La campagna

Usura e gioco d'azzardo, l'appello di Unioncamere: «Lascia perdere»

Laboratori e spettacoli in Fiera del Levante. Ambrosi: «Repressione, ma anche prevenzione e informazione»

Attualità
Bari martedì 13 settembre 2016
di La Redazione
Unioncamere presenta
Unioncamere presenta "Lascia perdere" © n.c.

Nel 2015, secondo un recente studio dell'Eurispes, è stato di 37,25 miliardi di euro il capitale prestato ad usura a famiglie e imprese, che sommato ad almeno 44,7 miliardi di capitale restituito come interesse arriva ad un business totale annuo di quasi 82 miliardi di euro: 5,5 punti di Pil.

Non di minore importanza il fenomeno della ludopatia, tanto che nei giorni scorsi il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato una misura del governo per rimuovere le slot da tabaccherie ed esercizi commerciali. Il sovra indebitamento è l'altro triste fenomeno in crescita in periodo di crisi.

«Si tratta di problematiche di grande complessità che richiedono una allerta costante. Repressione sì, ma anche un forte impegno sul fronte della prevenzione e quindi dell'informazione». Lo ha dichiarato il presidente di Unioncamere Puglia, Alessandro Ambrosi, che stamattina in Fiera del Levante al padiglione Unioncamere ha presentato Lascia Perdere. La campagna di sensibilizzazione, promossa dalla stessa associazione delle Camere di Commercio pugliesi, è finalizzata a tenere i riflettori accesi su usura, estorsione, gioco d’azzardo e sovra indebitamento.

«Abbiamo voluto dare seguito all'esperienza Sos Giustizia degli sportelli antiracket, che il sistema camerale ha realizzato negli anni scorsi, dando ascolto a moltissimi imprenditori vessati, dedicando un intero padiglione alla promozione della legalità, argomento molto importante e trasversale a tutti i settori produttivi» ha aggiunto Ambrosi.

I progetti
Lascia Perdere si articola in specifiche linee progettuali: Teatro Forum, spettacoli ed esperienze interattive, spot tematici e Busta gialla.

Il Teatro Forum consta di veri e propri laboratori che coinvolgono i dipendenti della Camera di Commercio di Bari che ripercorrono il metodo del Teatro dell'Oppresso. Il 16 settembre, alle 18.30, nel piano ammezzato andrà in scena Caro Estortore.

Cinque gli spettacoli
: Ossa, dal racconto popolare dell’osso che canta, alla storia di Placido Rizzotto, con Alessio Di Modica (10-12 settembre ore 18,30 piano ammezzato); Quizquilia di Franco Liuzzi, un percorso di gioco per quello che “non è” solo un gioco (14 e 15 settembre, ore 18,30, piano ammezzato); Scarafaggi, la mafia e l’estorsione spiegata ai bambini, di Alessio Di Modica (11 settembre piano ammezzato ore 18,30); Tou.Play: Eredità Levante, esperienza interattiva (gli spetattori vestiranno i panni di un investigatore. Armati di mappa e logica cercheranno gli indizi di un caso misterioso (13 e 18 settembre, ore 18,30, piano ammezzato). E, infine, Brutti come il debito: una lezione di educazione finanziaria resa in forma di spettacolo/conferenza di Massimo Melpignano (17 settembre ore 18,30 piano amezzato).

Quattro gli spot tematici realizzati da 103 cittadini pugliesi in maniera partecipata. La loro diffusione sarà virale. Si possono visionare sul canale YouTube di lascia perdere.

Da sempre la “busta gialla” accompagna comunicazioni importanti: già nell’immaginario collettivo contiene qualcosa che non si può ignorare. Dunque sulla scorta della “Lettera ad un estorsore” di Libero Grassi, sono stati elaborati Tre documenti editoriali che riprendono i temi della campagna, trasformati anche in formato digitale. Una prima “busta”sarà inviata ai rappresentanti istituzionali; una seconda pubblicazione, contenente riflessioni e sollecitazioni, sarà spedita ai direttori di banche e ai cofidi. Infine la terza contenente dati, analisi e strategie, sarà invece consegnata direttamente alle persone coinvolte durante il ciclo di iniziative intraprese durante la campagna. Tutti questi soggetti, a loro volta, potranno spedirla ad altri destinatari, contribuendo a diffondere valori e consapevolezza sugli argomenti trattati. L’obiettivo è quello innanzitutto di richiamare ognuno di noi alla propria imprescindibile funzione sociale.

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