Presentato il progetto del Politecnico e dell'Amgas per un parco energetico alle porte di Bari

L'Energia del san Paolo passa dalla Fiera

Il futuro è la trigenerazione, produrre più cose con la stessa materia

Attualità
Bari giovedì 18 settembre 2008
di Antonella Ardito
© BariLive.it

Un power park al San Paolo, un progetto non di centrale elettrica ma di distretto energetico per il quartiere: l’idea è patrocinata dall’Amgas spa che con lo stanziamento di 38 mila euro e la collaborazione del Dipartimento di Elettronica ed Elettrotenica (Dee) del Politecnico di Bari ha messo in piedi un mixi di sistemi per produrre corrente elettrica, riscaldare le case e gli uffici del quartiere e dotare nove bus dell’Amtab di idrogeno combustibile. L’idea è stata lanciata alla Fiera del Levante da Massimo La Scala, curatore del progetto con tre dottorandi, un’assegnista e un laureato triennale in ingegneria: “abbiamo studiato in un anno e mezzo per la componente urbanistica, verificati i vincoli paesaggistici per la vicinanza della lama Balice, con la convinzione che fornire energia a costi più contenuti è una variabile necessaria allo sviluppo”. Il parco è stato già idealmente posizionato tra l’aeroporto Karol Woityla e la cittadella della finanza, a pochi chilometri dalla metropolitana leggera e l’ospedale san Paolo: la trigenerazione, la possibilità di generare contemporaneamente calore, elettricità e freddo è la tecnologia che prenderebbe il 75% dei costi (servono 20 milioni di euro per realizzare il progetto), ma questa energia potrebbe essere convogliata anche nel complesso delle case Iacp. Il ritorno dell’investimento è previsto in 16 anni, a seconda di come si impostano le tariffe di rivendita dell’energia, ma quel che è certo nell’intento degli ingegneri progettisti è la ricaduta sociale dell’investimento sul territorio: “per ridurre le emissioni di CO2 questa è la strada – ha ricordato La Scala – altrimenti dovremmo solo convogliare i gas di scarico sotto terra, con il rischio di scoppiare”.

"Questa tipologia di parco energetico è stata già sperimentato nel Bronx e a Torino – ha ricordato Antonio Madaro, presidente di Amgas srl – e l’obiettivo primo è di ridurre le tariffe ma anche creare un centro direzionale con 600 metri quadri di celle fotovoltaiche che possa essere osservatorio e polo scientifico e di eccellenza, con un laboratorio per lo studio delle fonti rinnovabili, così da rendere Bari città leader nel mezzogiorno per la sperimentazione di nuove energie”.
“Nella sperimentazione sul campo - ha ricordato Luigi Mangialardi, prorettore del Politecnico di Bari - bisogna coniugare ricerca scientifica, razionalità economica e fantasia”.

Un plauso all’idea e arrivato da Michele Emiliano: “In fiera tutti presentano progetti, che poi non si realizzano. Noi invece questa cosa la vogliamo fare, perché crediamo nell’approccio scientifico come base della politica. Il Comune di Bari è nel consiglio di amministrazione del Politecnico, che è una parte dell'amministrazione comunale”. Il sindaco ha puntato sull’idea del cambiamento, sulla necessarietà di porre in atto azioni concrete per migliorare la qualità dell’aria, “cosa che è stata possibile grazie all’interazione tra due assessorati, quello all’ambiente e al traffico. Ma questo è il momento di convincere gli abitanti dei quartieri dove non va mai nessuno che c'è un desiderio di riequilibrio sociale che passa attraverso le eccellenze: il Cep è il quartiere dove si va avanti, non dove si va in affanno e si recupera. Noi non siamo incapaci fannulloni e mafiosi e vogliamo migliorare l'attrattiva economica del quartiere diminuendo il costo dell'energia”. Ma dove trovare i fondi per realizzare l’opera: “nel Piano Strategico, nella programmazione europea degli ultimi Por – ha ricordato il Sindaco - ma dobbiamo anche fare le cose anche con privati, come fatto con i 35 milioni di euro investiti dai privati nel centro direzionale del san Paolo. Noi vogliamo continuare a lavorare tra pubblico e privato, l’interazione è possibile e necessario”.  Terna e Gruppo Marcegaglia sono avvisate.

Lascia il tuo commento
commenti
I commenti degli utenti
  • Mr_Photoshop ha scritto il 20 settembre 2008 alle 13:29 :

    Mi riferivo al post un pò più in là! ------------------------------------- In zona Asi abbiamo voluto la centrale a turbogas – ha ricordato il Sindaco – dove l’energia costerà per le aziende la metà rispetto al resto d'Italia...continua in alto a destra! Rispondi a Mr_Photoshop

  • gianninicastro ha scritto il 19 settembre 2008 alle 16:25 :

    «Caro Mr_Photoshop, se avessi letto...». Non si capisce bene se tutta l'energia che serve sarà prodotta con il solare. 600 mq di pannelli mi sembrano pochi "per produrre corrente elettrica, riscaldare le case e gli uffici del quartiere" San Paolo. Per soddisfare i consumi energetici (termici ed elettrici) di un quartiere che è grande quanto un paese della provincia credo serva ben altro. Come produrranno -se si tratta di produzione- tutta quella energia, lo vorremmo sapere. Rispondi a gianninicastro

  • luanna ha scritto il 19 settembre 2008 alle 12:20 :

    Caro Mr_Photoshop, se avessi letto con attenzione l'articolo, ti saresti accorto che si tratta di produzione di energia solare, mediante celle fotovoltaiche...Non morirai certo per qualche pannello solare! Rispondi a luanna

  • Mr_Photoshop ha scritto il 18 settembre 2008 alle 22:35 :

    e si ,cosi' con i soldi risparmiati dalle bollette,li consumeremo in bare prestigiose! Ma la puglia ha propio bisogno di tutta questa energia?? Che bello,barattare la salute dei cittadini! Non Turbateci ! GRAZIE! Rispondi a Mr_Photoshop