Diritti e lavoro

“Ricercatori Determinati”: mobilitazione generale delle università baresi

Domani i “funerali” dell’Istruzione e della Ricerca pubblica al Politecnico

Attualità
Bari mercoledì 05 dicembre 2018
di La Redazione
I funerali dell'Università e della Ricerca
I funerali dell'Università e della Ricerca © n.c.

I “funerali” dell’Istruzione e della Ricerca pubblica: lo celebreranno domani, alle ore 12, presso l’atrio coperto del Politecnico “Campus Ernesto Quagliariello” i ricercatori e le ricercatrici che sono in mobilitazione.

«Siamo dottorande/i, assegniste/i di ricerca, borsiste/i, collaboratrici/collaboratori a progetto, ricercatrici/ricercatori a tempo determinato - scrivono nel loro appello - che si sono riuniti sui contenuti del documento “Ricercatori determinati: Perché noi no? Stesso lavoro, stessi diritti” e stanno dando vita al movimento “Ricercatori determinati”.

Chiediamo in particolare, un piano straordinario di assunzioni e una riforma del pre-ruolo che consentano almeno di recuperare nei prossimi quattro anni i circa 20.000 posti di ricercatori e docenti strutturati persi dal sistema nazionale universitario negli ultimi 10 anni.

I ricercatori precari rappresentano oggi la maggioranza del personale che permette il “normale” funzionamento delle università. Investire sul nostro futuro significa Investire sul futuro del Paese.

Dopo diverse iniziative negli atenei, nell’assemblea nazionale tenutasi a Roma il 17 novembre u.s., abbiamo lanciato un appello alle studentesse e agli studenti, ai docenti associati e ordinari, al personale tecnico amministrativo e bibliotecario strutturato e precario ad una mobilitazione generale in tutti gli atenei nella prima settimana di dicembre ed in particolare nella giornata di giovedì 6 dicembre, attraverso forme simboliche di protesta, flash mob, lezioni in piazza, assemblee permanenti, per sfociare venerdì 14 dicembre, nelle ore decisive della discussione della Legge di Stabilità 2019, in una manifestazione nazionale a Roma per:

  • rivendicare il diritto universale allo studio;
  • il riconoscimento e la valorizzazione delle professionalità che operano negli atenei;
  • lo stanziamento di risorse adeguate per il rinnovo del CCNL “Istruzione e Ricerca”;
  • per la stabilizzazione dei precari ed un reclutamento ordinato e ciclico che porti fuori dal perenne stato di emergenza il sistema universitario pubblico italiano;
  • il superamento dello scellerato sistema dei punti organico che penalizza le categorie più deboli, i ricercatori precari e il personale tecnico amministrativo e bibliotecario;
  • fermare l’esternalizzazione e la privatizzazione dei servizi.

L’UNIVERSITÀ È UN BENE COMUNE!

Facciamo appello a TUTTA LA COMUNITÀ ACCADEMICA BARESE a mobilitarsi giovedì 6 dicembre p.v., partecipando ai “funerali” dell’Università Pubblica, destinata a morire per colpa di una legge di Bilancio che prevede ancora una volta risorse risibili! Le risorse attualmente destinate all'università sono totalmente insufficienti e i criteri di ripartizione premiale dei fondi, a discapito di quello ordinario, sfavoriscono ancor di più gli atenei del Mezzogiorno e più in generale le categorie più deboli dell’università che sono quindi destinate a soccombere.

Occorre che nella manovra 2019 si torni ad investire in Università e Ricerca come non hanno mai smesso di fare i Paesi europei che hanno, anche per questo, subito meno la crisi economica.

Per queste ragioni, giovedì 6 dicembre manifesteremo a Bari, come in tutte le altre sedi universitarie Italiane, per poi unirci venerdì 14 dicembre in una manifestazione nazionale a Roma, proprio in occasione delle ore decisive per la discussione della Legge di Bilancio 2019.

Siamo determinate e determinati a proseguire le nostre rivendicazioni ad oltranza, fino a quando non sarà invertita la rotta delle politiche su Università e Ricerca del Paese».
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