La nota

Legge contro l’omofobia e la transfobia, Emiliano: «Ci sono sensibilità diverse su questo tema»

La nota del presidente della Regione Puglia dopo la presa di posizione del coordinanmento del Bari Pride

Attualità
Bari lunedì 17 giugno 2019
di La Redazione
Emiliano a New York
Emiliano a New York © n.c.

Il disegno di legge contro l’omofobia e la transfobia è uno dei principali punti del nostro programma. L’obiettivo è prevenire e contrastare le discriminazioni e le violenze determinate da orientamento sessuale, identità di genere e condizioni intersessuali". Lo ha dichiarato il presidente della Regione Michele Emiliano. Stamattina il coordinamento del Bari Pride aveva annunciato di aver rifiutato il patrocinio morale della Regione Puglia, colpevole di aver sacrificato una importante legge civile per ragioni di opportunismo politico. E l'associazione barese di cultura e politica "La Giusta Causa" ha chiesto che la Regione approvi entro l'estate la legge regionale contro l’omofobia e la transfobia.

"Un disegno di legge - continua Emiliano - scritto dal basso con le associazioni che ho fortemente voluto, tant’è che porta la mia firma, approvato dalla Giunta regionale il 14 novembre 2017. Sapevo fin dall’inizio che non sarebbe stato semplice far approvare questa legge dal Consiglio. Lo sapevo perché le stesse identiche difficoltà le ho trovate in passato da Sindaco di Bari quando abbiamo istituito il registro delle unioni civili e quando abbiamo creato l’ufficio LGBTQI, secondo in Italia dopo Torino. Ma questa consapevolezza non mi ha mai scoraggiato dall’intraprendere questo percorso.

Al Comune riuscimmo a realizzare questi obiettivi senza passare dall’Aula, perché anche allora le forze politiche di maggioranza si spaccarono, e trovammo la strada amministrativa per firmare come Sindaco e come Giunta gli atti necessari. Questa volta il passaggio dall’assemblea legislativa è inevitabile, non basta l’indirizzo politico della Giunta. Chi ha interesse solo al proprio piccolo tornaconto (a proposito di opportunismo politico) specula facendo passare il messaggio che l’approvazione della legge dipende solo dal presidente, ma non è cosi. La verità è che ci sono sensibilità diverse su questo tema e che il percorso culturale che la legge propone comincia proprio dal trovare una maggioranza in Consiglio intorno a questa proposta. Non perdo occasione (l’ultima in ordine di tempo pochi giorni fa nel corso dell’evento Mano a mano) per richiamare l’attenzione pubblica sull’importanza di questa legge. E non si contano le volte che ho dialogato con i consiglieri regionali, anche alla presenza del mondo cattolico e delle associazioni delle famiglie, per spiegare e difendere le nostre ragioni. Continuerò a fare questo lavoro di dialogo e di inclusione finché non otterremo il risultato, come ho sempre fatto ogni volta che ho preso un impegno con la comunità.

Ultima precisazione: il patrocinio della Regione Puglia è stato richiesto per iscritto dagli organizzatori del Bari Pride il 31 maggio. Ed è stato dato come risposta a una loro richiesta. Mi permetto di dire agli organizzatori che ogni grande risultato si raggiunge unendo le forze e non dividendosi. E che comunque la pensiate sono al fianco della comunità LGBT, come la mia storia testimonia, con le parole e con i fatti. Ci sono stato, ci sono e ci sarò sempre, nei momenti di festa e di orgoglio, così come nei momenti del dolore e delle difficoltà. E ci sono con tutte le mie forze in questo cammino per approvare la legge regionale”.
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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 17 giugno 2019 alle 21:48 :

    Spero che "Giusta causa" che notoriamente persegue l'obiettivo di impedire la ricandidatura di Emiliano alle prossime elezioni regionali del 2020, non voglia cogliere questa occasione della legge sulla discriminazione per alzare il tono dello scontro. Diciamo così che i pugliesi hanno altre priorità. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 17 giugno 2019 alle 21:41 :

    Bene a questo punto sarebbe molto interessante sapere a quanto ammonta o meglio sarebbe ammontata questa famosa "sponsorizzazione" del Pride da parte della Regione Puglia, che viene alla luce solo grazie alla polemica sulla legge contro l'omo-bis-trans-etc-fobia. Quanto denaro pubblico ricevono gli organizzatori del Pride e come questo denaro viene utilizzato? I figuranti che suonano e ballano al corteo vengono dunque pagati? Sono attori pagati e non manifestanti? Qualcuno chiarisca. Rispondi a Franco