In occasione del 44° anniversario dell’omicidio

Benedetto Petrone, Decaro: «Sotto questa lapide si rinnova lo spirito antifascista di Bari»

Questa mattina l’amministrazione comunale, insieme  ai familiari di Petrone, ai rappresentanti del Comitato XXVIII Novembre e a tanti cittadini, ha ricordato il giovane militante comunista ucciso da una squadraccia fascista

Attualità
Bari domenica 28 novembre 2021
di La Redazione
Benedetto Petrone, Decaro: «Sotto questa lapide si rinnova lo spirito antifascista di Bari»
Benedetto Petrone, Decaro: «Sotto questa lapide si rinnova lo spirito antifascista di Bari» © n.c.

Questa mattina, in occasione del 44° anniversario dell’omicidio di Benedetto Petrone, l’amministrazione comunale, insieme  ai familiari di Benedetto Petrone, ai rappresentanti del Comitato XXVIII Novembre e a tanti cittadini, ha ricordato il giovane militante comunista ucciso da una squadraccia fascista con la deposizione di una corona di fiori in via Benedetto Petrone e, a seguire, di un’altra presso la lapide in piazza Libertà. Alla cerimonia è intervenuto il sindaco Antonio Decaro: “Ogni anno ci ritroviamo qui oggi per ricordare la morte di Benedetto Petrone e la ferocia con cui questo giovane barese fu ammazzato per strada. In realtà però, giornate come questa ci permettono di ricordarne la vita e la forza delle sue idee. Ogni volta che ci ritroviamo riuniti sotto questa lapide si rinnova lo spirito antifascista della città di Bari che coltiviamo anche attraverso momenti come questo. Essere qui oggi, in piazza della Libertà, significa onorare il sacrificio di Benny Petrone, che attraverso la sua militanza difendeva proprio quella libertà e quella democrazia, che in quegli anni di furore ideologico era forse ancora troppo fragile. Questo luogo e questa storia sono parte della memoria antifascista della nostra città, un patrimonio che non dobbiamo limitarci a custodire come un simulacro del passato ma come un corpo vivo da nutrire e alimentare con la forza delle nostre azioni quotidiane, politiche e civili, affinché il ricordo sia il nostro vaccino contro chi vuole negare quella storia e riproporre oggi pratiche e parole che il nostro Paese ha rifiutato nettamente tanto tempo fa”. 

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