Fabio Mele: "Ci sentiamo soli, la politica non si dimentichi di noi"

Scuola, l'allarme dei precari: "In Puglia a rischio il lavoro di 1600 persone"

Insegnanti e docenti incontrano Martino che assicura: "Faremo di tutto per garantire il tempo pieno"

Attualità
Bari mercoledì 28 gennaio 2009
di Antonio Scotti
Pasquale Martino
Pasquale Martino © Barilive.it

“Non ci sottraiamo alla richiesta di collaborazione venuta dal ministero, per quanto ci è possibile garantiremo il servizio di refezione scolastica, cercando in ogni modo di assicurare il tempo pieno”. Pasquale Martino, assessore comunale alla Pubblica istruzione, conferma l’impegno dell’amministrazione Emiliano a venire incontro ai genitori che, in questi giorni, hanno manifestato preoccupazione per la possibile eliminazione del tempo pieno a partire dal prossimo anno scolastico. Ieri, Incontrando il Coordinamento genitori Sos scuola pubblica e la Rete docenti precari (ora sbarcata sul web con un proprio sito, ndr) , l’assessore comunale ha però ribadito le sue perplessità rispetto alla circolare ministeriale licenziata dieci giorni fa per regolare il sistema delle iscrizioni: “Credo che ai genitori vengano presentate possibilità di scelte fittizie rispetto ai moduli orari per la primaria e la secondaria di primo grado, tutto infatti è subordinato alla disponibilità degli organici che, però, vengono colpiti da un taglio non indifferente”.

Secondo le stime dei sindacati, si parla di una decurtazione che solo per la scuola primaria è di 640 insegnanti. “In totale, su tutto il territorio regionale, sono circa 1600 persone e in Italia parliamo di una cifra che oscilla tra le 80 e le 100mila unità” informa Fabio Mele, della Rete docenti precari.
L’effetto di questi tagli determinerà, con ogni probabilità, il venir meno di 1000 supplenze e la creazione di quasi 400 docenti soprannumerari.
Una situazione al limite che ha portato centinaia di insegnanti a tempo determinato a collaborare con i genitori a cui la riforma Gelmini proprio non piace. “I docenti e genitori - continua Mele – sono i più penalizzati da questi provvedimenti legislativi, che creano indeterminatezza a tutto il sistema scolastico e sono mirati solo a fare cassa dietro motivazioni di natura pseudo pedagogica”.

Nel corso dell’incontro alcuni maestri precari hanno evidenziato la loro fatica “a farsi sentire” e a poter “sognare un futuro tranquillo”. “Si è parlato tanto di Alitalia e dei suoi lavoratori, ma si fatica a discutere degli esuberi che i provvedimenti targati Gelmini vengono a creare - afferma Mele -. Migliaia di persone che desiderano poter metter su famiglia e lavorare serenamente dopo aver studiato e acquisito i titoli necessari per farlo, vengono lasciati soli al loro destino, ma noi non ci stiamo”.

Sebbene non ancora ufficializzata, gli insegnanti stanno pensando di mettere in piedi una mobilitazione simbolica anche durante le ore di lavoro. L’idea è quella di indossare alcuni adesivi  con su scritto “io sono precario”, in modo da sollecitare l’attenzione di colleghi e genitori intorno al problema. “Staremo a vedere quello che succederà - conclude Mele -. Di certo noi non ci arrendiamo, ma la politica e il mondo della scuola ci devono sostenere”.

A latere dell’incontro Pasquale Martino ha risposto alla domanda circa il futuro dell’asilo nido ubicato all’interno della chiesa di San Giovanni Battista, nel rione Poggiofranco. “Cercheremo di fare il possibile anche in questo caso, anche se la proposta di trasferire il nido nei pressi di Santa Fara mi sembra la soluzione migliore”.

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