Il provvedimento

Centri estivi: contributi per le strutture che accolgono bambini fragili e con disabilità

On line l'avviso: saranno ammesse le proposte progettuali dei soggetti promotori le cui attività siano svolte sul territorio comunale di Bari nel periodo compreso tra il 15 giugno e il prossimo 30 settembre

Attualità
Bari sabato 04 luglio 2020
di La Redazione
Palazzo di Città a Bari
Palazzo di Città a Bari © barilive

E' online sul sito istituzionale del Comune l’avviso finanziato con risorse ministeriali rivolto ai soggetti organizzatori di centri estivi e finalizzato a garantire loro un supporto economico per l’adeguamento delle strutture alle misure di prevenzione sanitaria e di mitigazione del rischio rappresentato dal Covid-19.

Il finanziamento, distribuito ai Comuni in base al decreto del Ministro per le Pari Opportunità e la Famiglia del 25 giugno scorso, prevede infatti interventi destinati ai centri estivi diurni, ai servizi socio-educativi territoriali e ai centri con funzione educativa e ricreativa in merito alle attività dei minori di età compresa fra i 3 e i 14 anni.

All’avviso saranno ammesse le proposte progettuali dei soggetti promotori le cui attività siano svolte sul territorio comunale di Bari nel periodo compreso tra il 15 giugno e il prossimo 30 settembre: pertanto i centri estivi partiti prima della pubblicazione del bando potranno chiedere il riconoscimento del contributo anche per il mese di giugno.

Al Comune di Bari è stata riservata una quota pari a 693.833,78 euro, che servirà anche a garantire la frequentazione dei centri estivi da parte di bambini residenti sul territorio comunale provenienti da situazioni familiari in condizioni di fragilità sociale e/o con disabilità. Il contributo previsto per ogni centro si compone di una quota fissa, pari a 2.500 euro, utile a porre in essere gli adeguamenti necessari a contrastare la diffusione del virus, come previsto dall’ordinanza n. 255 del presidente della Regione Puglia, e di un’altra che varierà in base al numero dei posti eventualmente messi a disposizione per i bambini e gli adolescenti provenienti da famiglie in difficoltà e/o con disabilità.

Le proposte finalizzate a ottenere la sola quota fissa saranno sottoposte alla verifica di conformità documentale da parte di una commissione nominata dall’amministrazione comunale. Stesso discorso per le proposte mirate a ottenere anche la quota variabile: sulla base dei punteggi assegnati a ciascuna proposta, la commissione assegnerà il contributo nel caso in cui questa abbia conseguito un punteggio superiore ai 50/100.

Per quanto riguarda la quota variabile, il Comune di Bari riconoscerà per ogni centro estivo valutato positivamente un contributo pari a:

-75 euro a settimana per ciascun bambino/adolescente in condizioni di fragilità, fino ad un massimo di 8 settimane e la soglia limite di 600 euro

-150 euro a settimana per ciascun bambino/adolescente con disabilità, fino ad un massimo di 8 settimane e la soglia limite di 1.200 euro.

“Con questo avviso - commenta Paola Romano - vogliamo sostenere tutte le realtà della nostra città che organizzano centri estivi per i bambini dai 3 ai 14 anni: oratori, scuole, centri sportivi, associazioni e tanto altro che storicamente, qui a Bari, danno la possibilità ai minori di vivere esperienze di gioco e apprendimento, aiutando al contempo i genitori a conciliare la loro vita lavorativa con quella familiare. Dopo il lockdown a Bari circa 30.000 bambini e ragazzi tra i 3 e i 14 anni non hanno potuto frequentare la scuola in presenza, ma solo online: ora abbiamo il dovere di restituire a tutti loro un momento di socialità, ben sapendo che le difficoltà sono tantissime dato che le prescrizioni indicate dalla normativa anti-Covid hanno determinato un aumento dei costi e che molte famiglie hanno subito una diminuzione dei loro redditi. Quindi, tramite questo avviso, da un lato vogliamo sostenere i centri estivi con un contributo economico che li aiuti a sostenere le spese per l’apertura, dall’altro intendiamo aiutare maggiormente quelle realtà che accoglieranno gratuitamente nella loro struttura minori provenienti da famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 20.000 euro e bambini con disabilità a prescindere dal reddito, perché più di altri hanno patito il periodo di isolamento. In quest’ultimo caso, accanto al contributo per l’apertura, prevediamo di pagare 15 o 30 euro al giorno per ogni bambino, proprio per offrire un servizio gratuito alle loro famiglie”.

“Stiamo cercando di sostenere le realtà sportive della nostra città - dichiara l’assessore allo Sport Pietro Petruzzelli - perché svolgono un ruolo importante nella conciliazione dei tempi vita/lavoro delle famiglie e contribuiscono alla crescita umana e allo sviluppo sano delle bambine e dei bambini. Le attività dei centri estivi, peraltro, costituiscono un momento importante nella loro vita e possono anche diventare l’occasione per avvicinarli a nuove discipline sportive”.

“Dopo un lungo periodo di isolamento domestico che ha segnato i bambini sotto il profilo psicologico ed emotivo - sottolinea l’assessora al Welfare Francesca Bottalico - il nostro obiettivo è far sì che in tanti possano svolgere attività all’aperto, al di fuori delle mura domestiche e con i loro coetanei, sebbene distanziati, godendo di momenti divertenti e collettivi. Un’attenzione particolare la meritano tutti quei bambini dai bisogni speciali che hanno sofferto più degli altri durante il lockdown. Accanto alle attività dei centri estivi saranno organizzate altre iniziative gratuite rivolte ai minori più fragili che presenteremo a breve”.

“In molti casi le bambine e i bambini coinvolti nelle attività di intrattenimento culturale proposte nei centri estivi saranno seguiti da associazioni o soggetti iscritti all’Albo comunale degli operatori culturali, gli stessi cui si rivolgono i bandi dell’assessorato alle Culture, a riprova della trasversalità del concetto di cultura, che nella vita reale delle persone incrocia molteplici contesti - osserva l’assessora alle Culture Ines Pierucci -. Con questo avviso, dunque, sosteniamo indirettamente anche l’attività degli operatori culturali che molto spesso si vedono costretti a diversificare i propri ambiti di intervento per garantire continuità, anche economica, alla propria attività”.

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