Bif&st: è Vincere il mattatore

Nessuna copertura nazionale, eccetto per il malore di Fanny Ardant: Bari è scomoda o è il festival ad essere malvisto?

Cultura
Bari sabato 30 gennaio 2010
di Antonella Ardito
© n.c.
Giurie concordi: il lavoro di Marco Bellocchio all'unanimità è per il Bari International film e tv festival il miglior film della kermesse pugliese, che questa sera chiuderà i battenti al teatro Petruzzelli di Bari con il concerto firmato Rino Marrone sulle musiche di Armando Travajoli. Momento di bilancio questa mattina per il direttore artistico Felice Laudadio con il presidente dell'Apulia Film Commission Oscar Iarussi e l'assessore regionale alle culture Silvia Godelli: "La prima edizione del Bif&st può contare a ieri su 41.000 presenze fra paganti e non paganti. Crediamo di poter raggiungere quota 45 mila contando coloro che parteciperanno a questa ultima giornata". Laudadio ha ringraziato AntennaSud, "la tv del festival" e poi ha fatto un po' di autocritica: "Non ha funzionato la fiction televisiva internazionale, il pubblico vuole il cinema, basti pensare a quanta gente spingeva per vedere Al di là delle Nuvole o Amarcord di Fellini. Poi io sono sicuro della valenza delle proiezioni in dvd. Quando Francesco Rosi, sempre molto critico sulla materia, ha visto Salvatore Giuliano restaurato mi ha chiesto di continuare così, con Dvd e Blue Ray. La pellicola è finita, tra due anni avremo solo digitale". Da rivedere l'impostazione del rapporto con l'Università, troppe poche presenze, mentre per l'anno prossimo sarà bene far trovare pronto e con tutte le autorizzazioni un cinema come l'Abc. Poi bisognerà capire se non sia più giusto coinvolgere tutti i cinema cittadini nelle proiezioni del Bif&st, visto che il Galleria ha appositamente fermato la sua programmazione abituale per far spazio alle richieste del festival. 

"Il Cinema è una grande occasione culturale - ricorda Oscar Iarussi - Bari raccoglie le fila delle proprie intelligenze, per fare piazza pulita del suo provincialismo. Il nostro è un festival cittadino e metropolitano: è vero la stampa extra pugliese non si è accorta del festival, segno che bisogna porre con forza la nostra rete culturale, la rete del Sud". Nella rassegna stampa del Bif&est si contano su una mano i pezzi di quotidiani di carattere nazionale, che con una buona dose di puzza sotto il naso sono considerati l'unico termometro, insieme ai passaggi sulle reti Rai nazionali, della valenza e importanza di una manifestazione. Il Bif&est è sicuramente perfettibile: bisogna concordare con Laudadio quando ricorda che il tappeto rosso per le star è solo virtuale, perché con il festival l'obiettivo è creare coscienza, movimento, anima della storia politica, civile, culturale che in Italia fa da sempre rima con il cinema. "Noi siamo un festival scomodo, il prodotto su Basaglia (fiction rai) è stato ereditato dagli attuali vertici e non voluto. Siamo un festival di culture, non di sfarfallii".

L'assessore regionale al Mediterraneo Silvia Godelli ha voluto ringraziare il lavoro, prestato a titolo gratuito, dei ragazzi dell'Accademia del Cinema di Enziteto, che per una settimana in maniera originale, irriverente, semplice e empatica hanno raccontato con la camera da presa il Bif&est ma che rischiano il 28 febbraio di chiudere barracca e dire addio ai sogni di una periferia che sappia produrre cultura e civiltà da 10 e lode. "Grazie ai ragazzi dell'Accademia del Cinema di Enziteto. Parto da loro perché non sono famosi. Un gruppo che per passione civile e cinematografica va avanti. I giovani hanno dato a questo festival una cifra speciale. Mondanità poca o quasi niente, tanta vitalità, giovinezza e partecipazione".
Ricordando poi la vicenda politica di Nichi Vendola, le primarie e la sua nuova candidatura a presidente della Regione Puglia la Godelli sottolinea: "Non è stato un caso questo scherzo di calendario e le primarie spiegano cos'è questa terra. Qui stiamo dicendo qualcosa di nuovo del Mezzogiorno. La Puglia esprime nuovi protagonismi nella coniugazione tra le varie sfere della vita e la politica. Il cinema esiste, voglio finire così".
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