Alimentazione

Menù vegano in mense di scuole ed aziende: la richiesta delle associazioni alla Regione

L'iniziativa di Sindacato Autonomo di Polizia di Bari, LAV, Animal Law, ENPA, per inserire l’opzione vegana nella ristorazione collettiva scolastica ed aziendale

Attualità
Bari martedì 26 novembre 2019
di La Redazione
Un piatto vegano
Un piatto vegano © n.c.

Una richiesta congiunta è stata rivolta al Presidente della Regione Puglia e al Prefetto di Bari, da parte del Sindacato Autonomo di Polizia di Bari, LAV, Animal Law, ENPA, per inserire l’opzione vegana nella ristorazione collettiva scolastica ed aziendale.

«Nel nostro Paese - si legge in una nota delle asscoiazioni - sono sempre in aumento le persone che scelgono di optare sia in modo fisso che occasionale, per l’alimentazione 100% vegetale. Secondo il 31° Rapporto Italia 2019, pubblicato all'inizio dell'anno da Eurispes, l'1,9% della popolazione sceglie di mangiare vegano (+1% rispetto al 2018, mentre insieme i vegetariani e i vegani sono il 7,3%).

Tenuti presenti i vantaggi – verificati da una moltitudine di studi e dai principali Istituti Scientifici - in termini di prevenzione e tutela della salute che un’equilibrata alimentazione a base vegetale procura e vista la recentissima attenzione sull’impatto ambientale del cibo e degli allevamenti in risposta all’allerta sui cambiamenti climatici lanciata dall’IPCC e dai Governi, il Sindacato Autonomo di Polizia di Bari, LAV, Animal Law, ENPA, hanno scritto al Presidente Emiliano e al Prefetto di Bari affinché i servizi di somministrazione dei pasti appaltati a livello regionale e provinciale possano rispettare le scelte etiche, salutistiche e ambientali degli studenti e dei lavoratori. In particolare un menù che comprenda opzioni vegane sarebbe fruibile anche dai vegetariani e dalle persone che soffrono di determinate patologie e rispetterebbe anche orientamenti etici e religiosi che sono sempre più diffusi sul territorio.

Sul piano economico, poi, gli eventuali maggiori costi di un’alimentazione a base vegetale sarebbero ampiamente compensati dalla riduzione delle patologie cardiovascolari, epatiche e neoplastiche, le cui cure incidono pesantemente sulla spesa sanitaria pubblica».

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