Dal Vaticano

Cattolici in campo contro il razzismo, sostegno del card. Parolin all'appello di "Cercasi un fine"

Parole di apprezzamento da parte del segretario di Stato vaticano all’appello lanciato lo scorso 14 luglio dall’associazione pugliese e da tanti altri presbiteri e laici

Attualità
Bari mercoledì 21 novembre 2018
di La Redazione
Il cardinale Pietro Parolin
Il cardinale Pietro Parolin © n.c.

Parole di apprezzamento e di sostegno da parte del cardinale Pietro Parolin – segretario di Stato vaticano – all’appello lanciato lo scorso 14 luglio dall’associazione pugliese “Cercasi un fine” e da tanti altri presbiteri e laici, indirizzato al cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, e ai vescovi italiani, affinché si impegnino nelle loro diocesi contro il dilagare della cultura intollerante, xenofoba e razzista.

«Continuiamo a lavorare animati dal Magistero di Papa Francesco e senza scoraggiarci, per diffondere una cultura dell'uguaglianza» ha scritto Parolin in un messaggio.

Il cardinale, tra l’altro, il 6 dicembre sarà a Bari per celebrare l’eucarestia in basilica insieme all’arcivescovo di Bari, Francesco Cacucci, in occasione della solennità di San Nicola.

Nella missiva inviata tra gli altri al sacerdote pugliese don Rocco D'Ambrosio, datata 17 ottobre, il cardinale Parolin ringrazia i promotori dell'appello «per avermi reso partecipe della vostra iniziativa a nome della Caritas di Novara e dell'Associazione 'Cercasi un Fine' di Bari».

Cercasi un fine” è insieme un periodico e un’associazione fondata nel 2008 (con attività che risalgono a partire dal 2002) e una rete di scuole di formazione politica a carattere nazionale. Vi partecipano credenti cristiani e donne e uomini di diverse culture e religioni, accomunati dall’impegno per una “società più giusta, pacifica e bella”.

L'appello, a tutt'oggi, ha raccolto 1.158 firme.

A distanza di quattro mesi dal lancio, e anche se la raccolta firme è stata chiusa il 26 luglio, la lettera alla Cei e a tutti i vescovi contro il dilagare del razzismo e della xenofobia continua a veder aumentare le sottoscrizioni di sacerdoti, religiosi e religiose, laici, docenti, operatori pastorali.

"Cresce sempre più una cultura con marcati elementi di rifiuto, paura degli stranieri, razzismo, xenofobia; cultura avallata e diffusa persino da rappresentanti di istituzioni", vi si legge. "In questo contesto sono diversi a pensare che è possibile essere cristiani e, al tempo stesso, rifiutare o maltrattare gli immigrati, denigrare chi ha meno o chi viene da lontano, sfruttare il loro lavoro ed emarginarli in contesti degradati e degradanti - prosegue il testo -. Non mancano, inoltre, le strumentalizzazioni della fede cristiana con l'uso di simboli religiosi come il crocifisso o il rosario o versetti della Scrittura, a volte blasfemo o offensivo".

"I recenti richiami (...) al tema dell'accoglienza sono il punto di partenza; ma restano ancora poche le voci di Pastori che ricordano profeticamente cosa vuol dire essere fedeli al Signore nel nostro contesto culturale, iniziando dall'inconciliabilità profonda tra razzismo e cristianesimo", sottolinea ancora la lettera. "Un vostro intervento, in materia, chiaro e in sintonia con il magistero di papa Francesco - aggiunge -, potrebbe servire a dissipare i dubbi e a chiarire da che parte il cristiano deve essere, sempre e comunque, come il Vangelo ricorda".

All’appello dei cattolici italiani la Conferenza Episcopale non ha mai risposto ufficialmente, anche se nelle settimane successive alla lettera ha emanato un messaggio incentrato sui valori dell'accoglienza dei migranti.

Lo hanno fatto invece singoli vescovi - tra cui quello di Modena-Nonantola, mons. Erio Castellucci, e di Bologna mons. Matteo Zuppi -, con risposte di apprezzamento e sostanziale condivisione dell'assunto di fondo, secondo cui oltre all'accoglienza delle persone bisogna affrontare il razzismo e le visioni xenofobe che si diffondono nella società, parlandone quindi con parole chiare anche nelle omelie, nelle catechesi.

Altri presuli hanno risposto in via privata, preferendo non comparire con il proprio nome. Ora l'incoraggiamento che proviene direttamente dal Vaticano, e che fa preciso riferimento al "Magistero di Papa Francesco" sullo spinoso tema, non è un 'imprimatur' di poco conto.

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I commenti degli utenti
  • Franco ha scritto il 21 novembre 2018 alle 13:35 :

    Dunque se ho capito bene l'appello non è di Parolin ma di questa associazione Cercasi un fine, che sta promuovendo una sua idea sociale, che può essere discussa. Rispondi a Franco