La quinta edizione

BGeek, ultimo atto tra silent cinema e graphic novel. Le immagini

La Hyppostyle al festival del fumetto con "Ritmo lento in fondo al mare", liberamente ispirato a" Canzone a manovella" di Vinicio Capossela

Cultura
Bari lunedì 30 maggio 2016
di Giovanni Boccuzzi
La Hyppostyle al BGeek con "Ritmo lento in fondo al mare"
La Hyppostyle al BGeek con "Ritmo lento in fondo al mare" © Stefano Gallo

La giornata conclusiva della quinta edizione del BGeek, ieri a Bari, è stata un via vai di tantissimi visitatori, molti dei quali hanno esibito i loro vestiti da cosplayer, mentre altrettanti si sono sfidati nella Videogaming Zone ai tornei di Pro Evolution Soccer 2016 e di Super Smash Bros.

Ha riscosso un buon successo la Silent Arena, dove nel corso di questi tre giorni sono stati proiettati film d’animazione come Cattivissimo me e La città incantata, capolavoro di Hayao Miyazaki, insieme ai lungometraggi supereroistici come Iron Man, Spider-Man, Hellboy, I guardiani della galassia e Batman – Il cavaliere oscuro. Gli spettatori hanno così potuto godersi la visione delle pellicole, sedendosi sulle gradinate del Palaflorio, e ascoltando l’audio attraverso delle cuffie wireless.

Tra i tanti stand delle varie case editrici, che hanno rappresentato il panorama del fumetto nazionale e internazionale, c’era anche una realtà del tutto barese, costituita dalla Hyppostyle. Qui, abbiamo visto all’opera Valerio Pastore, giovane fumettista di Gioia del Colle, autore dei disegni di Ritmo lento in fondo al mare, graphic novel liberamente ispirato al brano Canzone a manovella di Vinicio Capossela.

«È un progetto che avevo nel cassetto da diversi anni – ha spiegato Valerio - ho cominciato a lavorarci realizzando degli sketch, ma non pensavo che poi avrei steso degli storyboard e successivamente un graphic novel. Tutto è partito dalla mia passione verso la musica, così ho iniziato a buttare giù delle illustrazioni montate in delle tavole, facendo in modo che raccontassero una storia».

A curare i testi di Ritmo lento in fondo al mare, la giovane poetessa Isabella Capozzi, anche lei di Gioia del Colle, verso la quale Valerio Pastore ha espresso la sua gratitudine: «Isabella è stata un pilastro fondamentale del lavoro, in quanto ha dato l’anima al progetto, curando la parte testuale. Ispirandosi alle canzoni di Capossela, e in particolare agli album Canzoni a manovella e Marinai, profeti e balene, ha creato dei testi molto poetici e ritmati».

Valerio Pastore, infine, ha spiegato il suo approccio ai disegni: «Lo stile che ho utilizzato è caratterizzato da molti contrasti, ed è ispirato a quello americano della Dark Horse, a cui ho aggiunto delle sfumature influenzate da Josè Munoz. È stata una vera ricerca stilistica: il bianco e nero è stata una scelta determinante per ricreare un’atmosfera di luci e ombre. La luce l’ho utilizzata nelle tavole che descrivevano scene al di là della superficie dell’acqua, mentre tinte molto più nere e più scure sono state adoperate per raffigurare meglio l’avventura nelle profondità marine».

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