«Essere poliziotti, essere attivisti del SIAP significa anche questo: sentire propri i dolori e le sofferenze di tutti»

Il SIAP al fianco dei colleghi poliziotti delle regioni più colpite dall'emergenza covid-19

«Ogni giorno ci sediamo ad aspettare il “bollettino di guerra” delle 18 e ci sembra di vivere le sensazioni di chi ascoltava Radio Londra durante la seconda guerra mondiale»

Attualità
Bari lunedì 23 marzo 2020
di La Redazione
SIAP Bari
SIAP Bari © n.c.

Il Segretario Generale Regionale del SIAP (Sindacato Italiano Appartenenti Polizia) Francesco Tiani e i referenti provinciali scrivono ai colleghi delle segreterie regionali e provinciali di tutta Italia e in particolare a quelle della Lombardia, Emilia, Romagna, Veneto e Piemonte:

«Cari Colleghi, Cari Amici, Cari fratelli,
È fortissimo in noi il ricordo ed il sentimento che ci ha sempre legato, che è stato il tessuto connettore che ci ha sempre tenuto uniti e fatto del SIAP una cosa sola, una sola struttura, un solo cuore, da Nord a Sud, da Est a Ovest. Non c’è stato un solo giorno durante questa terribile escalation in cui non avremmo voluto starvi accanto, condividere con VOI ogni difficoltà, ogni sacrificio. Quando ancora forse i media tentennavano, dalla vostra viva voce sentivamo la verità e tutto il dolore che questa portava. Essere poliziotti, essere attivisti del SIAP significa anche questo: sentire propri i dolori e le sofferenze di tutti.

Ogni giorno ci sediamo ad aspettare il “bollettino di guerra” delle 18 e ci sembra di vivere le sensazioni di chi ascoltava Radio Londra durante la seconda guerra mondiale. Tutti abbiamo il nemico alle porte, la nostra stessa regione, che pur non ha un apparato sanitario adeguato a reggere l’urto dei contagi, comincia ad annoverare i primi morti ed i primi intubati nelle pochissime sale rianimazione. Da infermieri e medici abbiamo udito il grido disperato della mancanza di presidi sanitari e infinite difficoltà sulle quali non resteremo di certo silenti ed inoperosi. A loro la nostra solidarietà assoluta e vicinanza.

Tuttavia il nostro cuore non smette mai di stare con voi. Pensiamo ai vostri cari, alle loro paure, ai loro dolori, alla vostra paura di portare la malattia a casa, ai chi tra noi o i nostri familiari non ce la fa più o non ce l’ha fatta. È davvero il tempo di “stringiamoci a coorte”.

Vi siamo vicini fratelli nostri! Resisteremo tutti insieme e alla fine tutti insieme prevarremo!»

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