Arruffoni a Ruffano – cronaca musicale di una settimana in Salento

4 voci femminili, e un brano strumentale per la nuova top five di agosto

Cultura
Bari martedì 18 agosto 2009
di Dino Amenduni
© n.c.

Una settimana di vacanza ma senza dimenticare la top five: ecco le suggestioni in musica partorite dal mare, dal sole e dal vento del Salento.

Alessandra AmorosoStupida (Emiliano Pepe remix, featuring La Pina) -

E’ ovunque. Nei manifesti sotto i piloni dei ponti nelle superstrade e in quelli nelle stradine di provincia tutte uguali ; è vicino al mare ed in campagna; sull’Adriatico e sullo Ionio; in Provincia di Lecce e in quella di Brindisi. E’ da sola o in compagnia dei dj di fama internazionale e dei musicisti reggae che con frequenza sempre maggiore invadono il Salento nelle settimane di metà agosto. Per me Alessandra Amoroso era solo “quella che ha vinto Amici quest’anno”, e a malapena sapevo fosse pugliese. Poi ho ascoltato questo brano in radio, in un remix che salva un brano dall’anonimato (un anonimato da 180mila copie vendute, sia ben chiaro) caricandolo di una componente r’n’b e drammatica e impreziosito dal cameo de la Pina, voce di punta di Radio Deejay mai abbastanza rimpianta come rapper. E ho capito (almeno in parte) la venerazione per la cantante di Galatina che ha compiuto 23 anni pochi giorni fa.

CamilleCats and dogs (live) -

E’ il momento delle voci femminili. Tra superstar di primo pelo, giovani speranze figlie dei talent show e vecchie glorie che ritornano, ne stiamo sentendo di tutti i colori, sia di pelle che vocali. E dato che ci abboffiamo (con piacere) di grandi interpreti, perché non spendere qualche parola per una strepitosa musicista francese? Prima voce della Nouvelle Vague (band ancora attiva: la loro ragione sociale consta nel prendere pezzi rock e punk del passato e trasformarli in piccole perle di bossanova), lei ha il merito, sempre più raro, di fare tutto da sola: scrive testi e musiche, dispone di almeno 8 timbri vocali diversi (3 o 4 li potete già beccare in questo live). Il suo talento non è ancora noto al grande pubblico. Noi aspettiamo il giusto riconoscimento e nel frattempo ci becchiamo Noemi, Giusy, Susan ed Alessandra.

La RouxI’m not your toy (live) - 

Se per Camille il talento è inesploso, qui la situazione è ben diversa. Tenete a mente questo nome, perché sono pronto a scommettere ingenti somme sul potenziale anche commerciale di questo duo di Brixton, il quartiere più pericoloso ed affascinante di Londra. Una volta abituatisi al falsetto di Elly Jackson, (nata l’8 marzo dell’88: una data che è un altro indizio sulle prospettive di icona femminile della Rossa) è fatta: lo starnazzare di La Roux causa dipendenza. Le basi sono ipnotiche; l’efficacia dal vivo, vera incognita di una formazione composta da una duo che si poggia proprio su quel falsetto incomprensibile e sulle tastierine ruffiane di Ben Langmaid (sempre in disparte durante i live) è testimoniata da questa piccola perla realizzata dai ragazzi di Down the Front. Settimana prossima si parlerà più diffusamente della più luminosa stella che l’Inghilterra ha saputo produrre dai tempi della prima (e anche della seconda, non facciamo gli spocchiosi) Amy Winehouse.

Moltheniche il destino possa riunire ciò che il mare ha separato -

Un titolo così altisonante e romantico mette l’ascoltatore nelle condizioni di aspettarsi una poesia e non una semplice canzone. E così è, in effetti. Ma qui le parole non ci sono. Moltheni, cantante “alternativo” apprezzato già da anni dalla nicchia degli appassionati di musica italiana ben distante da quella di Laura Pausini, si diletta una suite strumentale contenuta nel suo ultimo album di studio, “I segreti del corallo”. Pur essendo strumentale e pur non ponendo l’ascoltatore nelle condizioni di poter immaginare con precisione le emozioni che il cantante marchigiano ha voluto comunicare, possiamo tranquillamente affermare che il titolo altisonante è perfetto, anche per un brano senza parole.

Malika Ayanecontrovento -

Cercando il link del video di “Controvento”, ultimo singolo dell’italo-marocchina Malika Ayane, mi sono imbattuto in una serie interminabile di sue imitazioni architettate dalla Gialappa’s (in questo video Malika arriva addirittura a prendersi in giro da sola). Questo vuol dire che Caterina Caselli ci ha preso ancora una volta e che la Nostra è oggettivamente facile da imitare. Dopo la performance di Sanremo, fatta di inopinati movimenti delle mani, di abiti che hanno fatto discutere e soprattutto di uno stile canoro che definirei padano-vanoniano per l’uso atipico delle vocali, ecco a voi il quarto singolo tratto dal bellissimo album d’esordio, in un brano scritto da Pacifico in cui il “veehnto” non può esimersi dall’essere anch’esso padano-vanoniano.


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