Il Bari si vendica del Lecce

Lecce-Bari 1-2 (Bonanni rigore, Cavalli, Corvia)

Antonio Conte batte il "suo" Lecce e vince il primo derby

Calcio
Bari sabato 17 maggio 2008
di Christian Montanaro
© Danilo Calabrese

Missione compiuta. Battuto il Lecce e vendicata la sconfitta dell’andata. Da oggi Antonio Conte entrerà ancor più nel cuore dei tifosi biancorossi. Lui, leccese doc, ha disarmato nella sua città la squadra dov’è calcisticamente cresciuto, complicandole i piani per l’approdo in serie A.
Logica l'esultanza della società e della tifoseria barese, per cui il derby era l’ultimo concreto stimolo di una stagione ormai chiusasi già da tempo.

Due ad uno il finale al "Via Del Mare" per le reti tutte nella ripresa di Bonanni al 7’, Cavalli all’11 e Corvia al 39’.
Partita che si è accesa nella ripresa, dove le emozioni non sono davvero mancate.
Antonio Conte, a corto di soluzioni a centrocampo per la contemporanea indisponibilità di Donda, Rajcic e Jadid, si inventava al fianco di Gazzi la soluzione Masiello, sul modello “hodgsoniano” di Salvatore Fresi di tanti anni fa o di quello "capelliano" di Marcel Desailly. Insomma una diga centrale tipicamente di contenimento per non far ragionare il cervello di centrocampo salentino Zanchetta.

La mossa funzionava perché la formazione di Papadopulo faticava a trovare soluzioni degne di nota in avanti. Il Bari sulla fascia schierava dal primo minuto il franco-angolano Kamata, che con Angelo dava vita ad un duello interessante soprattutto sotto il punto di vista atletico. Il primo pericolo era portato su calcio di punizione da Bonanni, ma poi, a parte un possibile rigore non accordato ai danni di Santoruvo e una palombella dalla distanza di Gazzi, non è che le occasioni fioccassero.
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Antonio Conte capiva l’antifona e al ritorno degli spogliatoi inseriva in campo Simone Cavalli proprio per Kamata, non particolarmente lucido e pure già ammonito. Lanzafame tornava a destra, con l’ex vicentino e Santoruvo di punta. Nel Lecce invece Papadopulo non giocava da subito la carta Valdes, il guizzante cileno, peraltro  ex dell’incontro, concedendo massima fiducia al temibile duo Tiribocchi – Abbruscato.

Il Lecce partiva bene nella ripresa. Già al 4’ Zanchetta impegnava Gillet su calcio di punizione, ma tre minuti dopo capitava l’imprevedibile. Lanzafame, al suo ultimo derby con la casacca biancorossa, trovava il modo di lasciare nei cuori dei tifosi un ricordo indelebile di sé, guadagnandosi un calcio di rigore con una geniale giocata di tacco per la trattenuta di Giuliatto. Dal dischetto si presentava Massimo Bonanni che non aveva difficoltà a trafiggere Rosati per l’uno a zero del Bari.

Papadopulo correva subito ai ripari. Dentro Valdes e fuori Angelo. Polenghi passava a destra, col cileno libero di inventare dietro le due punte di ruolo. E subito Tiribocchi, l’uomo più temuto dalla retroguardia biancorossa, al 10’ aveva la palla giusta per ristabilire in parità il punteggio, ma la mira imprecisa sarà la costante che caratterizzerà tutto l'incontro disputato dal grintoso ex centravanti del Chievo. E allora la più classica delle leggi del calcio (goal sbagliato, goal subito) conduceva al raddoppio del Bari, un minuto dopo, grazie ad una azione personale di Simone Cavalli, che sfondava più o meno dallo stesso lato del campo della precedente azione di Lanzafame, anche se meno defilato, entrava in area di rigore e depositava in rete la palla del raddoppio biancorosso sul palo difeso non impeccabilmente da Rosati.

Via Del Mare ammutolito. Lecce sotto di due goal in casa. Bonanni, euforico, veniva ammonito da Orsato di Schio per i troppi festeggiamenti. Due minuti dopo aveva modo di esaltarsi anche Gillet, sventando la conclusione aerea di Abbruscato.
Il Lecce accusava il colpo, perdendo raziocinio in mezzo al campo. Papadopulo perciò cercava una spinta psicologica maggiore con gli inserimenti di Munari prima e Corvia poi,  per Boudiansky e Abbruscato.

Nel Bari si faceva male alla coscia Esposito. Conte lo sostituiva con Ladino, che occupava l’out destro di difesa. Al centro si spostava Belmonte, che andava a far coppia con Stellini. Il Lecce ci provava disperatamente, ma rischiava di venire infilzato ulteriormente in contropiede. 
Il Lecce andava in rete con Ariatti, ma la sua marcatura veniva annullata dall'arbitro per una precedente carica su Gillet. Conte effettuava l’ultimo cambio a sua disposizione, mandando in campo anche Strambelli per il positivo Bonanni.
Gli ultimi minuti di gioco erano al cardiopalmo. Il Lecce tentava l’arrembaggio finale e trovava il modo di ridurre le distanze a cinque minuti dal termine, con Corvia, liberissimo in area, che beffava Gillet. Lo stesso attaccante, però, poi veniva espulso dal direttore di gara nei minuti di recupero per un buffetto dato a Stellini nell'area di rigore del Bari. 

Finiva così. Il Lecce dopo 14 incontri ufficiali perdeva l'imbattibilità. Il Bari espugnava per la seconda volta consecutiva il Via Del Mare, vendicandosi dell'affronto subito all'andata. Per Antonio Conte una grandissima soddisfazione personale il primo derby vinto da allenatore dei galletti nella sua Lecce che, in uno stadio strapieno, non gli ha risparmiato ingenerosamente fischi e cori ostili.

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