Il caso

Palazzo di Giustizia, Italia in Comune: «Il governo fa scaricabarile»

I sindaci del movimento politico commentano la vicenda di via Nazariatz

Attualità
Bari domenica 26 agosto 2018
di La Redazione
Le tende allestite nel parcheggio del Palazzo di Giustizia in via Nazariantz
Le tende allestite nel parcheggio del Palazzo di Giustizia in via Nazariantz © n.c.

Si stringono intorno al collega Decaro, i sindaci di Italia in Comune di terra di Bari sulla questione Palazzo di Giustizia.

Il palazzo di via Nazariatz è stato dichiarato inagibile lo scorso giugno. Entro il 30 agosto, l’edificio deve essere sgomberato definitivamente ma, commenta Italia in Comune, «a qualche giorno da questa data, ancora non si hanno indicazioni dal governo. Il primo cittadino di Bari attendeva un cenno dal ministro della Giustizia per concordare un eventuale proroga della chiusura delle sedi. È arrivato, invece, un comunicato stampa che suona come uno ‘scaricabarile’ per il sindaco del capoluogo».

«Nulla di che stupirsi, purtroppo - la sconsolata dichiarazione di sindaco Tommaso Depalma di Giovinazzo -. Non è forse la medesima cosa che il governo sta facendo in tema di infrastrutture? Ai sindaci vengono scaricate competenze che non hanno o per le quali, in ogni caso, mancano le risorse per mettere a completamento le opere». Il sindaco di Giovinazzo si riferisce alla nota inviata a tutti i sindaci di Puglia da parte del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti in cui si chiedeva di comunicare, entro la data del 30 agosto, tutti gli interventi necessari a rimuovere le condizioni di rischio riscontrate nelle opere infrastrutturali del territorio di competenza. «Una valutazione - ha continuato Depalma -delicatissima se si tiene conto che occorre, ovviamente, corredare la documentazione con sopralluoghi, verbali, perizie tecniche e una richiesta che, ‘guardacaso’, arriva all’indomani dei tristi fatti di cronaca nazionali. Nonostante ciò, per quanto riguarda il nostro Comune, Giovinazzo ha inviato le segnalazioni su punti e waterfront (lungomare, ndt) su cui occorrono interventi di messa in sicurezza, ma ora chiediamo: dove sono i fondi per fare le opere? Quel che appare da queste situazioni è il vuoto di questo Governo che, sulle grandi questioni, non fa altro che rispedire ai sindaci la ‘patata bollente’. Sta accadendo a Bari su Palagiustizia e in tutti i comuni su altre grandi opere».

«Un sindaco deve, per competenza, stabilire se un immobile è agibile o meno. Non può, invece, liberamente decidere di prorogare i termini stabiliti per lo sgombero, a meno che la richiesta in tal senso non venga sollevata proprio dal Ministero di competenza o dal proprietario dell’immobile - è il commento del sindaco Giuseppe Nitti di Casamassima, avvocato penalista che esercita proprio a Bari -. Come sempre, ci sono diversi interessi da contemperare: da una parte l’incolumità pubblica da tutelare, dall’altra, la prosecuzione dei processi ed, in generale, dell’attività giudiziaria». «Bisogna trovare una soluzione di buon senso in tempi brevissimi e che non sia di ostacolo alla regolare celebrazione delle udienze. Far girare quotidianamente magistrati e avvocati tra un palazzo e l'altro è assolutamente da scongiurare», aggiunge.

«Assurdo», il commento anche dei sindaci delle vicine Mola di Bari e Bitonto. Per Giuseppe Colonna e Michele Abbaticchio «anche se la questione non tocca in maniera diretta le nostre comunità, siamo sconcertati dal comportamento posto in essere dal ministro: è assolutamente inaccettabile che il sindaco sia, ancora una volta, individuato come l’autorità sulla quale far ricadere ogni tipo di responsabilità. Siamo stanchi di questo atteggiamento. Oggi tocca a Decaro su Palagiustizia, ogni giorno tocca a ciascuno di noi su una miriade di altre questioni su cui le Istituzioni sovraordinate devono fornire risposte e strumenti, non giustificazioni e scappatoie.


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