Nonstante un miglioramento dei temnpi della giustizia a Bari la lunghezza del processo costituisce un problema

Inaugurazione anno giudiziario, Caferra: "Giustizia ancora lenta"

Il presidente della Corte di Appello di Bari ammonisce anche sull'uso e il costo delle intercettazioni aumentate del 40%

Attualità
Bari sabato 31 gennaio 2009
di Danilo Calabrese
Il presidente della Corte di Appello di Bari, Vito Marino Caferra
Il presidente della Corte di Appello di Bari, Vito Marino Caferra © Danilo Calabrese
I processi italiani sono ancora troppo lunghi costituendo un serio problema alla macchina della giustizia. Durante l’inaugurazione dell’anno giudiziario barese è stata sollevata la spinosa questione relativa ai tempi di realizzazione di una sentenza. Nella sua relazione d’apertura il presidente della Corte di Appello di Bari, Vito Marino Caferra, punta il dito contro le mancate soluzioni legislative, sebbene tentate più volte, spiegando anche i motivi di questo preoccupante ritardo. “Sinora”, ha dichiarato Caferra, “è prevalsa nel dibattito politico la questione della cosiddetta riforma della giustizia, che si vuole realizzare anche mediante la revisione costituzionale delle norme sulla magistratura”.

Un miglioramento in questo senso c’è stato, ma è ancora poco. In media i processi in appello, in materia civile, nel distretto barese durano 1.085 giorni, in primo grado 775. Invece, in appello per il penale la durata media è di 1.025 giorni. E il rallentamento diventa la causa di un’altra distorsione del sistema. “Contribuisce a favorire ed anche in certa misura a giustificare”, ha detto ancora, “il cosiddetto processo mediatico che, per quanto distorto, appare come l’unico processo celebrato in tempi ragionevoli”. Per questo motivo, si preferisce fare un uso a volte smodato delle misure cautelari, che invece consentono di conseguire risultati più efficienti.

Ancora troppe, secondo il presidente della Corte di Appello, sono le prescrizioni dei reati. “I reati”, ha aggiunto, “si prescrivono in grande quantità, a fronte di un enorme dispendio ed utilizzo di energie e di capacità professionali, che vengono impiegate anche in processi che pur sono destinati ad esaurirsi senza la concreta inflizione della pena”. In Puglia ci sono cinquanta cancellazioni di reato al giorno, 18.000 in un anno. Solo a Bari i reati estinti per prescrizione sono stati 10.366. Un dato preoccupante e costoso, come l’incremento delle intercettazioni. “E’ aumentato del 40% circa il costo complessivo delle intercettazioni telefoniche e ambientali”, ha affermato Caferra, “che ha superato i 5,5 milioni di euro”.

Solo la Procura di Bari, soprattutto per procedimenti di competenza della Dda, e costata più di 4 milioni di euro. Ma Nichi Vendola ammonisce: "Non ci scandalizziamo in astratto: le spese per garantire il funzionamento delle intercettazioni possono essere spese benedette se servono a sradicare un fenomeno criminali”. Anche se certi "paletti" sono necessari. "Non bisogna consentire gli abusi, la messa alla gogna o l'esposizione al pubblico ludibrio della privacy di chi, innocentemente, viene coinvolto nelle intercettazioni".
Assieme al presidente della Regione Puglia, hanno presenziato alla cerimonia il vicepresidente del Csm Nicola Mancino, il vicepresidente vicario Pdl al Senato Gaetano Quagliariello, il rettore dell'Università degli studi di Bari Corrado Petrocelli, gli onorevoli Francesco Paolo Sisto (Pdl) e Cinzia Capano (Pd), e il sindaco di Bari Michele Emiliano.
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I commenti degli utenti
  • alfonsoderuggieri ha scritto il 02 febbraio 2009 alle 12:00 :

    ... dovremmo fare come fanno in quasi tutti gli altri paesi: quando lo stato da una concessione ad un gestore lo vincola a erogare questo servizio gratuitamente, visto che non costa nulla. Il nostro stato invece si fa gabbare da questi furbacchioni e si fa pelare vivo. Queste cose le sanno tutti ma nessuno le dice. La conseguenza è che adesso le intercettazioni non si faranno, noi avremo più delinquenti in giro e i Tronchetti Provera vari continueranno a farsi beffe di noi. Rispondi a alfonsoderuggieri

  • alfonsoderuggieri ha scritto il 02 febbraio 2009 alle 11:55 :

    Questa storia del costo delle intercettazione è falsa, gli addetti ai lavori lo sanno ma la stampa non lo dice. Vi spiego come stanno le cose: Facciamo il caso che per un'indagine un PM richieda al gestore di telefonia un tabulato relativo ad un certo numero. Pagherà circa 26 Euro per ottenerlo. Alla compagnia telefonica invece non costa nulla, perchè il tutto avviene automaticamente su database già esistenti.... continua .... Rispondi a alfonsoderuggieri

  • ginocagg ha scritto il 01 febbraio 2009 alle 08:39 :

    Perché il processo mediatico è più celere del processo giudiziario? Si tratta di una battuta. Una giustizia per essere tale deve rispondere alle necessità dei cittadini con processi e sentenze con tempi giusti (max 1 anno). Ovviamente ciò si risolve con più personale, più risorse e con tempi massimi già prestabiliti. Se ciò accadesse (forse sogno) sparirebbe la gogna mediatica ed altro. A nessuno viene in mente di riformare la giustizia sulla scia di quella tedesca, inglese, olandese?. Rispondi a ginocagg