Cento manifesti in città per il 17 maggio la giornata internazionale contro l'omofobia

Omofobia, Bari città diversa

"L'amore omosessuale é un dono di Dio perché é amore"

Attualità
Bari venerdì 14 maggio 2010
di Antonella Ardito
© n.c.

"Da vent'anni l'omosessualità non è più considerata una malattia, ma io ho qualcosa più di vent'anni e vedo che c'è ancora tanto da cambiare, vedo che essere omosessuali è ancora una colpa". Francesco Camasta è il giovane presidente dell'Arcigay di Bari ed ha le idee ben chiare su come bisogna affrontare il problema dell'omofobia, che nel 2010 in Italia ha già causato tre omicidi, 19 casi di aggressione, sei estorsioni, unatto di bullismo e tre atti vandalici. Solo la punta dell'iceberg, denunce che arrivano dal nord Italia, perché a sud di Roma, e a Bari lo abbiamo vissuto, c'è ancora troppa paura nel palesare la voglia di amare una persona dello stesso sesso e di denunciare un atto di violenza con matrice omofoba.

"Io spero che i ragazzi e le ragazze, fermandosi di fronte ai manifesti con il proprio padre - ricorda Camasta - possano pensare che il Comune di Bari non la pensa come il padre". Bari è l'unico comune italiano ad aver aderito alla giornata internazionale contro l'omofobia, un'adesione fortemente voluta dalla presidente dalla commissione pari opportunità e dal consigliere comunale Pietro Petruzzelli: "Nel 2007 il Comune ha aderito alla rete Ready, per il superamento delle discriminazioni di genere - ricorda Petruzzelli - e dalla stessa data ha dato vita al registro delle unioni civili. Ora è necessario varare un ufficio contro ogni genere di discriminazioni, ci sono 50 mila euro concessi per le pari opportunità ma possiamo anche trovare finanziamenti europei". Intanto la città di Bari è chiamata a fare il punto sul modo di essere omossessuali domenica 16 maggio al Fortino sant'Antonio: Arcilesbica, Agedo e Arcigay hanno organizzato una serata con la proiezione di numerose interviste ai baresi sul tema dell'omofobia e dell'omossessalità e la proiezione di Due volte genitori. "Anche io ho la scorza dura - ha sottolineato Michele Emiliano, sindaco di Bari - ricordo che sette anni fa ho partecipato al gay pride a Bari, ma ci andai con mio figlio. Sto imparando a riconoscere i miei limiti ma dobbiamo imparare a rendere realtà l'articolo 3 della nostra Costituzione, per il compimento dei diritti di uguaglianza".

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I commenti degli utenti
  • sanspapier ha scritto il 15 maggio 2010 alle 15:58 :

    Niza, nessuno impone nulla. Ho parlato di "convivialità" che significa accoglienza. Se accogli non fracassi le ossa ad una persona perchè omosessuale, ma continui a fare i fatti tuoi.... Rispondi a sanspapier

  • niza67 ha scritto il 14 maggio 2010 alle 18:55 :

    Appunto, sanspapier: liberi di essere. Nessuno nega a nessuno il diritto ad amare ed essere amati. Ma il diritto riguarda la persona e ciò che fa sotto le coperte non può e non deve riguardare gli altri. Se poi qualcuno deve imporre l'accettazione di ciò che non è sentito, non è più liberta; è imposizione. E nessuno può e deve imporre niente. Rispondi a niza67

  • sanspapier ha scritto il 14 maggio 2010 alle 12:44 :

    Liberi di essere ed essere liberi. La convivialità delle differenze è il traguardo massimo di ogni civiltà. Per noi c'è ancora molta strada da fare. Rispondi a sanspapier