La protesta

«Vere scuole sicure sono quelle che non crollano addosso»

10mila studenti pugliesi oggi in piazza per rivendicare il diritto a un’istruzione gratuita e di qualità

Attualità
Bari venerdì 12 ottobre 2018
di La Redazione
Studenti baresi oggi in piazza
Studenti baresi oggi in piazza © n.c.

Oggi, 12 ottobre, in tutte le province pugliesi 10mila studenti pugliesi sono scesi in piazza per rivendicare il diritto a un’istruzione gratuita e di qualità, a un sistema di diritto allo studio efficiente, per un’alternanza scuola-lavoro realmente formativa e che non si traduca in ore di sfruttamento da parte delle aziende ospitanti, per la costruzione di una carta di cittadinanza studentesca per i soggetti in formazione.

«Da tempo denunciamo le falle del sistema di diritto allo studio regionale: il governo Emiliano continua a dire di considerare il diritto allo studio come una priorità del proprio mandato ma, ad oggi, ancora molto poco è stato fatto in questo senso nonostante le opportunità avute in questi anni» denuncia Davide Lavermicocca, coordinatore dell’Unione degli Studenti Puglia. «Abbiamo inondato le piazze pugliesi per pretendere il finanziamento della Legge regionale per il diritto allo studio (L.Reg. 31/2009) che prevede numerose forme di welfare per gli studenti e le studentesse delle scuole superiori, per contestare il decreto "scuole sicure" del ministro Salvini attraverso il quale, con 2,5 milioni di euro, si finanzia l'acquisto di maggiori telecamere di videosorveglianza e assunzioni di nuovo personale di polizia. Le vere scuole sicure sono quelle che non ci crollano addosso. Basta promesse e slogan sulla nostra pelle, i soldi ci sono, ciò che manca è la volontà politica del presidente Michele Emiliano e dell’assessore Sebastiano Leo: da oggi siamo in stato di agitazione permanente in tutto il paese»

«È necessario che la Regione Puglia riconosca i “soggetti in formazione” come soggetti attivi e fondamentali nelle politiche di sviluppo regionale. Chiediamo che sostenga azioni volte a rendere effettivo il diritto allo studio e all’apprendimento per tutta la vita, promuovendo interventi atti a rimuovere ostacoli alla piena fruizione del diritto stesso, rendendo effettivo per tutti il diritto di accedere ai più alti gradi di istruzione e formazione» aggiunge Sara Acquaviva, coordinatrice Rete della Conoscenza Puglia. «Chiediamo che la Regione promuova e supporti una Carta di cittadinanza attraverso la quale si permetta a tutti i soggetti iscritti ai percorsi di formazione secondaria, professionale, universitaria, Its o Afam, all’interno della Regione Puglia, a prescindere dalla propria città di residenza, di poter accedere a servizi che gli permettano di vivere la propria città come protagonista e non come ospite (dai trasporti al monitoraggio dei canoni di locazione, dall’accesso ai luoghi della cultura ai posti alloggio per i borsisti Adisu).

Oggi abbiamo lasciato simbolicamente una riproduzione della nostra proposta di Carta di cittadinanza studentesca sotto la sede del Consiglio Regionale pugliese per richiedere un'immediata approvazione di questa misura. È inaccettabile che la politica continui a non farsi carico dei nostri bisogni e delle nostre istanze: in questa Regione serve una scossa»

«Ogni anno ci confrontiamo con i problemi legati alla qualità delle strutture delle scuole che viviamo ogni giorno» dichiara Matilda Bruno, coordinatrice dell’UdS Bari. «Non solo manca la sicurezza basilare per frequentarle, ma il Comune non si interessa neanche di capirne lo stato: è per questo che abbiamo chiesto l’istituzione di un osservatorio cittadino per l’edilizia e un tavolo per capire come intervenire con un piano di finanziamenti ed interventi strutturali per le scuole».

Continua Bruno: «Le nostre richieste non si fermano: le segnalazioni di molte famiglie ogni nuovo anno scolastico solo preoccupanti, i prezzi dei libri crescono e spesso molti studenti sono costretti a studiare attraverso fotocopie o soluzioni di fortuna: chiediamo il comodato d’uso gratuito per tutte e tutti. Inoltre a un anno dalle denunce sull’alternanza scuola-lavoro non abbiamo interrotto il lavoro di mappatura delle condizioni di svolgimento dello stesso: per arginare abusi e sfruttamento chiediamo l’istituzione dello Statuto e del Codice etico in alternanza».

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