Il fatto

Figlio di due donne, giudice: «Valido atto fatto dal Comune di Bari»

Il Viminale si era opposto alla trascrizione dell'atto di nascita di un bambino figlio di una inglese e di una italiana sostenendo che "la cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, per nascita", da italiani

Attualità
Bari mercoledì 22 maggio 2019
di La Redazione
Tribunale
Tribunale © n. c.

È valida la trascrizione dell'atto di nascita di un bambino figlio di due donne, una inglese e una italiana, fatta dal Comune di Bari circa due anni fa e finita in contenzioso giudiziario.

Il Tribunale ha dichiarato "l'estinzione del procedimento" dopo la rinuncia della Procura che aveva impugnato l'atto. E ha ritenuto che il Ministero dell'Interno "non può pretendere la prosecuzione del giudizio" e "non può considerarsi legittimato all'azione di rettificazione degli atti dello stato civile".

Il Comune ha difeso la validità della trascrizione, come l'avvocatura per i diritti Lgbti.

La Procura aveva revocato la richiesta di cancellare l'atto dopo aver accertato la trascrizione in Italia dell'unione civile contratta all'estero.

Il Viminale si era opposto sostenendo che "la cittadinanza italiana si acquista iure sanguinis, per nascita", da italiani: un bambino nato all'estero da madre britannica per il Ministero non può ottenere così la cittadinanza.

Oggi il Tribunale ha estinto non entrando nel merito

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 22 maggio 2019 alle 19:07 :

    Per chiarire meglio la vicenda, il bambino è figlio biologico della donna inglese e alla nascita venne dichiarato e registrato in Inghilterra, come figlio di coppia omosessuale. Al Comune di Bari, tramite Ambasciata, giunse richiesta di trascrizione per ottenere la cittadinanza italiana, quella seconda "madre". Il Comune tramite il suo legale ha ritenenuto prevalente un generico nteresse del minore. Ma la vicenda può essere letta come un escamotage della coppia, dato che in Italia la fecondazione di quel tipo è vietata. Si ricorre ad una adozione del figlio di una delle due. Ma ancora una volta il Tribunale pur decidendo non ha dato risposte esaurienti. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 22 maggio 2019 alle 14:50 :

    Una sentenza in punta di fioretto che dimostra quanto peso abbiano le lotte per i cosiddetti diritti civili sull'interpretazione delle norme. Anche se qui non vedo neppure una interpretazione. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 22 maggio 2019 alle 14:47 :

    Infatti il Tribunale non è entrato nel merito e quindi non è chiaro a nessuno come si risolva la vicenda. Se una cittadina britannica possa iscrivere all'anagrafe suo figlio in Italia. In realtà la corsia preferenziale pare giustificata solo dal fatto che si tratti di 2 madri. L'Anagrafe di Bari si è posta in contrasto con le tesi del Ministero dell'Interno per pura propaganda, sostenuta (e a sostegno) dalle rivendicazioni Lgbt. Rispondi a Franco