Il segretario generale della Cisl Scuola: "Non c'è tempo da perdere"

Scuola, Scrima alla Gelmini: "Occupiamoci di chi perde il lavoro"

Il ministro dell'Istruzione annuncia le nuove regole per diventare insegnanti. Ma i precari scalpitano

Attualità
Bari sabato 29 agosto 2009
di Antonio Scotti
© n.c.
Basta con la Siss, la scuola di specializzazione che abilita all’insegnamento. Da oggi il reclutamento per i futuri docenti partirà con una selezione più severa nei corsi di laurea magistrale e poi proseguirà con un tirocinio di un anno affiancato da un insegnante.
A dichiararlo è Mariastella Gelmini, che proprio oggi ha descritto le nuove regole per diventare insegnanti. In sostanza sono tre gli obiettivi che il nuovo regolamento persegue. Il primo è quello di investire sulla acquisizione delle competenze trasversali partendo dall’inglese e finendo con l’informatica. La seconda è appunto quella di rimuovere la Siss, riducendo di un anno il percorso di abilitazione per la scuola secondaria e avviando collaborazioni più durature tra università e scuola. Tutto questo dovrebbe convergere verso il traguadro più ambizioso: la riduzione del precariato.
Ma proprio su quest’ultimo tema arriva il richiamo del mondo sindacale, ed in particolar modo della Cisl. Il segretario generale del settore scuola, Francesco Scrima, ha infatti sottolineato l’urgenza di “condurre in porto, nel più breve tempo possibile, le annunciate misure straordinarie per i precari che perderanno il posto di lavoro”.
“Su questo non c’è più tempo da perdere - afferma Scrima - le risposte vanno date in modo chiaro e concreto subito, poiché il nuovo anno scolastico è ormai in fase di avvio”.

Secondo le stime dei sindacati, in un solo anno, in Italia i tagli agli organici del personale saranno pesanti: 42mila e 500 insegnanti e 15mila del personale ausiliario. Un’onda d’urto travolgente che andrà ripercuotersi soprattutto sui precari della scuola. Una volta eseguiti i trasferimenti c’è da immaginare che una quota consistente di supplenti (circa 16mila) non troverà più la cattedra. Senza contare i maestri di scuola elementare penalizzati dalla eliminazione del modulo e i 10mila ausiliari tecnico-amministrativi che rischiano di dover abbandonare una volta per tutte il loro lavoro dopo anni di precariato.

“Le migliaia di precari senza lavoro sono il frutto di una politica di tagli che sta sacrificando in modo indiscriminato le ragioni della scuola a quelle dell’economia – continua Scrima -. In tale contesto, sottolineare come prioritaria la necessità di finanziamenti per le scuole private è davvero una nota stonata, se non una vera provocazione”.

Sulle proposte della Gelmini, la Cisl condivide l’assetto generale della riforma, anche se si attendono risposte sulla gestione della fase transitoria. “Accanto a questo – conclde Scrima – prendiamo atto di come si definiscono i percorsi di studio, ma non si sa nulla delle procedure di reclutamento, diversamente da quanto era previsto nella Finanziaria 2008 che indicava la necessità di una riforma contestuale dei due aspetti”.
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I commenti degli utenti
  • nicola20 ha scritto il 30 agosto 2009 alle 17:31 :

    Parlare della Gelmini significherebbe parlare del NULLA! Quindi...,evitiamo commenti: per gli uomini politici il silenzio su di loro è la peggiore disfatta. Rispondi a nicola20

  • Legion ha scritto il 29 agosto 2009 alle 17:37 :

    Il Miur sa che la classe dirigente del Nord è formata da professori meridionali? Come si permette poi, Sua Eccellenza, di definire giustamente gl'insegnanti come coloro i quali avranno "in mano il futuro dell'Italia" senza parlare di un progetto coerente a favore della loro rivalutazione sociale ed economica? Il Ministro sa che attualmente in Italia i professori rappresentano una delle categorie professionali più bistrattata e umiliata dai cittadini? Rispondi a Legion

  • Legion ha scritto il 29 agosto 2009 alle 17:36 :

    Inoltre che fine faranno tutti i precari non abilitati e i laureandi del biennio 2009/10? Per questi si parla di "serie di test" per arrivare all'abilitazione. Il Miur si rende conto, però, che comunque ci vorranno almeno 10 anni per portare a regime questa riforma considerando le decine di migliaia di di abilitati, non abilitati e laureandi in sovrannumero? E come la mettiamo con l'idea della Lega di limitare l'accesso all'insegnamento nelle scuole del Nord a docenti meridionali? Rispondi a Legion

  • pica ha scritto il 29 agosto 2009 alle 12:58 :

    E' difficile capire se ci sia più ignoranza o più malafede nelle petulanti dichiarazioni di questo avvocatucolo. Rispondi a pica

  • pica ha scritto il 29 agosto 2009 alle 12:57 :

    le SSIS prevedevano già tutto quello che la signora gelmini vuole ora spacciare per novità: c'erano già l'inglese, le nuove tecnolgie, il tirocinio, l'attenzione per il "saper insegnare". C'era perfino il numero programmato in base alle reali esigenze delle scuole, questo però è sempre stato ignorato dal ministero e non ci sono motivi per sperare che in futuro qualcosa potrà cambiare in meglio. [continua] Rispondi a pica