La replica

Stop pubblicazioni Gazzetta del Mezzogiorno, Ledi: "Scelta amara e dolorosa, ma inevitabile"

In una nota l'azienda, che negli ultimi sei mesi ha editato il giornale, ricostruisce la vicenda e spiega le ragioni che hanno portato alla sospensione delle pubblicazioni a partire dal 2 agosto

Attualità
Bari martedì 03 agosto 2021
di La Redazione
Gazzetta del Mezzogiorno
Gazzetta del Mezzogiorno © Nc

"Né «grave»  né «incomprensibile» la scelta della Ledi srl di restituire la Gazzetta del Mezzogiorno alla Mediterranea spa, alla scadenza dell'affitto della testata, il 31 luglio scorso. Semmai una scelta amara e dolorosa, ma inevitabile visto che gli stessi curatori fallimentari di Mediterranea, il dottor Rosario Marra e l'avvocato Paola Merico, avevano comunicato alla Ledi la disdetta del contratto a partire dall'1 agosto 2021".

Così, in una nota, la Ledi, la società che negli ultimi sei mesi ha editato la Gazzetta del Mezzogiorno, ricostruisce le vicende che hanno portato, lo scorso 2 agosto, alla sospensione delle pubblicazioni della testata.

"La nota - prosegue il comunicato diffuso dalla segreteria direzionale della Ledi - è datata 21 dicembre 2020, inviata alla società Ledi dieci giorno dopo la presa in consegna della Gazzetta dalla curatela fallimentare. Il riferimento è alla convenzione dell'1 agosto 2006 stipulata tra Mediterranea spa (proprietaria della testata Gazzetta del Mezzogiorno) e Edisud spa (società editrice della stessa testata). Le due società, com'è noto, sono state dichiarate fallite nel giugno 2020. Nel dicembre 2021 la Ledi srl è subentrata, nell'ambito di un bando del Tribunale civile di Bari, nella gestione di Edisud. Nello stesso mese i curatori fallimentari hanno inviato la nota con la quale si comunicava che «il contratto dovrà ritenersi sciolto a far tempo dal 31/7/201 con ogni conseguente obbligo restitutorio»".

"Tutti i soggetti coinvolti nella vicenda - la società editrice, i lavoratori, la società civile, la stessa magistratura - confidavano evidentemente nella chiusura delle procedure entro il 31 luglio, in modo che dall'1 agosto le attività editoriali della Gazzetta potessero continuare con il definitivo assegnatario. Così non è stato. Di qui la sospensione delle pubblicazioni. È evidente che non esiste una verità diversa da quella contenuta nelle carte della curatela. Esiste viceversa un'iniziativa imprenditoriale targata Ledi srl che dall'autunno 2020, momento nel quale la Gazzetta stava sì e definitivamente lasciando le edicole italiane, ha dimostrato di voler garantire continuità aziendale, sostenibilità economica e rilancio della storica testata. Un impegno, sotto gli occhi dell'intera comunità, passato attraverso mirati interventi imprenditoriali. Senza mai sottrarci al confronto con istituzioni e soggetti terzi, abbiamo dimostrato di avere una solida e credibile  struttura aziendale", si legge ancora nel comunicato.

"Non a caso - prosegue la Ledi - abbiamo presentato una proposta di concordato e posto in essere iniziative credibili ed economicamente sostenibili, basate sui principi di trasparenza, legalità e regole certe. La nostra identità imprenditoriale, d'altra parte, non ha bisogno di conferme: le nostre scelte, la nostra storia e i nostri risultati hanno fatto del Gruppo Ladisa la realtà italiana che tutti conoscono, che continua a generare lavoro per oltre 6000 famiglie".

"Nonostante il momento di grande tensione sociale e istituzionale determinato dalla sospensione delle pubblicazioni, la Ledi srl segue con attenzione il prosieguo della procedura fallimentare e confida in una decisione innanzitutto celere e soprattutto congrua all'impegno profuso in questi mesi dagli uomini e dalle donne che hanno consentito alla Gazzetta del Mezzogiorno di non abbandonare mai - anche nei momenti più bui - l'appuntamento quotidiano con i lettori", conclude l'azienda.

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I commenti degli utenti
  • Maria P. ha scritto il 04 agosto 2021 alle 21:19 :

    Sul "Corriere del Giorno" hanno fatto uscire un articolo nel quale i proprietari della Ledi con tono molto più "diretto" lanciano accuse pesanti contro tutto e tutti: la curatela fallimentare accusata di conflitto di interessi, il vecchio direttore De Tomaso, il Comitato di redazione e i sindacati. Non manca nessuno, gli unici buoni sono i Ladisa? Rispondi a Maria P.

  • Franco ha scritto il 03 agosto 2021 alle 19:00 :

    Dunque la Ledi dei fratelli Ladisa ha fatto questa mossa perché (come dichiarato) si aspettava l'assegnazione completa della Gazzetta. Ora invece è apparsa un'altra cordata alternativa, con buone possibilità. Rispondi a Franco

  • Franco ha scritto il 03 agosto 2021 alle 14:54 :

    Diciamola tutta la Ladisa vuole tutto il controllo del giornale, non solo il fitto di ramo d'azienda. Rispondi a Franco