino. Tutto si basa sull'evidenziazione di un marcatore che si trova nelle mozzarelle non prodotte con latte fresco.

Dalle prime prove effettuate, su un totale di 18 campioni provenienti da diversi caseifici cinque sono risultate positive al test.
Come spiegato dagli studiosi, molte mozzarelle vaccine potrebbero essere state prodotte utilizzando cagliate congelate o cagliate refrigerate vecchie. Le prime arrivano principalmente dai Paesi del Est Europa, in particolare da Lituania e Polonia.  Dai dati sulle importazioni delle mozzarelle emerge come circa il 50 percento dei latticini venduti in Italia sono prdotti con latte o addirittura cagliate straniere. In Italia nell’ultimo anno sono arrivati ben 2,2 miliardi di chili di latte confezionato e in cisterne tra cui 1,3 miliardi di litri di latte sterile, 86 milioni di chili di cagliate e 130 milioni di chili di polvere di latte di cui circa 15 milioni di chili di caseina utilizzati in latticini e formaggi.

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I commenti degli utenti
  • Levantino ha scritto il 10 febbraio 2010 alle 11:54 :

    E' un'ulteriore dimostrazione che i soldi alla ricerca universitaria servono poi a tutta la comunità. Dopo questo splendido risultato per evitare truffe bisogna accertarsi che gli addetti ai controlli non siano corrotti. Rispondi a Levantino