Urbanistica

Punta Perotti, Emiliano: «Il parco resta intoccabile»

Polemiche dopo l'approvazione in consiglio comunale di una delibera che lega la zona alla presentazione di progetti di rigenerazione urbana. Decaro: «Sì al parco costiero». L'ironia di D'Ambrosio Lettieri

Politica
Bari giovedì 20 marzo 2014
di La Redazione
Emiliano e i palazzi abbattuti di Punta Perotti
Emiliano e i palazzi abbattuti di Punta Perotti © n.c.

Otto anni dopo, tiene ancora banco la vicenda dell'abbattimento dei palazzi di Punta Perotti. E altrimenti non potrebbe essere. I valori simbolici, ed economici, si intrecciano; sempre lì, in quel parco in riva al mare.

Le polemiche si sono riaccese dopo l'approvazione, nel consiglio comunale di martedì, di una delibera sull'adeguamento delle norme urbanistiche al piano paesaggistico regionale. Un emendamento ha fatto arricciare il naso agli assertori dell'inedificabilità assoluta: quello che lega la zona alla presentazione di progetti di rigenerazione urbana.

È stato lo stesso sindaco, Michele Emiliano, a fare chiarezza. «Fino a ieri nell’area di Punta Perotti si poteva costruire, a condizione che ci fosse un nulla osta paesaggistico, in quanto il Comune di Bari non aveva mai vietato l’edificazione. Da ieri sera, l’area di Punta Perotti e Torre Carnosa, è inedificabile grazie alla delibera che abbiamo approvato in Consiglio comunale», ha dichiarato ieri in una conferenza stampa alla presenza dell’assessore all’Urbanistica Elio Sannicandro e del direttore della ripartizione Urbanistica ed Edilizia privata, Annamaria Curcuruto.

«L’amministrazione comunale - ha continuato il primo cittadino - è altresì consapevole che Punta Perotti e Torre Carnosa sono inserite in un contesto di degrado urbano gravissimo, che riguarda tutto il lungomare Sud. Pertanto ha consentito la possibilità di presentare un Piano di rigenerazione urbana che possa risolvere le problematiche dell’intera zona, da Punta Perotti a San Giorgio».

«Con la procedura approvata ieri, dove attualmente sorge il parco non si costruirà e l’area verde resterà intatta; e se qualcuno in futuro volesse utilizzarla per computo ad area a verde, standard, ecc., deve presentare un Piano di rigenerazione», ha spiegato Emiliano.

Il Piano di rigenerazione è un processo in cui intervengono tutte le associazioni ambientaliste e cittadine, deve essere sottoposto al nulla osta paesaggistico, e che deve ripassare dal Consiglio comunale. «Esattamente come l’eventuale variazione sull’edificabilità dell’area», commenta il sindaco, secondo cui si tratterebbe di «un processo più forte, più intelligente e razionale dell’affermazione sic et simpliciter dell’inedificabilità».

«La delibera dice che l’area è inedificabile, e se i proprietari vogliono utilizzare i loro terreni, possono farlo solo a determinate condizioni e nell’ambito del processo di rigenerazione, senza intaccare lo spazio dove oggi sorge il Parco». Questo il pensiero di Emiliano.

Il forte valore simbolico di quell'abbattimento, avvenuto nel 2006, è ripreso anche da Antonio Decaro, candidato sindaco per il centrosinistra. «Se i costruttori vorranno e se la perequazione urbanistica lo permette , in accordo con i cittadini, e presentando un progetto di rigenerazione urbana potranno - illustra il parlamentare pd - sviluppare una parte delle volumetrie più dietro, rispettando le distanze previste dalle normative vigenti. Con lo spostamento dei binari questo sarà possibile».

«Si potrà così chiedere in cambio ai costruttori, di realizzare la prima parte del parco costiero che si svilupperà nella zona del Lungomare Sud, dalla spiaggia di Pane e pomodoro fino a San Giorgio». Questa la sua proposta.

Caustico invece il giudizio di Luigi D'Ambrosio Lettieri. «E tu chiamale se vuoi... rigenerazioni. Battisti mi perdonerà, ma i versi della sua canzone calzano a pennello per descrivere l'alfa e l'omega della vicenda di Punta Perotti, simbolo della fallimentare gestione politico-amministrativa dell'era Emiliano», commenta il senatore barese di Forza Italia. «La verità è che la vera rigenerazione per Bari avverrà soltanto quando l'allegra brigata senza vergogna smetterà finalmente di arrecare danno alla città. Dal 25 maggio prossimo».
 

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