RAPPORTO ANTIGONE SULLE CARCERI: PUGLIA MAGLIA NERA NEL 2018

Michele Macellettti LiveYou - Politica
Bari - sabato 26 gennaio 2019
RAPPORTO ANTIGONE SULLE CARCERI: PUGLIA MAGLIA NERA NEL 2018

L'associazione Antigone ha presentato i dati raccolti nel 2018 sul sistema carcerario italiano. Il quadro che emerge torna ad essere allarmante. Aumentano i casi di suicidi e torna il fenomeno del sovraffollamento dei detenuti Negli istituti penitenziari italiani. Nella nostra regione le carceri di Taranto e Bari registrano numeri record.

A distanza di cinque anni dalla sentenza Torreggiani, con la quale la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo di Strasburgo condannò l'Italia per "trattamento inumano e degradante dei detenuti", la situazione all'interno degli istituti penitenziari della nostra Penisola torna ad essere critica.

Alcuni dati sono emblematici.

Sono aumentano i casi di suicidio. Nel 2018 63 i detenuti si sono tolti la vita. Un numero così alto non veniva registrato dal 2011. In pratica, ogni 900 detenuti, uno ha deciso di togliersi la vita ( venti volte di più che nella vita libera).

Il numero complessivo di detenuti, all'interno delle celle delle carceri italiane, ha superato nuovamente le 60.000 mila unità. Considerando che il sistema penitenziario ha una capienza massima di 50.500 pasti, sono circa 10.00 le persone che sono detenute oltre la capienza minima regolamentare. Una condizione che rende problematiche le condizioni di vita di chi è detenuto ma anche di chi opera all'interno delle strutture carcerarie. Il sottodimensionamento dell'organico degli agenti di polizia penitenziaria resta un problema ancora irrisolto.

A livello nazionale il tasso di affollamento è del 118%. Alla Puglia la maglia nera: nelle nostre carceri si supera il 160%, con punte del 200% per l'istituto penitenziario di Taranto.

Per quanto concerne Bari, i dati forniti dopo l'ultima visita ispettiva compiuta da una delegazione dei Radicali, parlano di circa 430 detenuti su una capienza massima di 299 unità. Critica si presenta anche la situazione dell'organico degli agenti penitenziari, costretti a turni di lavoro massacranti. La struttura, vetusta e ormai superata, del carcere di Bari è causa principale delle criticità dovute alle condizioni di vivibilità al suo interno. Nessuno spazio verde, niente palestre o campi di calcetto. L'unica attività fisica che i detenuti riescono a fare è il passeggio lungo un corridoio di appena 20 metri.

Dal 2014 la popolazione carceraria italiana continua a registrare una crescita costante che andrebbe gestita con una politica governativa incentrata sugli investimenti di personale, aumenti di risorse e soprattutto puntando alle misure alternative alla detenzione, di cui potrebbero beneficiare circa un terzo di di detenuti. Su questo punto il rapporto di Antigone lamenta che la riforma dell'ordinamento penitenziario, approvato l'anno scorso, ha disatteso le indicazioni che gli Stati generali dell'esecuzione penali avevano dato.

L'attuale orientamento politico di governo sembra orientato verso la costruzione di nuove carceri quale ipotesi risolutiva del problema sovraffollamento. Operazione che richiederebbe risorse economiche ingenti: un carcere con una capienza di 250 posti costerebbe circa 25 milioni di euro. A fronte dei 40 nuovi istituti che si stima dovrebbero servire per assorbire l'esubero dei 10 mila unita' bisognerebbe stanziare almeno 1 miliardo di spesa. Una cifra non di poco conto con i tempi che corrono e con tutte le urgenze ed emergenze che il sistema Paese ha di fronte.

MICHELE MACELLETTI

BARI


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