Memoria

Due spazi pubblici della città intitolati a Maria Celeste Nardini e a Chiara Fumai

«Donne - ha detto il sindaco - che hanno amato Bari con tutte le sue contraddizioni, senza mai risparmiarsi nel donarle il proprio talento e il proprio impegno».

Attualità
Bari sabato 06 marzo 2021
di La Redazione
Palazzo di Città a Bari
Palazzo di Città a Bari © barilive

Su proposta del sindaco Antonio Decaro, nei giorni scorsi la giunta comunale ha approvato l’atto di indirizzo per l’intitolazione di due spazi pubblici della città a due donne che si sono distinte per le loro capacità professionali, lasciando una traccia significativa del loro impegno in campo culturale, politico e sociale. Si tratta di Maria Celeste Nardini, parlamentare di Rifondazione comunista e attivista animata da passione civile e impegno in favore dei diritti delle donne, dei lavoratori e dei più fragili, e di Chiara Fumai, che nella sua breve vita si è fatta conoscere e apprezzare come eccellenza assoluta nel panorama dell’arte contemporanea italiana.

Per questo riconoscimento si sono spesi numerosi esponenti della società civile, culturale e artistica della città di Bari: in particolare l’associazione “The Church of Chiara Fumai”, in collaborazione con il Museo Castello di Rivoli a Torino, insieme a diversi rappresentanti del mondo culturale nazionale e internazionale - tra cui Achille Bonito Oliva, direttore della Biennale di Venezia, e Andrea Lissoni, curatore della Tate Modern Gallery - e il comitato “Per Maria Celeste Nardini” animato da molte personalità impegnate in campo politico e sociale.

Qualche giorno fa, invece, con il Consiglio del Municipio II, si è scelto di intitolare a Monica Dal Maso, educatrice e attivista, uno spazio pubblico a Poggiofranco, il quartiere in cui viveva.

Gli spazi pubblici sono molto più che luoghi fisici - dichiara il sindaco Antonio Decaro - perché vivono di relazioni e ci raccontano la storia delle città cui appartengono: per questo dedicare dei luoghi al ricordo di personalità della nostra comunità che si sono distinte non è un atto neutro ma una scelta culturale che può e deve assumere un significato. Ricordare significa anche continuare a seguire l’esempio e l’insegnamento che alcune persone ci lasciano attraverso piccoli e grandi gesti quotidiani. In questo caso abbiamo scelto di onorare la memoria e la vita di tre donne, molto diverse e ognuna speciale a modo suo, che hanno amato Bari con tutte le sue contraddizioni, senza mai risparmiarsi nel donarle il proprio talento e il proprio impegno”.

I luoghi individuati per le intitolazioni sono un giardino che si affaccia sul lungomare cittadino per Chiara Fumai, una parte della riqualificata piazza del Redentore per Maria Celeste Nardini e l’area verde tra viale Kennedy e via Palach per Monica Dal Maso.

Da tempo l’amministrazione comunale è impegnata a recuperare la memoria di donne che hanno vissuto testimoniando impegno e dedizione a una causa, pubblica o personale, che ha lasciato il segno - commenta l’assessore al ramo Eugenio Di Sciasicio -. Così facendo intendiamo colmare quel gap sulla parità di genere presente anche nella toponomastica per favorire l’ingresso, nel linguaggio e nell’immaginario comune, di nomi e storie di donne che sono state esempio di valore per tutti, attraverso azioni affermative. Spero che, non appena superate le difficoltà della ripartizione servizi demografici e toponomastica acuite dalla pandemia, potremo ripartire con l’intitolazione di diversi spazi e vie a personalità, tra cui moltissime donne, che la città vorrà onorare. Ringrazio anche il presidente del Municipio I Lorenzo Leonetti, con il quale abbiamo avviato un interessante dialogo sulle modalità di partecipazione dei cittadini alle scelte toponomastiche”.

Il riconoscimento della città alle donne è dovere di ogni amministrazione, tanto più se si pensa che nel nostro Paese ogni 100 vie e piazze dedicate a uomini poco più di sette sono intitolate a donne - sottolinea l’assessora alle Culture Ines Pierucci -. La parità odonomastica può aspirare a un riequilibrio sostanziale dei generi ma punta soprattutto al raggiungimento della consapevolezza di un vuoto che vogliamo colmare. Maria Celeste Nardini ha improntato la sua intera militanza politica e istituzionale all’antifascismo, all’antirazzismo, alla solidarietà e alla cooperazione sociale, impegnandosi nel contrasto all’emarginazione e a ogni forma di discriminazione, sempre in difesa dei diritti delle donne e dei lavoratori. In tutt’altro ambito Chiara Fumai, cui l’anno scorso abbiamo dedicato una retrospettiva nel Teatro Margherita, ha condotto una ricerca artistica eccentrica e visionaria, dando corpo e voce a figure femminili ai margini del sistema patriarcale e perciò sovversive. Il nostro auspicio è che i luoghi che saranno dedicati alla loro memoria possano essere vissuti da donne e uomini, ragazze e ragazzi, bambine e bambini che siano testimoni di una nuova cultura lontana dagli stereotipi di genere, egualitaria e inclusiva”.

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