Il fatto

«No al nuovo parcheggio di scambio in via Amendola», la petizione dei cittadini

Chiesto un incontro a Comune e Rfi: i promotori chiedono che l'area di sosta individuata nei pressi dell'Executive non sia parcheggio di scambio gomma/ferro, proponendo come alternativa quello della stazione Fse a Mungivacca

Attualità
Bari martedì 24 novembre 2020
di La Redazione
generico parcheggio
generico parcheggio © Jason Hawkes - Getty Images

Sono un migliaio i baresi che hanno firmato la petizione “Salviamo via Amendola” per manifestare contrarietà alla decisione del Comune di Bari di far confluire tutti i pullman e le auto, provenienti dalla SS100 e dalla tangenziale, nel nuovo mega parcheggio che sta per essere realizzato in via Amendola a servizio della nuova stazione RFI nei pressi del complesso "Executive Center", mega parcheggio che nelle intenzioni degli amministratori avrà la funzione di scambio traffico gomma/ferro.

«Via Amendola – si legge nella nota del Comitato cittadino - è malata da anni, una delle più trafficate d’Italia. È una delle principali porte d'ingresso della città ed è stata classificata al 6’ posto della classifica nazionale delle peggiori arterie viarie. La decisione del Comune e di RFI aggraverà la già critica congestione del traffico su via Amendola, che sarà ancor più caotico con il nuovo parcheggio di scambio: 600 posti auto-pullman, il più grande della città. Il Comune, con i lavori di allargamento di via Amendola, ha deciso di curare il sintomo ma non la causa. Via Amendola sarà forse più scorrevole, ma di sicuro circoleranno ancora più auto e pullman di prima. Si delinea uno scenario di traffico più soffocante di oggi. Apparentemente tutto il contrario di ciò che il Comune si era impegnato a fare con il PUMS (Piano Urbano Mobilità Sostenibile 2016 -2021): meno rumore, traffico, inquinamento, incidenti…».

I cittadini chiedono al Comune e a RFI «che il parcheggio "Executive" sia solo al servizio della nuova stazione RFI "Executive" ma non diventi parcheggio di scambio, e ciò al fine di alleggerire il traffico già insostenibile di via Amendola. Propongono infatti di far deviare i pullman e le auto, provenienti dalla SS100 e dalla tangenziale, al parcheggio comunale "IKEA" accanto alla stazione FSE di Mungivacca.Parcheggio già esistente e capiente appena prima dell'inizio di via Amendola e già ottimamente servito dalla rete viaria, che diventerebbe pertanto il parcheggio di scambio del traffico gomma/ferro. Abbandonato da anni, di fronte alla stazione della metropolitana leggera, aspetta solo di essere utilizzato. Si chiede al Comune di incentivare il parcheggio lì, appena fuori dalla tangenziale, con una politica di prezzi simile a quella dei park and ride: prezzo simbolico per metropolitana + parcheggio».

Al contempo il Comitato chiede «di ridurre drasticamente i posti previsti nel nuovo parcheggio "EXECUTIVE" di via Amendola e di disincentivarne la sosta con tariffe alte come quelle del centro murattiano: un parcheggio di sosta breve carico scarico. La nuova metropolitana di superficie che verrà realizzata con la "variante sud" da RFI è una occasione unica per decongestionare dal traffico Bari, in particolare su questo importante quartiere della città, a beneficio non soltanto dei residenti, ma soprattutto di chi proviene dalla SS100 e dalla tangenziale poiché si eviterebbe di imboccare una strada perennemente congestionata potendo preferirsi la nuova metropolitana che in pochi minuti consente di raggiungere il centro o, proseguendo, anche l’aeroporto cittadino».

«È sulla viabilità sostenibile che il Comune deve puntare per ridurre la circolazione delle auto, valorizzando la nuova metropolitana ed incentivando gli utenti per utilizzarla. Le migliaia di cittadini Baresi che manifestano la propria contrarietà al megaparcheggio di scambio in via Amendola chiedono al Comune e RFI un confronto in tempi brevi sull’argomento che porti all’accoglimento delle richieste contenute nel documento della petizione. Una non auspicabile mancata intesa porterà inevitabilmente ad una ulteriore mobilitazione di protesta in altre forme e sedi, anche giudiziarie; una manifestazione di deciso dissenso di tanti baresi per una causa di civiltà e qualità della vita che non può più restare disattesa».

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 24 novembre 2020 alle 13:41 :

    Come sempre le buone idee di scontrerranno con gli interessi immo biliari e saranno questi ultimi a vincere. Rispondi a Franco