Cinema

Quando il gioco si prende la vita

In “Vivere alla Grande" Fabio Leli racconta della mania collettiva del gioco d'azzardo. Al Cineporto un'anteprima della pellicola

Cultura
Bari sabato 14 giugno 2014
di Francesca Emilio
"Vivere alla grande", la mania del gioco diventa un film
"Vivere alla grande", la mania del gioco diventa un film © n.c.

E’ stato presentato giovedì, nel Cineporto di Bari, il teaser che racchiude, in undici minuti, quello che sarà possibile vedere nel film-documentario, ancora in corso d’opera dal titolo “Vivere alla Grande: l’invasione dell’azzardo legale in Italia – viaggio in un contagio sociale, politico, mediatico e culturale” dell’autore e regista Fabio Leli.

Undici minuti in cui, il regista, con la collaborazione della giornalista Carmen Cafarella e il direttore della fotografia Luca Desiderato, è riuscito ad esprimere, con accurata precisione, quello che è lo stigma del gioco d’azzardo in Italia: una piaga sociale ed economica che, di giorno in giorno, si sta radicando sempre più nella vita dei cittadini italiani, rendendoli succubi e dipendenti da un sistema che, paradossalmente, è legalizzato e controllato dallo Stato.

Fabio Leli ha scelto di focalizzare la sua attenzione su quegli che sono gli “ossimori” . Nel teaser di presentazione infatti, è già possibile notare il taglio satirico che sovrappone, immagini di pubblicità andate in onda, in cui si esorta l’acquirente a ricercare nel gioco d’azzardo una serenità evidentemente labile, a storie, raccontate da diversi protagonisti, che narrano, invece, quello che è il grave inganno del gioco d’azzardo, un inganno che secondo Annaluisa Rubano - docente del dipartimento Lelia della facoltà di Bari, intervistata nel documentario -  è percepibile anche nel solo accostamento delle parole gioco e azzardo, ossimori, appunto, che delineano la pericolosità e il grave rischio che ogni cittadino, adulto o minore, incorre nell’approcciarsi a questo tipo di attività.

«Il gioco d’azzardo -  spiega Attilio Simeone, avvocato e collaboratore della Consulta nazionale antiusura, oltre che coordinatore nazionale del comitato “Insieme contro l’Azzardo”  – alimenta la corruzione favorendo la nascita di una generazione priva di valori etici, adibita al guadagno facile e non ai valori presenti nella nostra Costituzione».

«E’ - sostiene il regista - una realtà che non provoca solo povertà economica ma anche sociale e culturale che riesce a sopravvivere a causa della cattiva informazione e alla speranza della gente che si aggrappa a questo e disimpara ad indignarsi e a lottare per i propri diritti».

Il documentario è stato girato fino ad oggi in Puglia, e si concluderà non appena saranno dispobibili altri fondi. Gli ideatori hanno in programma alcune tappe fuori dai confini regionali. Tra queste, l’Aquila.

«Si spera che la presentazione del documentario – spiegano gli ideatori del progetto - oltre a sensibilizzare i cittadini sulla pericolosità del gioco d’azzardo, sia utile a concretizzare la raccolta di fondi, necessari per completare il progetto».
 

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