Sanità

Policlinico di Bari, 41 i dipendenti precari stabilizzati

Il dg Migliore: “Riconosciamo esperienza e professionalità e rafforziamo l’organico nei reparti”

Attualità
Bari sabato 11 luglio 2020
di La Redazione
Il nuovo reparto di Medicina trasfusionale del Policlinico di Bari
Il nuovo reparto di Medicina trasfusionale del Policlinico di Bari © n.c.

Sono 41 i dipendenti precari del Policlinico di Bari che sono stati stabilizzati. L’azienda ospedaliero-universitaria ha adottato la delibera con cui dispone l’assunzione di 28 infermieri, 6 medici (specializzati in Cardiochirurgia pediatrica, Neonatologia, Ginecologia, Chirurgia vascolare e Medicina nucleare), 4 assistenti tecnici, 1 tecnico di radiologia medica, 1 collaboratore amministrativo e 1 biologo ai sensi della normativa vigente.

La legge ha l’obiettivo di superare il precariato e valorizzare la professionalità acquisita dal personale con contratto di lavoro a tempo determinato e nello specifico di fronteggiare la carenza di personale e garantire la continuità nell’erogazione dei livelli essenziali di assistenza.

I 41 che potranno ora firmare il contratto a tempo indeterminato sono risultati in possesso dei requisiti necessari per la stabilizzazione (tra cui almeno tre anni di servizio negli ultimi 8 anni presso amministrazioni del servizio sanitario nazionale) a seguito della ricognizione avviata dal Policlinico. Nei prossimi giorni infermieri, medici e tecnici saranno convocati dalla direzione generale per la sigla del nuovo contratto di lavoro.

Il personale dell’azienda si arricchisce così di nuove risorse e arriva a 4322 unità in organico. “Gli operatori sanitari possono vedere riconosciuti professionalità, impegno ed esperienza maturata negli anni – commenta il direttore generale del Policlinico di Bari, Giovanni Migliore - Con la firma dei contratti a tempo indeterminato diamo prospettive e futuro a chi per anni con passione e dedizione ha fatto sforzi e sacrifici.

Le nuove assunzioni, inoltre, serviranno a rafforzare l’organico nei reparti e garantire ai pazienti una migliore assistenza”.

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